sabato 27 ottobre 2012

In uscita il nuovo album di Joe Lovano

Il prossimo 8 gennaio il sassofonista e compositore Joe Lovano pubblicherà Cross Culture, sua 23a registrazione per la Blue Note e terza consecutiva con il suo celebrato quintetto US Five.  


L'album contiene 10 composizioni originali Lovano, oltre ad una sorprendente interpretazione della splendida ballad di Billy Strayhorn "Star Crossed Lovers".
Oltre al suo gruppo principale (il pianista James Weidman, i bassisti Esperanza Spalding o Peter Slavov ed i batteristi e Otis Brown III e Francisco Mela) ci sarà l'audace chitarrista africano, oltre che compagno alla Blue Note, Lionel Loueke, con i quali Lovano cerca di offrire una più compiuta rappresentazione di un carriera alla ricerca di una nozione universale del  linguaggio musicale.
"Da quando ho iniziato a fare dei tour alla fine degli anni '70, ho raccolto degli strumenti dall'Asia, Africa, Medio Oriente, Europa orientale e occidentale, e Nord e Sud America," dice Lovano, che, oltre al suo immediatamente riconoscibile sassofono tenore, improvvisa su G-mezzosoprano, tarogato e aulochrome, e suona una serie di percussion-bells e shakers, un paddle drum israeliano, ed un tamburo a fessura nigeriano chiamato oborom.
"Ho passato tutta la vita con la passione di ascoltare gli spiriti, nei suoni degli antenati comuni di questi strumenti, creando la musica, ma sentendo la terra. Essi si manifestano attraverso le mie composizioni e nel nostro modo di suonare insieme."
Loueke, che combina una esauriente conoscenza delle armonia e delle forme del folk, contribuisce consistentemente e libero dall'ego su sei pezzi.
"Lionel non si limita a suonare la chitarra", dice Lovano. "Egli si integra liberamente con la sezione ritmica e con me in prima linea, condividendo lo spazio in modo personale."
L'album si conclude con una espansiva performance dell'originale di Lovano "PM", ispirato dal maestro batterista e compositore Paul Motian, suo frequente collaboratore dal 1981 fino alla sua morte, due mesi prima della registrazione.
Come tutto ciò che lo ha preceduto, la performance, nelle parole di Lovano, "combina le strutture armoniche e ritmiche del jazz moderno in un modo free-flowing, con una energia tribale, che lega insieme cose sul mondo della musica, al di là al di là delle semplici categorie del jazz."

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