giovedì 1 novembre 2012

Avishai Cohen - Triveni II

Il trombettista Avishai Cohen, votato come stella nascente nell'annuale sondaggio critico di DownBeat sta per pubblicare Triveni II per l'etichetta Anzic Records. E' il suo secondo album con il suo audace ed elettrizzante trio Triveni con il contrabbassista Omer Avital e il batterista Nasheet Waits. Triveni II è il follow-up di Introducing Triveni, che il New York City Jazz Record citò "come una delle migliori registrazioni jazz del 2010." 


Triveni II, registrato in una sessione di due giorni a Brooklyn, presenta non solo emozionanti originali di Cohen, ma anche ispirate interpretazioni di brani di Dizzy Gillespie, Charles Mingus, Don Cherry e Ornette Coleman. Uno dei pezzi di Coleman non è mai stato registrato prima, con l'iconico sassofonista che ha insegnato la musica direttamente a Cohen nel suo appartamento di Manhattan.
Le scintille volano su ciascuna delle 10 tracce, registrate visceralmente, mentre Cohen, Avital e Waits sono impegnati in un interplay che è così agile quanto muscoloso, progressivo quanto pieno di spirito.
Triveni II è il sesto album di Cohen come leader, e questa band è un veicolo per improvvisazioni ad alta energia, dopo varie registrazioni che si concentravano più sulla composizione e sugli aspetti multiculturali (tra cui Flood and Before the Rain sempre della Anzic).
Il nome del trio si riferisce al Triveni Sangam, una locazione religiosa in India, dove si incontrano tre fiumi - il Gange, Yamuna ed il mistico Saraswati. E' un luogo di confluenza, un ambiente per comunicare con il magico.
"Fa riferimento a come noi tre ci incontriamo in un certo luogo musicale e ne nasce qualcosa di speciale", dice Cohen, anche se aggiunge che ogni ideale mistico viene trasformato in una realtà del tutto organica in quel momento.
"Abbiamo registrato alla vecchia maniera, senza alcuna separazione, senza cuffie. Siamo entrati in studio ed abbiamo suonato dal vivo, finito un brano e passati al prossimo, con un pubblico in studio con noi per una parte del tempo. Dopo il mio primo album, ho fatto un piccolo viaggio al di fuori della tradizione jazz, esplorando la musica dell'Africa occidentale. Così ho cominciato sentire la mancanza di soffiare liberamente, solo avventarsi e swingare duramente. Questo è quello che Triveni rappresenta."
Triveni II si apre con due originali di Cohen: Safety Land thrilling e malizioso, e l'hard-swinging BR Story, con entrambe le tracce che impostano il tono dell'album nel senso di virtuosistica interattività, suonando a ruota libera, tuttavia restando sempre a fuoco. Gli originali di Cohen includono anche il riflessivo groove di November 30th (dedicato alla madre del trombettista) e Get Blue vascello per il lato a volte lirico, a volte terreno del trombettista.
I due pezzi di Ornette Coleman includono uno tratto dal suo Prime Time songbook (Music News) e Following the Sound, un brano suonato dal vivo, ma non ancora registrato dal suo compositore; inizialmente solo uno dei brani di Coleman doveva essere utilizzato per l'album, ma la "benedizione"  dell'entusiasta compositore ha incoraggiato Cohen ad includerli entrambi.
Il partner di lunga data di Coleman, Don Cherry è rappresentato con Art Deco (alternate take), un passaggio diverso da quello del pezzo incluso su Introducing Triveni. La composizione di Mingus è la melodiosa ballad Portrait, mentre lo standard bebop Woody'n You di Gillespie dimostra come il trio Cohen-Avital-Waits sia anche capace di swingare.
Fulcro dell'album è lo standard Willow Weep for Me, con Cohen che fa un riff della melodia in un modo che è allo stesso tempo giocoso e profondo.
Cohen dice: "Il mio approccio a questo trio è stato quello di sfidare noi stessi a rimanere lirici e veri, bilanciando libertà con autocontrollo. La disciplina è un'arte di per sé.
Recensendo la band Triveni dal vivo al Jazz Standard, il New York Times ha elogiato Cohen come "uno stravagantemente abile trombettista, rilassato e pieno di sentimento, che abilmente unisce sensibilità e talento."
Su tutto Triveni II, il playing di Cohen conserva una tavolozza estremamente espressiva, piena di macchie vivaci e balbuzie ritmiche, urla guizzanti e melodie in legato.
I trio guidati dalla tromba sono una rarità nel jazz, e Cohen spiega perché: "Fisicamente è una vera sfida per il trombettista, perchè c'è così tanto da soffiare. I tuoi chops devono essere davvero in ordine. Ma io amo la libertà che viene dal suonare senza uno strumento accordale, così come la presa la responsabilità di guidare senza un altro strumento a fiato."
I partner ritmici di Cohen, Avital dal tono robusto, funky e melodico "alla Mingus", e Waits dallo swing vertiginosamente inventivo, non potrebbero essere più in sintonia con la sensibilità del trombettista.
"Ho suonato con Omer per così tanto tempo che abbiamo un rapporto totale", dice Cohen. "Siamo in grado di sentire dove l'altro sta andando armonicamente, e la nostra sensazione del tempo va a braccetto. E 'un bassista e un musicista incredibile, è così melodico quasi come se stesse suonando un secondo strumento a fiato. Con Nasheet, è diverso: è un mistero per me, è sempre sorprendente. E' una forza, un batterista incredibile che non suona mai nient'altro che la musica stessa. Nessun 'licks' nè nonsense. Ma non so mai dove sta andando, così che ogni concerto con lui mi fa sobbalzare."
Cohen aggiunge: "E' interessante il modo in cui la parola inglese play significhi sia "suonare" uno strumento musicale che "giocare" con un giocattolo. E si sente come se stessimo "giocando" in entrambi i sensi - siamo liberi fisicamente e con la nostra immaginazione, liberi nel momento. Triveni si sente bene ".

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