lunedì 8 ottobre 2012

Stefano Battaglia ed Enrico Rava a Lugano

Questa sera, alle 20.30, all'Auditorio Rsi di Lugano, doppio evento d'eccezione nel secondo appuntamento della prima parte della rassegna "Tra jazz e nuove musiche".


Da qualche tempo la rassegna di Rete Due propone delle serate tematiche dedicate all'etichetta Ecm di Monaco, una delle più prestigiose della scena jazzistica sin dagli anni Settanta, con la quale ha avviato sin dal 2005 una preziosa collaborazione nella produzione discografica. 
Per questa terza "Ecm Session", saranno in vetrina due jazzisti italiani legati alla label. Il raffinatissimo pianista milanese Stefano Battaglia con il suo trio (Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria) e una delle star di Ecm, il trombettista triestino Enrico Rava con la sua Tribe (il leader a tromba e flicorno, Gianluca Petrella al trombone, Giovanni Guidi al piano, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria).
Stefano Battaglia è nato a Milano nel 1965. Suona il pianoforte sin da piccolo e si diploma al conservatorio nel 1984. Inizia ad interessarsi all’improvvisazione e al jazz sul finire degli anni ’70, partecipando a band e formando gruppi che lo vedono protagonista sui maggiori palcoscenici internazionali.
Ha pubblicato sin ad oggi più di sessanta dischi. Tra questi i primi per l’etichetta italiana Splasch, poi per Symphonia, Dischi della Quercia, VVJ per approdare nel 2005 alla ECM che, cogliendo la specifica caratteristica di dualità (colta e jazzistica) del pianista, la evidenzia pubblicando un doppio album con due trio differenti dal titolo Raccolto. A questo debutto seguiranno Re:Pasolini (2007), sentito omaggio al poeta, scrittore e regista italiano; Pastorale in duo con Michele Rabbia e The river of Anyder (2011), altro album con riferimenti letterari, in particolare a luoghi fantasticati che scrittori, filosofi o mistici hanno celebrato nel corso dei secoli. Registrato con il trio all’Auditorio della RSI, il titolo del disco evoca le acque purissime descritte da Thomas More nel suo Utopia (1516).
Ha collaborato con importanti jazzisti italiani quali Enrico Rava, Paolo Damiani, Roberto Ottaviano, Claudio Fasoli e molti altri. A livello internazionale ricordiamo i suoi lavori con Kenny Wheeler e Lee Konitz e, sulla scena svizzera, la lunga collaborazione con il trombettista Michael Gassmann.
Ha svolto un’intensa ricerca specifica attorno alla solo performance e al dialogo con gli strumenti a percussione, evidenziata dalle collaborazioni con i percussionisti Pierre Favre (l’album Omen), Tony Oxley (il cd Explore è stato votato negli Stati Uniti tra i migliori dieci album europei del decennio 1990-2000) e Michele Rabbia (Stravagario I e II). Numerosi i riconoscimenti e premi ottenuti durante la sua carriera, sia da riviste specializzate che da enti radiotelevisivi.
Tra i suoi ulteriori progetti ricordiamo la trasposizione musicale dei Sonetti a Orfeo di Rainer Maria Rilke, The Book Of Jazz – serie di registrazioni dedicate ai grandi compositori della musica afroamericana, The Book Of Songs – lavoro di ampio respiro teso a ripercorrere l’evoluzione della forma canzone dal medioevo ad oggi - e il programma The Music of Alec Wilder: art songs, popular songs sulla figura del grande compositore americano.
La sua specialità sono da sempre il solo e il piano trio. Di quest’ultimo hanno fatto parte nel corso degli anni i bassisti Paolino Dalla Porta, Pietro Leveratto e recentemente Salvatore Maiore. Tra i batteristi hanno invece lavorato con lui Roberto Gatto, Aldo Romano, Fabrizio Sferra e da ultimo Roberto Dani.
Enrico Rava è senza dubbio il più popolare jazzman italiano. Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e stimolanti, è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni. La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggente sempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Le collaborazioni con Gato Barbieri, Chet Baker e Steve Lacy negli anni ’60, il periodo nuovayorkese accanto a Cecil Taylor, Roswell Rudd, Carla Bley e Charlie Haden, i suoi dischi per ECM degli anni ’70 hanno senz’altro contribuito a far conoscere ed apprezzare l’Italia jazzistica all’estero.
Nella sua estesa discografia sono certamente da segnalare gli imperdibili Quartet (ECM - 1978), Rava l’opera Va (Label Bleu - 1993), Easy Living (ECM - 2004), Tati (ECM 2005), The Words and the Days (ECM -2007), New York Days (ECM - 2009). Non è difficile usare i superlativi per raccontare la sua avventura musicale, talmente ricco è il suo curriculum, talmente affascinante il suo mondo musicale, talmente lungo l'elenco dei musicisti con i quali ha collaborato - italiani, europei o americani: Franco D'Andrea, Massimo Urbani e Stefano Bollani (con cui suona da anni in un acclamatissimo duo) tra i primi; Martial Solal, Albert Mangelsdorff, Daniel Humair, Michel Petrucciani, Richard Gallliano tra i secondi; Archie Shepp, Charlie Mariano, Joe Henderson, Pat Metheny, Joe Lovano, Dino Saluzzi, John Scofield fra i terzi.
E' stato più volte votato miglior musicista nel referendum annuale della rivista Musica Jazz, nel 2002 è stato insignito del prestigioso Jazzpar Prize a Copenhagen. Nel giugno dello scorso anno è uscito per Feltrinelli Editore il suo libro Incontri con musicisti straordinari - La storia del mio jazz, il racconto di cinquant’anni di jazz nelle parole divertite e divertenti di uno dei suoi protagonisti.
Fra i suoi ultimi progetti Tribe ha senz’altro avuto l’accoglienza più entusiastica. Attorniato da tre esponenti della giovane generazione italiana quali lo straordinario trombonista Gianluca Petrella, il raffinato e colto pianista Giovanni Guidi, il fantasioso bassista Gabriele Evangelista, nonché dal navigato batterista Fabrizio Sferra, il quintetto ha debuttato con l’omonimo disco (ECM, 2011) e una serie di concerti accolti con entusiasmo dal pubblico e dagli addetti al lavori. Nel 2012 Tribe figurava nella classifica riservata ai migliori gruppi internazionali - prima volta per una formazione italiana - nell’annuale referendum della prestigiosa rivista Down Beat.

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