martedì 13 novembre 2012

41 mila 'mi piace' per Umbria jazz su Facebook

Riprendo questa notizia presa da internet per tornare sullo sbandierato mancato finanziamento pubblico  all'edizione invernale di Umbria Jazz.


La notizia è questa:
"Nella settimana della presentazione del programma di Umbria Jazz Winter sono stati oltre 41 mila i ''mi piace'' sulla pagina Facebook della rassegna. Nove milioni e 900 mila invece gli amici dei fan. La pagina Fb ha fatto registrare nell'ultima settimana una portata di oltre 65 mila contatti. Il profilo di Umbria Jazz, e' tra i piu' visitati nell'ambito delle rassegne di musica jazz. Per ogni post circa 3 mila visite di media, con punte di oltre 6 mila."

Molta di questa popolarità è derivata sicuramente dalle recenti polemiche scoppiate a proposito del mancato finanziamento, da cui mi sorgono un paio di considerazioni che potrebbero sembrare un pò controcorrente:
1) E' davvero paradossale che una grande organizzazione come Umbria Jazz, con il suo bacino di utenza, abbia difficoltà a reperire tra i privati una cifra relativamente modesta come i 20/30 mila euro che gli erano stati destinati dal pubblico. Questo dimostra la "pigrizia" degli organizzatori drogati da anni di finanziamenti pubblici, che hanno perso la capacità di bussare porta per porta per trovare i soldi necessari. 
2) Se tutti quelli che protestano, facessero un piccolo sforzo personale piuttosto che attendersi sempre l'intervento dello Stato, forse le cose si potrebbero risolvere egualmente. Ad esempio se i 41 mila "mi piace" di Facebook si autotassassero della bellezza di 1 euro a testa, si supererebbe abbondantemente la cifra stanziata dallo Stato.

5 commenti:

  1. Tutto giusto, salvo il fatto che se hai un buco imprevisto non lo copri in poco tempo. E non credo propio che non ci siano privati che contribuiscono. Detto questo penso che sia giusto sapere come vuole spendere o non spendere i soldi in cultura il nostro governo. ed anche criticarlo...

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  2. Il problema non sono chiaramente i 20.000 € di Umbria Jazz, ma a quelli bisogna aggiungere quelli per il Festival di Canicattì, quelli del Festival di Vattelapesca e di tutta la pletora di manifestazioni "culturali" che riempiono le città italiane (non vorremmo fare differenze tra cultura di serie A e di serie B!), che portano ad una cifra spaventosa che chiaramente non possiamo permetterci.
    Spendere i soldi i cultura è un concetto tanto bello quanto demagogico, ma ancora non si è capito come farlo. Resto sempre in attesa di una proposta concreta che permetta di finanziare la cultura in maniera adeguata e sopratutto sostenibile, che sia diverso dal sistema balordo che è in vigore adesso in cui la scelta è demandata a burocrati che, come ho detto spesso, sono chiaramente inadeguati a quel compito.

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  3. intanto pubblicizzare tutti i finanziamenti per consentire al contribuente di valutare come vengono spesi i soldi. e farlo in maniera chiara e accessibile e non in modo enigmistico...

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  4. Questa è certamente una buona soluzione "a valle" cioè dopo che i finanziamenti sono stati erogati. Mi piacerebbe conoscere la soluzione "a monte", cioè i criteri con i quali vengono erogati, dato che non è pensabile che vengano erogati a chiunque.

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  5. certamente sya a valle, ma provocherebbe delle reazioni (negative/positive) che si spera verrebbero tenute in considerazione

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