mercoledì 26 dicembre 2012

1959: The Year that Changed Jazz (video)

Questo straordinario documentario delle BBC si concentra su un anno fondamentale della storia del jazz, il 1959, in cui ci si allontanò dalle complesse forme del bebop, per sperimentare nuove forme che consentivano ai musicisti un nuovo modo di esprimersi ed esplorare. 


Il 1959 fu un anno di svolta per l'America: la nazione iniziava a trovare una sua strada, godendo di inaspettata libertà e ricchezza, mentre grandi sconvolgimenti sociali e politici erano proprio dietro l'angolo; l'integrazione razziale, il Vietnam, la crisi dei missili di Cuba; mentre il jazz era nel suo punto di massimo splendore.
In quell'anno quattro album fondamentali determinarono un definitivo punto di svolta nella storia del jazz: Kind of Blue di Miles Davis; Time Out di Dave Brubeck; Mingus Ah Um di Charles Mingus e The Shape of Jazz to Come di Ornette Coleman.
E' facile ora guardare indietro e capire il significato di questa musica. La storia, naturalmente, ha il modo di permettere che queste cose si stabiliscano. 
Il documentario inizia in maniera in qualche modo rudimentale, ma mentre si dipana, fornisce una grande visione delle circostanze politiche e culturali del periodo. E' incredibile con quanta difficoltà questa musica possa essere stata prodotta, considerando quanto violenta era in quel periodo la segregazione razziale e l'oppressione. 
E per alcuni aspetti, ciò aiuta a definire anche la musica, senza paura, fiduciosa e completamente onesta. Che si tratti di Charlie Haden mentre racconta di quando suonò con Ornette per la prima volta, o su come Mingus scrisse "Fables of Faubus", o dell'esperienza di Brubeck nel suonare il jazz americano nell'Europa dell'Est comunista, o del salto di Miles nel nuovo sound, esso dice molto sui rischi che questi musicisti stavano prendendo.
Oltre a fornire una interessante prospettiva su come questi quattro album entrarono a far parte del paesaggio culturale, il documentario fa anche un buon lavoro nel descrivere come ognuno di questi dischi furono un decisivo punto di rottura nel linguaggio del jazz. 
E fanno pensare se ci possano essere correlazioni con la musica dei giorni nostri. Quale musica, se ce ne fosse, è stato prodotta oggi in circostanze altrettanto terribili, che abbia la stessa inventiva e lungimiranza, ed in possesso del potenziale per questo tipo di longevità? E' una buona occasione per riflettere.
Il documentario contiene rari filmati d'archivio che aiutano in maniera vibrante a riportare in vita un era, e ad esplorare ciò che ha reso questi album vitali sia nel 1959 che nei 50 anni successivi. 
Il programma contiene interviste con Lou Reed, Dave Brubeck, Ornette Coleman, Charlie Haden, Herbie Hancock, Joe Morello (il batterista di Brubeck) e Jimmy Cobb (l'unico membro superstite della band di Miles) e ad una notevole schiera di critici, scrittori storici ed appassionati di jazz come Ashley Kahn, Stanley Crouch, Nat Hentoff, il produttore George Avakian, Sue Mingus e Lorraine Gordon la direttrice del Village Vangaurd.

Ecco questo splendido documentario:

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