lunedì 3 dicembre 2012

Meshell Ndegeocello - Pour Une Âme Souveraine: A Dedication to Nina Simone

L'acclamata bassista e cantante jazz-funk e neo-soul Meshell Ndegeocello ha appena pubblicato il suo decimo album in studio, Pour une âme souveraine (Naïve Records), una dedica alla creatività senza paura ed allo spirito di Nina Simone.


L'esuberante cantautrice è affiancata dalla sua band regolare composta dal chitarrista Chris Bruce, dal tastierista Jebin Bruni e dal batterista Deantoni Parchi, che contribuiscono a creare versioni radicalmente rielaborate di canzoni rese famose dall'iconica cantante. 
La registrazione presenta anche come ospiti cantanti come Lizz Wright, Sinead O'Connor, Valerie June, Tracy Wannomae, Toshi Reagon e Cody ChesnuTT.
Registrato in un periodo di dieci giorni, la spesso ardente esuberanza soul dell'album è un riflesso diretto dell'ammirazione della Ndegeocello per l'indomito spirito creativo della Simone, descrivendo il progetto come: "Una dedica a Nina Simone ed alla sua incredibile influenza, ma è anche una dedica alla singola, vita interiore che tutti sperimentiamo. Lei voleva il successo, è stata sotto pressione per fare degli hits, ma il suo suono era sempre incontenibile. Aveva cose da dire, lei protestava. Era una forte, fieramente nera, voce femminile in un periodo in cui le voci femminili nere non erano incoraggiate a farsi sentire"
Una dichiarazione che riflette anche il difficile compito di Meshell nel soddisfare le aspettative commerciali provocate dal successo iniziale del suo album di debutto del 1993 Plantation Lullabies; da allora persegue una imprevedibile, tuttavia ancora acclamata, carriera che comprende lavori così vari come il suo album jazz del 2005 The Spirit Of Jamia: Dance of the Infidel, e Weather, il suo sorprendente album da cantautrice del 2011.
Pour une âme souveraine mescola classico materiale di Nina, come Feelin' Good, accanto a brani scritti da Simone (Real Real), o scritti per lei (To Be Young, Gifted and Black scritti da Weldon Irvine), che riflettono l'ampiezza ed il dinamismo degli stili che la Simone abbracciò.
Dal funkeggiante House Of The Rising Sun, alla languida sensibilita di Feeling Good o l'emozionante sfogo gospelizzato da Lizz Wright su Nobody’s Fault But Mine, questo è un disco che sorprende e delizia in egual misura.
La Ndegeocello si avvicina all'eredità di Nina Simone con curiosità e caparbietà, così come con un vivo apprezzamento per le sue posizioni politiche, ciò che lei chiama "la sua confusa sessualità", per la sua indipendenza come donna nera e la sua temibile integrità come artista.
"Io per lo più ha voluto rendere omaggio alla sua umanità, i suoi incredibili chops come musicista, e il suo stile canoro", ha detto la cantante in una recente intervista. "Lei le fece proprie ed aggiunse una qualità che non può essere mai più riprodotta."

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