lunedì 19 novembre 2012

Wadada Leo Smith and Louis Moholo-Moholo – Ancestors

L'etichetta Tum Records ha recentemente pubblicato Ancestors, nuovo album del duo composto dal trombettista Wadada Leo Smith e dal batterista Louis Moholo-Moholo.


Ecco una recensione di questo album pubblicata sul sito Something Else!:
"Nella sua instancabile ricerca di suoni unici con vera profondità emotiva, Wadada Leo Smith ha per quasi cinque decenni sperimentato molteplici approcci, sia in stili che in configurazioni, ed anche nel suo settantesimo anno, ha già prodotto una registrazione con un trio pipa / tromba / batteria (Dark Lady Of The Sonnets) ed una per quartetto / quintetto in cui suona a fianco di una orchestra di musica da camera (Ten Freedom Summers). 
Ma prima del suo 71° compleanno, Smith ne avrà pubblicato ancora un altro, e questo inquieto grande artista passa dal molto grande al molto piccolo.
Ancestors, terza uscita di Smith di questo anno, lo vede accoppiato con un batterista, cosa a cui non è estraneo, essendo il suo ultimo album in duo tromba / batteria uscito appena due anni fa. Allora il singolare Ed Blackwell servì come accompagnamento di Smith per tale data, sull'acclamato Blue Mountain’s Sun Drummer; ora Smith sceglie ancora una volta un batterista con caratteristiche univocabilmente artistiche su Ancestors, il veterano sudafricano Louis Moholo-Moholo.
Moholo-Moholo ha un suo vocabolario, che è complesso, ma suddiviso in piccole forme distinguibili, che Smith chiama "campi micro-sonori."
Su No Name In The Street di Smith, James Baldwin illustra questo approccio modulare piuttosto bene. Invece qui non c'è quasi traccia del suo retaggio sudafricano fino alla fine del disco, ma egli è un batterista non comune, anche nel contesto della sua eredità.
Moholo-Moholo spesso trasforma il suo kit in uno strumento tonale, in maniera più evidente sul pezzo d'apertura Moholo-Moholo/Golden Spirit e nell'iniziale sforzo delle percussioni nei 25 minuti della lunga suite Ancestors.
Siholaro, l'unica traccia scritta da Moholo-Moholo, possiede un ritmo ingannevolmente semplice, ma è un tipo di ritmo tribale che di solito viene suonato duramente. Moholo-Moholo però lo ammorbidisce,  modulandone la cadenza, senza fare grande rumore, e diventa altrettanto forte, nel punto di messa a fuoco, come il solitario suono della tromba di Smith.
Smith, da parte sua, dimostra perché sia considerato uno dei migliori trombettisti di pura improvvisazione in tutto il mondo, soprattutto quando c'è un piccolo accompagnamento.
Nella suite Ancestors, ad esempio, egli manipola sia la campana di risonanza della sua tromba che il bocchino, per emettere tutti i tipi di sonorità attraverso i quali rendere i diversi livelli delle emozioni. Mescolando abilmente lo staccato e le note estese, altre volte sussurrando attraverso la tromba, riesce con così poco, a tenere l'interesse dell'ascoltatore per un lungo periodo di tempo.
In definitiva, il punto di forza di questo album non sono tanto le prestazioni individuali, la vera magia deriva dalla grande sintonia con cui suonano i due.
Nei due pezzi di pura improvvisazione, è possibile ascoltare diversi passggi in cui Moholo-Moholo regola la sua linea di pensiero in maniera sottile, per tenere conto di ciò che Smith sta facendo e per amplificare le stesse dichiarazioni del trombettista. E viceversa, Smith è sempre in sintonia con i modelli ritmici del batterista, scegliendo con cura i suoi pezzi sopra o tra le battute.
Smith e Moholo-Moholo hanno suonato insieme per la prima volta negli anni '70, tornando insieme solo occasionalmente.
A differenza di un altro accoppiamento speciale, quallo tra Chick Corea e Gary Burton, Smith e Moholo-Moholo non hanno mai prodotto un disco insieme fino ad ora.
Ancestors rende chiaro che questo duo ha un rapporto piuttosto pieno e abbastanza idee per giustificare un album. Anche due."

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