sabato 1 dicembre 2012

Ambrose Akinmusire Live at Sunside di Parigi (audio)

Per chi si fosse perso il concerto di Ambrose Akinmusire, trasmesso in webcast ieri sera dalla France Musique, l'emittente lo ripropone integralmente per alcuni giorni in streaming.


Il concerto è stato registrato lo scorso 5 novembre al Sunside di Parigi. Il trombettista per l'occasione era accompagnato da Walter Smith III (sassofoni), Sam Harris (piano), Justin Brown (batteria), Harish Raghavan (contrabbasso).
Ecco una bella recensione del recente concerto che il trombettista ha tenuto lo scorso 25 ottobre al Roma Jazz Festival, scritta da Giulia Focardi e pubblicata sul sito Recensito.net:
“Le sensazioni che la musica gospel mi dà sono le stesse che provo ascoltando la musica suonata dai grandi del jazz. È comunque gospel, anche se suonato con uno strumento”. 
Quando Ambrose Akinmusire suona, tenendo la sua tromba ben salda tra le mani, si ha la percezione che lo spirito di cui parla generi, all’interno della sua testa, note nuove ogni volta. Una sensazione che diventa certezza, a livello fisico, appena lo straordinario cortocircuito che si genera tra le sonorità prodotte dalla sua mente si fondono con quelle diaframmatiche e intense che provengono dal cuore.
La Sala Petrassi, in cui il giovane trombettista statunitense si è esibito ieri sera con il suo prestigioso quintetto, ha impiegato un po’ di tempo prima di trasformare la folgorazione in stupore. Ma, una volta avvenuto il contatto, la platea non ha fatto altro che lasciarsi trasportare all’interno di un vero e proprio viaggio nei meandri della musica jazz.  
Akinmusire, classe 1982, uno dei più apprezzati e riconosciuti musicisti, di nuova generazione, a livello mondiale, con il suo tocco scintillante, raffinato e intimo, ha aperto un varco temporale sul ‘900, raccogliendone l’eredità musicale più rivoluzionaria e ardita e rielaborandola con un sensazionale istinto creativo. 
Un’ora e mezzo di concerto in assoluta libertà, durante il quale i brani composti dal musicista californiano, cresciuto al fianco di musicisti come Joe Henderson e Steve Coleman, sono stati messi a nudo e innalzati all’ennesima potenza. Da “Prelude to Cora” (2008) a  “When The Heart Emerges Glistening” (2011), Akinmusire ha esplorato molti dei pezzi inseriti nei due album, evocando quasi 30 anni di storia del jazz: dalle raffinatezza malinconiche del cool, alle abrasioni brucianti dell’hard-bop, passando per le costipazioni del free e i toni mistici vicini al fusion. 
Squarci melodici vivaci e in crescendo continuo, fraseggi nervosi e inafferrabili, passaggi soffusi e di indubbia intensità, durante i quali la tromba di Akinmusire si fa altissima e eterea, ma anche scomposta e raffinata, e si interseca alla complicità perfetta del sax tenore di Smith (tra i due basta un sorriso e un’occhiata di sfuggita per aprire gli scenari più diversi sul jazz contemporaneo), con il quale, spesso, diventa un unico corpo sonoro; con l’energia primordiale della batteria di Brown, che, insieme al ritmo ossessivo di Raghavan, concede alle menti presenti momenti di forti visioni; con i movimenti poliedrici di Harris, capace di disegnare archi eleganti e aristocratici su energiche sferzate hancockiane.
Istinto e espressione, comunicazione emozionale e altissima competenza tecnica. Il tutto affiancato da una band che diventa un clan, dove la democrazia creativa e artistica vige anche nelle logiche prossemiche di gestione dello spazio scenico, secondo le quali suonare significa cedersi il “passo”, in forme geometriche e compositive quasi circolari e con un equilibrio perfetto tra personalità e rispetto reciproco.

Clicca qui per riascoltare questo concerto in streaming, fino al 30 dicembre 2012.

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