domenica 9 dicembre 2012

I 50 anni della Preservation Hall Jazz Band

La Preservation Hall, al 726 di St. Peter St. nel quartiere francese di New Orleans, è il bastione, il tempio del jazz tradizionale. Ma la ex galleria d'arte è molto più che un semplice museo dove clarinetti e banjo mantengono vive le radici del jazz. La Preservation Hall Jazz Band deve il suo nome a questa sala leggendaria; la band ha viaggiato in tutto il mondo diffondendo la loro missione di alimentare e perpetuare la forma d'arte del jazz di New Orleans. Suonata alla Carnegie Hall o al Lincoln Center, per la Famiglia reale britannica o per il re della Thailandia, questa musica incarna uno gioioso spirito immortale.


Fondata cinque decenni fa dal musicista di tuba Allan Jaffe e da sua moglie, Sandra, per mettere in mostra la musica, insieme alla Preservation Hall Jazz Band, composta da musicisti veterani, la Spartan Hall è una palestra, un banco di prova, un terreno sacro che, sotto la gestione del figlio dei Jaffe, il bassista e bandleader Ben, è riuscita non solo a sopravvivere, ma anche a prosperare, preservare, proteggere e far progredire il jazz tradizionale di New Orleans.
La ricerca del "vero jazz" attirò molti nordisti a New Orleans negli anni '50 e '60. Due di loro furono Alan e Sandra Jaffe, che arrivarono nel 1961, attratti dalla cultura dinamica della città. Come nordisti, i coniugi Jaffe furono inorriditi nel vedere il livello di segregazione nella città in quel momento. Alle persone bianche e di colore veniva spesso vietato di ascoltare musica negli stessi club, ed ai musicisti di razze diverse era vietato suonare insieme, attraverso le leggi sui liquori e altre arcane misure.
Poco dopo il loro arrivo, la coppia si riunì con altre persone che la pensavano come loro e che avevano avviato un gruppo chiamato Society for the Preservation of Traditional New Orleans Jazz. Questo gruppo non era così popolare come avrebbe potuto essere. Jaffe, che era sia diplomato ad una scuola commerciale che un musicista di fiati, pensava di poter combinare le sue conoscenze e il suo talento per promuovere la musica che tanto amava. 
Così riuscì a diventare il manager del gruppo ed occasionalmente a suonare la tuba. Facendo le cose in maniera più minimale possibile alla Preservation Hall, niente bevande, niente cibo, niente sala da ballo, riuscì ad evitare la maggior parte delle leggi segregative. Poco dopo, la band iniziò a registrare i suoi primi dischi e a girare per il mondo.
Naturalmente, questo portò qualche brontolio da parte degli esperti jazz locali, che si domandavano dell'effetto dei bianchi nordisti sulla loro musica, ma molti di essi furono conquistati dal sincero impegno di Jaffe per la loro musica e per i loro musicisti.
Benchè Jaffe non inventò la Preservation Hall, la sua capacità di businessman contribuì a farla diventare una Istituzione. Dai primi anni '70, persone di tutto il mondo andavano in pellegrinaggio al 726 di St. Peter Str. Ad un certo punto, cinque diversi gruppi della Preservation Hall erano in tour contemporaneamente.
Gli anni '80 furono un periodo difficile per la band, con la morte di molti dei protagonisti, tra cui lo stesso Allan Jaffe, che morì all'età di 51 anni nel 1986. Sandra lo sostituì per un po', ma sapeva che la vera speranza della band era il figlio Ben. 
Suonatore di tuba come il padre, Ben Jaffe era cresciuto con la Pres Hall Band e rispettato non solo per la sua eredità musicale. Dopo la sua laurea alla Oberlin nel 1993, ritornò in città, per assumersi le responsabilità della sua famiglia, compresa la band.
Jaffe comprese che il gruppo doveva cambiare un pò le cose. Dopo tutto il mondo della musica non è noto per il rispetto della tradizione, a meno che esso non riesca a vendere, e non c'erano molti generi in quel momento meno interessanti del jazz di New Orleans, che molti semplicemente liquidavano come il "Dixieland" dei vecchi tempi, un termine improprio che fissava la visione del gruppo nel guardare indietro piuttosto che in avanti. 
Così iniziò a registrare molto di più, a reclutare giovani musicisti provenienti da New Orleans e collaboratori di fuori città, ed avviare progetti per celebrare e riconoscere la musica che aveva definito il viaggio delle sua famiglia.
Non è un caso che nei suoi 50 anni come collettivo di lavoro, la Preservation Hall Jazz band abbia pubblicato solo 19 album. Di questi, più della metà sono stati pubblicati dopo il 1994, quando la band fu rilevata da Ben che allora aveva solo 22 anni. 
La Preservation Hall Jazz Band ha appena pubblicato un cofanetto di 4 Cd's che celebra il loro 50° anniversario: The Preservation Hall 50th Anniversary Collection che include 58 brani tratti dai loro 19 album, registrati e pubblicati tra il 1962 e il 2010. 
Molte delle registrazioni originali sono state effettuate agli Allen Toussaint’s Sea-Saint Studios e dovettero essere recuperate e restaurate dopo che l'uragano Katrina devastò gli studi nel 2005.
Questi quattro dischi della "50th Anniversary Collection" rappresentano una meravigliosa panoramica della musica di New Orleans e dei musicisti che l'hanno suonata, e che ancora la suonano. 
Senza artisti del calibro di Billie & De De Pierce, Jim Robinson, Paul Barbarin, Punch Miller, George Lewis, Dolce Emma, Percy e Willie Humphrey e Narvin Kimball, c'erano grosse probabilità che le classiche canzoni della Crescent City sarebbero andate perdute. Successive generazioni di musicisti hanno permesso che quella bandiera sventolasse con orgoglio.
Ma questa collezione, curata dallo stesso Ben Jaffe, non è solo nostalgia della vecchia scuola. In realtà, quello che rende questo cofanetto così affascinante, ed un po' problematico, è la  non-sequenzialiatà delle tracce proposte; così classici degli anni '60 e '70 si accomodano insieme a materiale più recente degli ultimi due decenni, e sfarzosi ospiti come Tom Waits e Andrew Bird
E' in qualche modo disorientante passare direttamente dal tradizionale "Joe Avery", registrato da una delle formazioni più ricche di storia della band nel 1976, ad una affascinante versione del 2009 di "Louisiana Fairytale", con Jim James dei My Morning Jacket ... ma si può sostenere che un piccolo colpo di frusta musicale sia un bene per l'anima.
Come ha scritto lo stesso Ben Jaffe "Ho grande piacere, che una canzone che è stata interpretata, reinterpretata ed eseguita per anni sia ancora fresca e nuova come il giorno in cui è nata... E' qualcosa che fa la musica ... allungare il tempo, sovrapporre tradizioni, cambiare la storia... La musica di New Orleans è piena di significati... è vitale e piena di vita, può essere felice e gioiosa, può essere triste e lugubre, non ha barriere linguistiche. Offre un messaggio universale che noi, la Preservation Hall Jazz Band, portiamo con noi ovunque andiamo." 

Ecco un compilation di alcuni pezzi della Preservation Hall Jazz Band:



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