giovedì 25 ottobre 2012

Intervista a Stefano Bollani

Sul sito Teladoiofirenze è stata pubblicato una bell'articolo di Alessandra Cafiero con un'intervista a Stefano Bollani, in occasione della pubblicazione dell'album Irene Grandi & Stefano Bollani.


"Viareggio. Una mattina soleggiata d’ottobre, la terrazza di un attico, il mare della Versilia sullo sfondo. È qui che ci accoglie il pianista, t-shirt nera, jeans e l’aria sorniona di chi ha voglia di raccontarsi ancora una volta. In una veste musicale inedita. Un bicchiere di vino ad accompagnare una bella chiacchierata, un Mac, il suo, e un audio così e così. Ma ci basta.
Un sound cupo, da film di Dario Argento, la voce (della Grandi) è un lamento e poi assume sfumature rap. “No, non può essere” –  esclamiamo. Probabilmente il pianista ha premuto (solo per questa volta) il tasto sbagliato. Invece è proprio l’incipit dell’inconfondibile “Viva la pappa al pomodoro”, la prima delle dieci cover, con tanto di imitazione della Grandi sulla pronuncia di “pomodoro” (della mitica Pavone). Una scelta coraggiosa – pensiamo noi – e Bollani se ne compiace.
Ecco di seguito “Ohlos nos Ohlos” (Occhi negli occhi), di Chiquo Buarque. Irene Grandi si cimenta per la prima volta con il portoghese. Brava, niente male. La seconda parte del brano si arricchisce di una traduzione italiana, tutta farina del loro sacco, ci svela Bollani. E scopriamo un testo delicato, appassionante, da accarezzare ad occhi chiusi.
Da qualche giorno in radio, il brano di Niccolò Fabi: Costruire, ben interpretato musicalmente da entrambi, sorretto da un testo intenso, asciutto, che ci ricorda vagamente una celebre canzone di Fossati (La costruzione di un amore).
Sorprendentemente, è proprio il caso di dire, ascoltiamo una cover dei Radiohead: No surprises.  Band non troppo conosciuta dal pianista, brano fortemente voluto invece dalla Grandi. Bollani ci spiega: “Qui ho re-inventato tutto, spartito bianco davanti, dovevo e volevo produrre qualcosa di particolare. Il risultato è una ballad, un po’ a modo mio.”
E poi ancora: La gente e me (Ornella Vanoni, 1974) brano divertente con brio, concedetecelo. “C’era, secondo me, la necessità di smorzare un po’ il tema melodico che percorre tutto il nostro lavoro”, continua Bollani. “Vero” -  pensiamo noi – e finalmente scappa fuori, a più riprese, il piano solo, che dà un’identità jazz specifica all’intero pezzo.
L’ascolto e la chiacchierata scorrono amabilmente. C’è modo di parlare della genesi dell’album (pronto nel cassetto già dal novembre 2011) della scelta che, da soli, hanno fatto insieme di tutti i brani (compresi i due inediti, di cui uno scritto da Cristina Donà).
È tempo di qualche scatto fotografico, la location è perfetta, il momento migliore della giornata per immortalare l’intervista.
Alla fine, l’intero album si rivela davvero pregevole, messo su con cura da due artisti che generosamente si amalgamano, l’uno a supporto dell’altro col proprio strumento principale.
Ci vien da pensare che un’altra voce, magari più vicina al jazz rispetto a quella della Grandi, non avrebbe prodotto le stesse vibrazioni. Lo stesso valga al contrario per lo strumento musicale, il piano.
Non è banalmente il tentativo di unire due mondi, quello del pop/rock e del jazz. Questa interpretazione sta scomoda al Maestro Bollani, che s’interroga con noi su quale potrà essere l’effetto finale di tutto ciò sul pubblico.
Piacerà l’album ai fan dell’amatissima popstar fiorentina? E che ne penseranno i puristi del jazz ed estimatori dei “piano solo”? La scommessa è in atto, la risposta a breve. Segue all’uscita del CD un tour di quindici date, nei teatri italiani tra Novembre e Dicembre. A Firenze il concerto sarà al Teatro Verdi, il 2 dicembre. Di sicuro, noi ci saremo.
È tempo di andare, siamo ai saluti. Ringraziamo per la squisita ospitalità e per l’anteprima musicale. E non può mancare il nostro in bocca al lupo a Stefano e Irene."
(leggi in versione integrale sul sito originale)

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