giovedì 8 novembre 2012

Roy Hargrove Quintet Live al Bimhuis (audio)

Il quintetto di Roy Hargrove fu ospite del celebre club Bimhuis di Amsterdam il 21 novembre 2010, dove tenne uno strepitoso concerto, accompagnato da Justin Robinson al sax alto, Joel Holmes al piano, Ameen Saleem al basso e Montez Coleman alla batteria.


Roy Hargrove è certamente il trombettista contemporaneo che meglio di tutti incarna la capacità di combinare un forte legame con la tradizione e la tendenza a oltrepassare i limiti storico-stilistici del jazz e del proprio strumento, sulle orme del suo idolo Dizzy Gillespie.
Nato a Dallas nell' ottobre del 1969 e quindi non può più essere definito come  uno  dei “giovani leoni” apparsi sulla scena del jazz a cavallo fra gli anni  Ottanta e Novanta. 
Per la sua carriera, già lunga e ricca di risultati, dovrebbe semmai essere considerato una  specie di “giovane veterano”, che ha già fatto quello che tanti musicisti di  jazz non hanno ancora fatto a sessant' anni. 
Comincio' a suonare la cornetta a 9 anni e, ancora  teen-ager, lasciò di stucco Wynton Marsalis che lo ascoltò in una recita scolastica del college di Fort Worth, dove Roy studiava. Marsalis lo invitò subito a unirsi al suo gruppo che suonava quella sera in un club, e poi lo aiutò a introdursi  negli  ambienti del jazz professionistici, dove Roy Hargrove  non passò inosservato.  
Nonostante fosse ormai un arrivato, Hargrove continuò a studiare per approfondire la sua tecnica e familiarizzarsi con la storia ed il linguaggio del jazz.
A vent'anni incide il primo album con l'etichetta Novus e forma un suo gruppo. Nel 1995 raggiungerà il primo posto come trombettista dell'anno nella classifica dei lettori della prestigiosa rivista Down Beat. 
I dischi che registra prima per la Bmg, a meno di 20 anni, poi il passaggio alla Verve e le incisioni più impegnative. Nel 1997 con Crisol, un progetto di musica cubana che vede partecipi Jesus “Chucho” Valdes e Horatio “El Negro” Hernandez, si aggiudica il Best Latin Jazz Performance Grammy, testimoniando una maturità ormai raggiunta e soprattutto di un ruolo ben preciso nella scena della Musica Nera.
Partecipa inoltre ad incisioni assieme a protagonisti quali Sonny Rollins, Frank Morgan e Jackie McLean. Nello stesso anno incide un disco importante insieme al pianista Stephen Scott e al bassista Christian McBride, dedicato al sassofonista Charlie Parker, che gli darà notevole prestigio. 
Hargrove vince nel 2002 il Grammy Awards per due progetti differenti ed entrambi notevoli, uno dei quali con Herbie Hancock e Michael Brecker con i quali si aggiudica il premio per il miglior album strumentale. 
Una discografia di tutto rispetto quella del musicista americano, che attraverso le formazioni più disparate (quartetti, quintetti, nonetti e una big band), e una produzione discografica che vanta 17 album da leader e una lunga serie di lavori registrati come co-leader o special guest si è accreditato nel firmamento delle grandi stelle del jazz, ottenendo innumerevoli riconoscimenti internazionali.
Una conoscenza enciclopedica della tradizione, una genialità che gli ha permesso di scrivere pagine fondamentali della storia del jazz moderno, attraverso un linguaggio unico e personale ed una voglia di sperimentare e di mettersi in gioco che lo ha portato ad avventurarsi - con risultati eccelsi - in territori lontani dal suo, la sua band RH Factor ne è la testimonianza.
Sterminate le sue collaborazioni nel mondo della musica, oltre gli stili e i generi: da D'Angelo fino ad Erykah Badu passando per Steve Colemana, Joe Henderson, Stanley Turrentine, Johnny Griffin, Redman, Branford Marsalis e molti altri.

Clicca qui per ascoltare in streaming e on-demand questo concerto.

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