mercoledì 17 ottobre 2012

Herbie Hancock al Roma Jazz Festival

Lunedì 22 ottobre alle ore 21 presso la Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, Herbie Hancock sarà protagonista del Roma Jazz Festival, dove presenterà “Plugged In. A Night of Solo Explorations” nell'ambito del Roma Jazz Festival.


Per la prima volta nella sua carriera Herbie Hancock affronterà un concerto di piano solo, e con l’ausilio del computer e del sintetizzatore, sarà in grado di ricreare i suoni che lo hanno reso un interprete della musica di mezzo secolo. 
Hancock ripercorrerà tutta la sua inimitabile carriera e rivisitando alcune dei suoi brani più importanti e famosi, successi quali “Canteloupe island”, “Maiden voyage”, “Watermelon man” e “Chameleon”, ma anche proponendo alcune composizioni realizzate appositamente per la tournée europea che lo vedrà impegnato in Italia anche il 21 ottobre a Parma ed il 23 a Pordenone per poi proseguire in Francia, Germania, Olanda Belgio ed Inghilterra.
Instancabile precursore a 23 anni suonava già nel quintetto di Miles Davis, insieme a Wayne Shorter, Ron Carter e Tony Williams anche se nel frattempo componeva alcuni dei suoi capolavori considerati adesso degli standard jazz, come Cantaloupe Island o Maiden Voyage.
La sua predisposizione a saper essere camaleontico e capace di cavalcare l'onda dell'elettronica applicata agli strumenti lo ha reso sempre moderno, amato trasversalmente, non solo da un esclusivo mondo jazz.
Dal bebop al funky, dalla fusion al pop Hancock ha saputo riempire stadi, arrivare al grande pubblico, con profonda invidia di Miles che negli anni settanta era riconosciuto come il miglior jazzman di sempre ma pur sempre un artista di nicchia.
L'ultima periodo di produzione discografica è stato spesso una rilettura in chiave hancockiana di brani divenuti celebri nel panorama musicale mondiale, invitando grandi musicisti a cantare e suonare con lui.
In Imagine Project del 2010 le collaborazioni sono diverse per ogni brano, da Jeff Beck a Susan Tedeschi e Dereck Trucks, da Ceu a Dave Metthews.
Solo pochi anni prima, con un disco dedicato a Joni Mitchell, River: The Joni Letters, ancora ricco di collaborazioni con Nora Jones, Tina Turner, Leonard Cohen e Luciana Souza gli era stato assegnato un Grammy Awards come miglior album del 2007 e per un pianista jazz non è assolutamente una cosa scontata. Considerando che di Grammy ne ha vinti in tutto dodici, si può capire che tipo di fuori classe sia.

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