sabato 6 ottobre 2012

Tom Harrell - Number Five

Questa non è una mia recensione, ma è tratta da vari articoli trovati in rete.

Tom Harrell ha recentemente pubblicato il suo nuovo album Number Five, per l'etichetta HighNote. Il titolo deve il nome al fatto che questo rappresenta il suo quinto lavoro con il attuale quintetto, con Wayne Escoffery al sax tenore, Danny Grissett al piano acustico ed elettrico, Ugonna Okegwo al basso e Jonathan Blake alla batteria, certamente una delle migliori e più durature formazioni in circolazione.


Curiosamente, a differenza degli album precedenti, questa volta Harrell presenta il suo quintetto nella sua interezza solo su quattro degli undici pezzi presenti nell'album; mentre sugli altri presenta tutta una serie di configurazioni diverse che vanno da pezzi per tromba solo, a pezzi in duo, trio, quartetto ecc...
L'album è una esplosiva miscela di pezzi originali e standard; le sue opere originali raggiungono un raro equilibrio tra complessità e la musicalità, mentre la sua esecuzione degli standard è al tempo stesso coinvolgente intellettualmente ed emotivamente soddisfacente.
L'album parte con una incendiaria versione del classico di Dizzy Gillespie "Blue 'N' Boogie" accompagnato esclusivamente da Blake, in un duetto tromba/batteria riminiscente dei duetti tra John Coltrane ed Elvin Jones. 
Vanno ancora segnalate la versione dell'originale ballata "Journey to the Stars", già inserita nell'album Roman Nights, in duetto con Grissett al Fender Rhodes; quindi Grissett passa al piano elettrico per l'inquietante ballata "The Question", in trio che mette in mostra anche il sax di Escoffery con buoni risultati. 
Il quintetto al completo è presente in "Right As Rain", con la ricca miscela del suo flicorno e del tenore Escoffery. Escoffery ruba la scena con il suo assolo coinvolgente nell'intricato originale "N° 5," un poderoso pezzo post-bop. 
"GT" ha invece un'atmosfera free jazz, che presenta una serie di assoli potenti. Invece Harrell è solo sugli standard "Star Eyes" e su "A Blue Time," un pezzo di Tadd Dameron suonato raramente. 
Tom Harrell continua a sorprendere grazie al suo ponderato modo di suonare, alle sue composizioni ed all'arrangiamento di questo suo sforzo gratificante.
Questo non è un album di straight-ahead bebop, ma piuttosto una celebrazione della musica jazz moderna, il gruppo di Tom Harrell è basato sulla tradizione, ma spinge sempre per superare i limiti.

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