sabato 1 dicembre 2012

Il grande impresario George Wein sarà celebrato al Louis Armstrong House Museum

George Wein, l'87enne fondatore del Festival Jazz di Newport e ottimo pianista sarà celebrato il prossimo giovedì alla seconda edizione del Louis Armstrong House Museum Gala per il suo eccezionale contributo al jazz.


Armstrong è certamente la figura che incombe maggiormente nella vita di Wein; infatti egli ricorda vividamente le prime volte che aveva sentito Louis Armstrong dal vivo, prima quando dirigeva la sua ultima big-band durante la seconda guerra mondiale, quando Wein era ancora in servizio, e poi con la prima edizione della Armstrong All-Stars, intorno al 1947 ad Atlantic City.
In una storia che ha raccontato nel 2005 nel suo libro di memorie, Myself Among Others: A Life in Music, il suo club lo Storyville aveva solo tre settimane di vita quando mandò il batterista "Big Sid" Catlett alla Symphony Hall, dove Armstrong stava dando un concerto, nella speranza di portare alcuni degli All-Stars al club.
Per la gioia di Mr. Wein, l'intera banda arrivò marciando allo Storyville, facendo l'ingresso in maniera teatrale uno alla volta, che culminò con l'ingresso dello stesso Satchmo.
"Nessuno significava di più per me di Louis," disse Wein, "il modo in cui suonava, il modo in cui cantava, anche il suo modo di parlare e di camminare. Dalla prima volta che l'ho sentito, ho capito che dovevo fare della musica nella mia vita."
Wein, che riceverà il premio alla Penthouse Manhattan, presentò molte volte Armstrong nei suoi festival nel corso degli anni, e in onore del 70° compleanno del grande uomo, produsse uno speciale di tre notti in omaggio a lui, che poi ha conservato in un film. 
Non vi possono essere dubbi sul fatto che George Wein sia il più importante impresario e produttore nella storia del jazz. La sua creazione non fu solo il primo importante festival jazz (a Newport, RI, nel 1954), ma anche una rete internazionale di festival che ha cambiato il modo di ascoltare tutta la musica.
Con l'industria di registrazione attualmente in crisi, i concerti dal vivo e i festival sono più importanti che mai, e quindi le innovazioni nella presentazione di Wein, che è stato nominato National Endowment for the Arts Jazz Master, nel 2005, sono ancora molto in voga.
Nato a Boston 87 anni fa e residente a Manhattan da circa 50 anni, George Wein iniziò la sua carriera come pianista professionista molto prima di aver lanciato il suo primo club, lo Storyville.
Oltre a dirigere due club, una etichetta discografica e molti festival in giro per il mondo, ha avuto una carriera collaterale come pianista, direttore d'orchestra e, occasionalmente, come cantante.
Domenica al Feinstein al Loews Regency, Wein condurrà una all-stars band con, tra gli altri, i maestri clarinettisti Bob Wilber e Anat Cohen, come parte di un tributo speciale al compianto produttore Mat Domber, la forza dietro la Arbors Jazz, una delle più importanti etichette di epoca contemporanea.
"Mat ha realmente dedicato la sua vita alla conservazione della musica che amava," ha detto Wein. "Ho un grandissimo rispetto per gente come Mat, Carl Jefferson [della Concord Music] e Hank O'Neal [della Chiaroscuro Records], che non solo amavano la musica, ma mettevano i loro soldi dove occorreva."
Wein ha aggiunto: "Mat è arrivato in un periodo in cui tutti gli altri erano interessato solo alla musica di epoca bebop e successiva, ed ha registrato musicisti come Scott Hamilton e Ruby Braff, Warren Vaché, Jon-Erik Kellso. Questa musica sarebbe scomparsa del tutto se non fosse per quelli come lui."

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