lunedì 10 dicembre 2012

12: Mina e il Jazz?

Ecco una recensione dell'amico Alberto "Loopdimare" Arienti Orsenigo sul nuovo album di Mina, 12,  pubblicato sul blog Milano Radio Futura.


Il nuovo cd di Mina è tutto dedicato a classici americani ed è stato definito da giornalisti un po' generosi (oltre che famosi) come una grande prova di jazz.
Io non penso che lo sia, anche se con i criteri con cui si definisce il jazz vocale oggi, potremmo farlo rientrare nella categoria. 
Diciamo che è un disco pop fatto con musicisti jazz e con riferimenti a modelli molto alti di crooning. Mina è impeccabile come sempre, professionale, inappuntabile,  ma a metà la noia è già scesa a far da padrona.
Perchè la nostra si è dimenticata di usare l'acceleratore, almeno qualche volta.
Una ballata non deve essere per forza lenta in maniera esasperata e rinunciare alla normale alternanza tra brani lenti e veloci è stato un errore enorme.
Errore non corretto dalle interpretazioni, tutte sul sofisticato-sexy: Mina si è completamente dimenticata che una ballata può essere anche resa con uno spirito soul e con più aggressività.
Gli accompagnatori, super professionali a partire da Danilo Rea, non riescono a dare la carica nemmeno quando le canzoni lo avrebbero consentito (Just A Gigolò e I've Got You Under My Skin).

Chi segue questo blog ed ha avuto modo di seguire la polemica nata sui miei giudizi su quest'album, sa che Loopdimare non è certamente un critico "a prescindere" di Mina, anzi! 
Senza voler rinfocolare le polemiche, devo dire che quello che ha detto Alberto, aggiunto a ciò che ho potuto ascoltare del disco, ricalca esattamente ciò che pensavo in anticipo dell'album, di un lavoro "impeccabile, professionale, inappuntabile" ma certamente molto lontano dalla mia idea di jazz.
Allo stesso modo non considero cantanti jazz Diana Krall o Michael Bublè, che vanno tanto per la maggiore tra il grande pubblico, al contrario di artisti come Gregory Porter, Dee Alexander o anche Cassandra Wilson che stanno portando il canto jazz verso nuove strade più interessanti del solito crooning.

3 commenti:

  1. Mina sei grande sai sempre reinventarti,
    con il tuo maglifico strumento vocale raggiungi i cuori di tutti noi,
    Angelo musica

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  2. MINA E' SWING! E' JAZZ! L'HA SEMPRE DIMOSTRATO CON GRANDE PROFESSIONALITA'.ASCOLTATE ALCUNI BRANI CHE HA INCISO DURANTE LA SUA CARRIERA COME "DOODLINN",MISTY, CRIME A RIVER.
    MINA SEI LA PIU' GRANDE DI TUTTE.

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  3. Aspettarsi uno spirito soul da Mina nelle sue interpretazioni è un po' come chiedere a Rava di suonare come Dizzy Gillespie...
    Il problema è che negli ultimi tempi si è contribuito molto, specie in Italia ma non solo, a creare confusione intorno al jazz e il jazz vocale, che tradizionalmente è sempre sfociato verso lidi più pop (non necesariamente la cosa è da vedersi negativamente).
    Le interpretazioni di MIna citate di brani jazz o intorno al jazz in realtà sono sempre state deboli o nel migliore dei casi non così significative rispetto ad altre presenti nel panorama discografico internazionale, più che altro per un fatto idiomatico e di background culturale e musicale assai diverso da quello di provenienza dei brani.La mia opinione è che Mina è interessante come interprete della canzone d'autore italiana. per il resto mi pare jazzisticamente assai più significativo ed originale il contributo di un Fred Buscaglione, a parità di tutto.
    Il tutto mi pare rientrare in una campagna di marketing diffusa nel ns paese a difesa di un sempre più sbiadito ma pompato "made in Italy" in Jazz, che tende ad esaltare jazzisticamente produzione nostrane che in realtà rivelano più di una debolezza ad un orecchio attento sotto tale profilo. Poi non ci lamentiamo se in in California producono vino con marchio italiano spacciato dello stesso livello, o anche migliore del nostro...

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