lunedì 17 dicembre 2012

Morto Sergio Ramella, uomo del jazz

È morto ieri all’ospedale di Rivoli Sergio Ramella, all’età di 74 anni. Era malato da tempo. 


Uomo del jazz, contribuì a portare in Italia e a Torino, anche per la prima volta, alcuni tra i più grandi nomi del jazz. 
Un lavoro che per lui era una passione più che un dovere come dimostra la mostra che a maggio gli dedicarono la moglie Silvia e la figlia Simona al Temporary Art Café a Torino. 
11 scatti spesso “rubati” da amici a Sergio nel backstage o sul palco, mescolate alla meravigliose foto di Roberto Tarallo, il fotografo ufficiale del JVC Newport Jazz Festival. 
I loro soggetti sono leggende del calibro di Chet Baker, Dizzie Gillespie, Art Blakey e molti altri. Tutte le immagini hanno una storia capace di trasmettere emozioni, raccontano e svelano l'esistenza di personaggi davvero straordinari con una forza, una passione, una magia e la follia che solo il mondo del jazz riesce ad emanare. 
E sono belle anche perché sono attimi privati resi pubblici per la prima volta, foto che meritano di essere viste da chi ha seguito con attenzione la scena musicale jazzistica a Torino.
Sergio Ramella, per anni organizzatore di eventi musicali a Torino, e non solo, immortalato nelle immagini con i musicisti che grazie alla sua passione sono transitati a Torino. 
Il suo encomiabile lavoro ha contribuito in maniera fondamentale alla conoscenza e alla diffusione del jazz in Italia.
Insieme, dopo aver condiviso gran parte della loro vita con Sergio per allestire il JVC Newport Jazz Festival all’interno degli incantevoli Giardini Reali l’International Jazz Festival Torino e l’EuroJazz Festival di Ivrea, le due donne vollero aprire gli archivi fotografici della memoria familiare e condividere, con quanti hanno seguito da vicino questa lunga avventura manageriale e soprattutto i numerosi appassionati del genere musicale più innovativo della storia, i momenti più significativi di una carriera che ha segnato pagine indelebili nella cultura cittadina.

1 commento:

  1. NON SAPEVO DELLA MORTE DI SERGIO IN QUANTO VIVO UN PO' IN ITALIA E UN PO' ALL'ESTERO. ERAVAMO AMICONI FIN DA QUANDO AVEVAMO 8 O 10 ANNI NON RICORDO. I NOSTRI PADRI ERANO AMICI E NOI GIOCAVAMO ALLA SOCIETA' CANOTTIERI ESPERIA NELL'IMMEDIATO DOPOGUERRA TUTTE LE DOMENICHE. ESSENDO IO UN MUSICISTA, OGNI VOLTA CHE LUI FACEVA VENIRE A TORINO UN "MOSTRO" DEL JAZZ IO NON MANCAVO MAI. LO RICORDO CON GRANDE AFFETTO CON IL SUO IMMANCABILE SIGARO IN BOCCA. QUANDO LUI E' MANCATO ERO IN FRANCIA E MI DISPIACE MOLTO NON AVERLO SAPUTO. ADDIO CARO AMICO MAGARI UN GIORNO CI RITROVEREMO LASSU' CON LOUIS, COUNT, ERROL E GLI ALTRI AMICI. DI TE AVRO' SEMPRE UN GRAN BEL RICORDO. CIAO SERGIONE

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