giovedì 15 novembre 2012

Dee Dee Bridgewater a Vicenza

Sarà Dee Dee Bridgewater la stella del 2° Jazz Memorial Giuseppe Roi, in programma domenica 18 novembre al Teatro Comunale attraverso un denso crescendo di proposte. 


Come si ricorderà, l'anno scorso fu la Count Basie Orchestra a sancire l'avvio dell'iniziativa, voluta dalla Fondazione Giuseppe Roi presieduta da Gianni Zonin e patrocinata dal Comune di Vicenza per ricordare, tra le tante e benemerite attività culturali che videro protagonista il marchese discendente di Antonio Fogazzaro, anche la sua attenzione per il jazz, di cui fu non solo un competente appassionato ma anche un pionieristico promotore a livello concertistico (nonché un raffinato collezionista, come tornerà a testimoniare nel foyer del teatro la mostra di rarissimi dischi a 78 giri a lui appartenuti, scelti per l'occasione tra quelli con le più grandi voci femminili). 
Anche stavolta l'organizzazione dell'evento viene curata dall'Associazione Amici e Musicisti Jazz Vicenza con il coordinamento di Luciano Cavalieri, e anche stavolta la giornata si preannuncia articolata fra vari momenti, alternati in entrambi gli spazi della struttura di viale Mazzini, con i due eventi pomeridiani alla sala del Ridotto che saranno a ingresso libero. 
Il primo avrà inizio alle 17 quando salirà alla ribalta il Jazz Sextet, formazione composta dal Newropean Quartet del pianista Danilo Memoli - comprendente Ralph Reichert al sax, Stefano Senni al contrabbasso e Mauro Beggio alla batteria - arricchito da due "special guest" del calibro di John Mosca al trombone e Kurt Weiss alla tromba. 
Sarà l'occasione per presentare dal vivo i brani che compongono "All My Tomorrow", il disco recentemente registrato dal gruppo dopo l'ottimo riscontro ottenuto dai precedenti capitoli "Time On My Hands" (2010) e "Early Autumn" (2011). 
In scaletta, celebri standard degli anni Cinquanta e Sessanta - da "Stormy Weather" a "Teach Me Tonight", "Satin Doll", "Street Of Dreams" - rivisitati negli arrangiamenti curati dagli stessi artisti e da Ettore Martin. 
Un secondo set è previsto poi - sempre al Ridotto - per le ore 18, quando farà il suo debutto in pubblico la nuova Palladium Jazz Orchestra, un ensemble di diciassette giovani elementi - provenienti da più parti d'Italia - costituitosi in questi ultimi mesi proprio a Vicenza. 
Diretta dal sassofonista Ettore Martin e comprendente pure lo stesso Memoli, la big band ha in repertorio originali riletture di classici firmati Duke Ellington e Count Basie. 
Alle 21, poi, l'atteso appuntamento - stavolta nella Sala Grande del Comunale - con Dee Dee Bridgewater, autentica icona del canto in jazz. 
Lungo il corso della sua poliedrica carriera, che attraversa ormai quattro decenni, Dee Dee Bridgewater ha raggiunto i vertici del canto in jazz, sia reinterpretandone i classici standard, sia compiendo fruttuose escursioni in altri repertori, come le canzoni per la scena di Kurt Weill o la tradizione musicale etnica del Mali. 
Tre volte insignita del Grammy Award, fra cui quello recente del 2011 per il miglior album jazz vocale dedicato a Billie Holiday intitolato "Eleanora Fagan (1915-1959): to Billie with love from Dee Dee", l'artista di Memphis ha da poco pubblicato "Midnight Sun", raccolta prodotta dalla figlia Tulani e che è stata definita "un viaggio attraverso paesaggi e racconti d'amor perduto, con ballate che parlano di eterni domani e soffocanti promesse di felicità". 
Come interprete, Dee Dee Bridgewater si è guadagnata la sua prima esperienza professionale nella leggendaria Thad Jones/Mel Louis Big Band, e attraverso gli anni Settanta si è esibita con grandi del jazz come Max Roach, Sonny Rollins, Dexter Gordon e Dizzy Gillespie. 
Dopo un'incursione nel mondo del pop durante gli anni Ottanta, si è trasferita a Parigi e ha iniziato a rivolgere la sua attenzione di nuovo al jazz.  
Firmato un contratto da produttrice per tutti i suoi cd con l'etichetta Universal, ha pubblicato una serie di album di successo partendo da "Keeping Tradition" nel 1993. Quasi tutti sono stati nominati ai Grammy, e l'acclamato omaggio a Ella Fitzgerald, "Dear Ella" del 1998, ne ha vinti addirittura due. 
Ma ha anche portato avanti una carriera parallela a teatro, vincendo il Tony Award per il ruolo della strega buona Glinda ne "Il Mago di Oz" (1975), poi convincendo pubblico e critica nelle sue apparizioni in "Sophisticated Ladies", "Black Ballad", "Carmen" e "Lady Day" (altro tributo a Billie Holiday, per il quale ha ricevuto la Laurence Olivier Nomination britannica come miglior attrice di musical). 
È anche stata la prima interprete afro-americana a ricoprire il ruolo di Sally Bowles (quello che al cinema fu di Liza Minnelli) in "Cabaret", nell'allestimento portato in scena al Mogador Theatre di Parigi. 
Come “ambasciatrice di buona volontà" della FAO, Dee Dee Bridgewater continua inoltre ad appellarsi alla solidarietà internazionale per finanziare progetti civili nella lotta contro la fame nel mondo, e da due decenni conduce pure il programma settimanale "JazzSet with Dee Dee Bridgewater" per la radio WBGO. 
Dee Dee Bridgewater sarà accompagnata dal suo quartetto di fiducia, che vede all'opera Edsel Gomez al pianoforte, Craig Handy al sassofono, Kenny Davis al contrabbasso e Kenny Phelps alla batteria.

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