mercoledì 5 dicembre 2012

La triste e misteriosa morte di Hilton Ruiz

Il talentuoso e versatile pianista di musica latina e be-bop Hilton Ruiz morì per cause ancora misteriose nel giugno del 2006 a New Orleans. Era andato in città per fare un video che avrebbe dovuto accompagnare un CD che aveva registrato, un tributo di beneficenza per la città che da poco era stata allagata e devastata dall'uragano Katrina.


Ciò che successe la sera del 18 maggio rimane ancora poco chiaro. I rapporti iniziali sostennero che Hilton Ruiz era stato trovato il 19 maggio intorno alle 3 di mattina. Era solo e incosciente, mentre giaceva in una pozza di sangue su Bourbon Street. 
Ruiz aveva subito gravi ferite alla testa ed inizialmente sembrava essere stato vittima di una brutale aggressione. Fu portato al East Jefferson Hospital dove rimase in stato di coma fino al 6 giugno del 2006, il giorno della sua morte.
Curiosamente, la morte di Hilton Ruiz rimane un mistero per quelli più vicini a lui, mentre allo stesso tempo, il caso fu dichiarato chiuso dalla città di New Orleans. 
Il dipartimento di polizia di New Orleans infatti stabilì che la morte fu il risultato di una caduta accidentale. Le telecamere di sorveglianza avevano catturato l'uscita di Ruiz dall'ultima posizione nota, il Club Utopia. Egli quindi successivamente sarebbe inciampato e quindi caduto sulla famigerata New Orleans Street. 
Tuttavia, questa ricostruzione contrasta notevolmente con i risultati preliminari sia del dipartimento di polizia, che dei medici dell'ospedale che lo avevano curato. Il NOPD inizialmente etichettò Ruiz come vittima di un'apparente aggressione ed un membro del team medico che lo aveva curato, dichiarò che le ferite riportate fossero il risultato di un trauma al volto fatto con un oggetto contundente. 
Ruiz subì fratture facciali multiple e gravi. Un detective di New Orleans disse che Ruiz era in uno stato di ebbrezza che causò la caduta su Bourbon Street. 
Ma anche se il dipartimento di polizia di New Orleans chiuse il caso e lo derubricò come un incidente, la famiglia Ruiz mantiene ancora oggi la convinzione che Hilton fu vittima di una brutale aggressione. Attualmente sta prendendo le misure giuridiche necessarie per riaprire il caso e le investigazioni sono state intensificate. Purtroppo però, a questo momento, non ci sono ulteriori nuovi dettagli circa l'incidente.
Hilton Ruiz era un musicista dotato di una versatilità non comune, facendo la spola senza soluzione di continuità tra le complesse improvvisazioni dell'avanguardia ed i ritmi sfrenati della musica afro-cubana. 
Nato a New York il 29 maggio 1952, Ruiz fu un bambino prodigio, avendo suonato al Carnegie Recital Hall all'età di otto anni. 
Oltre agli studi classici, esplorò il jazz sotto la guida della leggendaria Mary Lou Williams, e a 14 anni fece il suo debutto in sala di registrazione con il Latin soul di Ray Jay and the East Siders. 
Le sue notevoli doti di improvvisatore, tuttavia, gli cementarono la decisione di perseguire una carriera nel jazz, e mentre era ancora un adolescente accompagnò diversi musicisti, da Freddie Hubbard a Joe Henderson. 
Ruiz raggiunse la fama mondiale nel 1973, quando entrò a far parte della band del notoriamente eclettico sassofonista/flautista Rahsaan Roland Kirk, provando il suo valore come un dotato interprete di un repertorio che andava dal blues all'avanguardia attraverso leggendari LP quali The Case of the 3 Sided Dream in Audio Color e The Return of the 5000 Lb. Man
Dopo quattro anni di collaborazione con Kirk, Ruiz visitò l'Egitto e l'India con Clark Terry e al suo ritorno a New York, divenne un richiestissimo sideman per artisti come Betty Carter, Abbey Lincoln, e Chico Freeman, e fondò anche un proprio gruppo, cominciando una carriera di primo piano che iniziò con l'album del 1975 Piano Man per la Steeplechase. 
Attraverso alcuni acclamati LP tra cui Steppin' Into Beauty del 1977, El Camino (The Road) del 1988  e A Moment's Notice del 1991, Ruiz affinò il suo approccio ad una fusione tra musica latina e jazz che portò a collaborazioni con Tito Puente e Paquito D'Rivera. 
Ebbe anche una discreta esposizione cinematografica, contribuendo alla colonna sonora del film Crimini e Misfatti di Woody Allen e soprattuto del premio Oscar American Beauty di Sam Mendes, inoltre insieme a Richard Bradley scrisse nel 1987 i tre volumi Jazz and How to Play It.
"E' uno dei pochi musicisti della scena che era ugualmente a suo agio sia nel jazz che nella musica afro-cubana in un senso completo .... Egli sapeva anche suonare il blues. Davvero," ha detto il trombonista Steve Turre, che aveva suonato con Ruiz sin dal 1975, in un'intervista concessa la settimana dopo l'incidente di Ruiz. "Ci sono un sacco di persone che si dilettano con entrambi i mondi. Ma ben pochi possono autenticamente affrontarli entrambi. E lui era uno di loro."

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