lunedì 5 novembre 2012

Evan Christopher "Django à la Créole"

Il portentoso Evan Christopher è senza dubbio uno dei più notevoli clarinettisti attualmente in circolazione. Profondamente radicato nella solco del jazz tradizionale di New Orleans, Christopher è fortemente impegnato nello studio e nella rediffusione del vocabolario dei grandi clarinettisti "creoli" come Sidney Bechet, Omer Simeon e Barney Bigard, ma allo stesso tempo riuscendo, con grande successo, a modernizzarlo grazie ad una visione estremamente personale, denominata appropriatamente "contemporary early-jazz", che prova ad estendere l'eredità di quello stile irripetibile. 

  
Non è un caso che il suo progetto più attuale sia "Django à la Créole", un magnifico viaggio musicale con il quale il clarinettista cerca di porre in collegamento il gypsy jazz del leggendario chitarrista Django Reinhardt con la tradizione creola di New Orleans. 
Con Django à la Créole (formazione che presenta anche David Blenkhorn alla chitarra, Dave Kelbie alla chitarra ritmica e Sébatien Giradot al basso) Christopher ha pubblicato due splendidi album, l'omonimo Django à la Créole del 2008 ed il più recente Finesse del 2010, che hanno ricevuto una grande accoglienza da parte della critica e che attualmente il clarinettista sta presentando in una riuscita tourneè europea che lo vede in questi giorni impegnato nel Regno Unito.
Nato nel 1969 in California, Christopher iniziò la sua formazione musicale al clarinetto all'età di 11 anni. Al liceo, vinse il Louis Armstrong National Jazz Award e fu uno dei primi diplomati della prestigiosa Idyllwild Arts Academy. Ha continuato gli studi presso la University of Southern California e si è laureato con lode presso la California State University di Long Beach. 
Christopher si trasferisce nel 1994 a New Orleans per entrare a far parte della comunità musicale più importante e storica del paese. In questo periodo ebbe modo di lavorare con musicisti stilisticamente diversi come Al Hirt e i veterani della Preservation Hall, ed alle brass band come Nightcrawlers e Galactic, prima di unirsi alla Jim Cullum Jazz Band con base a San Antonio, Texas, nel 1996 con la quale restò per oltre tre anni.
Christopher quindi tornò a New Orleans per diventare un ambasciatore per lo stile del clarinetto di New Orleans. Oltre alla sua serie di CD intitolati Clarinet Road, incise al fianco di artisti di New Orleans tra cui Al Carson, Duke Heitger, Narvin Kimball, Uncle Lionel Battiste, e Tom McDermott. 
Ma in seguito al disastro causato dall'uragano Katrina nell'agosto del 2005, iniziò a viaggiare continuamente e si stabilì brevemente a Parigi su invito del governo francese.
Infatti a Christopher venne offerta la residenza da parte del Comune di Parigi, in congiunzione con il Dipartimento dei Servizi Culturali dell'Ambasciata di Francia negli Stati Uniti. "Non immaginavo di poter tornare a New Orleans nel 2006", dice Christopher, "ed immaginavo quello che avrei voluto fare se avessi dovuto soggiornare a Parigi."
In questo periodo assemblò un quartetto di musicisti europei, the Jazz Traditions Project.
La Francia, e più precisamente a Parigi, dice, "ha sempre avuto, e continua ad avere, una grande accettazione per il jazz come una musica artistica. La critica seria del jazz è nata qui. Il livello di abilità musicale qui non solo è molto alto, ma molti musicisti qui riescono a produrre un pò di musica sofisticata. E' molto stimolante."
Dave Kelbie, uno dei musicisti con i quali ha lavorato in quel periodo, "un chitarrista ritmico straordinario", dette la spinta per mettere insieme una band chiamata Django à la Créole che interpretasse la musica di Django Reinhardt. Il gruppo mescola la musica di Reinhardt con le sonorità tipiche di New Orleans, aggiungendo anche ritmi caraibici e brasiliani.
"Per me", dice Christopher, "il più grande contributo di Django al jazz fu il concetto di una tradizione europea del jazz. Certo, era anche un chitarrista molto innovativo, ma credo che sia ancora più importante perchè ha permesso lo sviluppo di tradizioni che erano e sono essenzialmente europei.
Tornato a New Orleans nel 2008, Christopher è diventato un sostenitore di una educazione musicale basata sul jazz. Ha insegnato part-time presso l'Università di New Orleans, dove, per due anni, ha guidato la New Orleans Music Ensemble che ha suonato con ospiti come Lucien Barbarin e Marcus Roberts.
La sua rubrica settimanale per il sito NolaVie.com discute delle questioni della comunità musicale di New Orleans. Egli appare spesso con gruppi che guardano al futuro, come la New Orleans Jazz Orchestra ed è socio fondatore della unione dei compositori jazz, NOLA Music ArtHouse.
Anche apprezzato compositore, i suoi pezzi originali sono il punto più alto di alcuni album acclamati dalla critica come Delta Bound (Arbors, 2007) con il pianista Dick Hyman, The Remembering Song (Arbors, 2010) con il chitarrista Bucky Pizzarelli, e dell'album vincitore di Grammy della New Orleans Jazz Orchestra intitolato Book One.
Nel luglio 2010, ebbe l'onore di debuttare con il suo Treat It Gentle Suite, il primo concerto scritto per clarinetto e jazz band in stile New Orleans, con la Minnesota Orchestra.

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