venerdì 12 ottobre 2012

Jason Moran & The Bandwagon questa sera su Radio 6

Questa sera l'emittente olandese Radio 6, trasmetterà il webcast del concerto di Jason Moran & The Bandwagon, registrato il 25 ottobre 2010 al Bimhuis di Amsterdam. La formazione era composta da Jason Moran al piano, Tarus Mateen al basso e Nasheet Waits alla batteria. 


Jason Moran, trentacinquenne pianista nativo di Houston e inguaribilmente innamorato di Thelonious Monk, ama il rischio, ed è tecnicamente ben attrezzato per affrontarlo. Nell'ultimo album, Ten, presentato al concerto di Amsterdam e che segna un decennio di musica con i Bandwagon, arriva a includere una sequenza armonica di puro gospel e a intitolarla “Gangsterism Over 10 Years”.
Moran rappresenta in effetti una sorta di simpatico gangster del jazz, azzimato in superficie ma spietato nel temperamento musicale.
Di lui si è occupato Gary Giddins su Village Voice: "L'arte del piano jazz pare sovente appesantita dalla sua stessa storia. Eppure, ascoltando Moran, chi è convinto che non sia più possibile un attacco individuale di pianoforte è costretto a ricredersi. È uno che nel proprio tocco assimila otto decenni di evoluzioni, dallo stride al free, rifiutando di riconoscere pregiudizi stilistici".
Cuciniere di materie prime di varia fonte, non perde mai lo swing, ovvero l’equilibrio tra struttura formale e anarchia, e vanta una fluidità e una cura del dettaglio ammirate da artisti più anziani e celebrati; per dire, in Black Stars il trio è stato degna dimora di un ospite d'eccezione, Sam Rivers.
"Sono un pianista moderno, non un pioniere", ammette con rimarchevole modestia mentre si appassiona di Schumann e di Prokofiev, dei temi vintage di James P. Johnson come "You've Got to be Modernistic", del blues contemporaneo di Same Mother - dove ai Bandwagon si aggiunge il chitarrista Marvin Sewell - e del hip hop di Afrika Bambaataa. "Non mi ritengo un precursore o un'avanguardia. Sono modernistico. Mi piace portare nuove idee a vecchi temi".
Ten celebra la maturazione dei Bandwagon, evoluzione di un modello che ha le basi nel trio di Bill Evans, nel quale il basso pulsante di Tarus Mateen e il creativo beat di Nasheet Waits sono elementi decisivi al pari del pianoforte del leader.
Agili improvvisatori, hanno l’orecchio rivolto non soltanto l’uno agli altri ma all’atmosfera sonora complessiva, sapida, intensa e irriverente, e non rinunciano a un indomabile romanticismo.
L’avveduta sperimentazione e l’uso accorto dell’elettronica completano lo spettro emozionale, fatto di toni, timbri e dinamiche che Moran e i suoi comprimari padroneggiano con perizia, eleganza e lo humour di un “gangsterismo che ha già dieci anni”.

Clicca qui per ascoltare il concerto questa sera a partire dalle ore 23.

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