sabato 20 ottobre 2012

E' morto il trombettista Bill Brimfield

Il trombettista di Chicago Bill Brimfield, che nel 1966 è apparso su uno dei primi album della celebre AACM (Association for the Advancement of Creative Musicians), è morto lo scorso martedì nel suo appartamento a Terrace Jonquil, sul lato nord della città. Aveva 74 anni ed era stato negli ultimi anni in salute precaria, anche se aveva in gran parte recuperato da un ictus avuto nel 2000.


Brimfield era meglio conosciuto per il suo lavoro nei gruppi del defunto tenorsassofonista Fred Anderson negli anni '70 e '80, contribuendo a stabilire la reputazione di Anderson come improvvisatore unico e intrepido e direttore d'orchestra; nel 1979 apparve nel gruppo del sassofonista per inaugurare il Chicago Jazz Festival. Ha continuato a suonare con Anderson in modo occasionale negli anni '90, apparendo anche in un album del 1998 registrato dal vivo al club di Anderson, il Velvet Lounge.
Il tono ardente, leggermente construito di Brimfield, plasmato dall'era del hard-bop nella quale è cresciuto, ha portato un crepitio in più alle sue irte improvvisazioni, che servivano come sfondo efficace per i solitamente cupi, mitici assoli di Anderson.
Brimfield iniziò la sua collaborazione con Anderson nel 1957, quando il trombettista era ancora al liceo. Ha continuato a stimolare i quartetti, quintetti e sestetti di Anderson fino agli anni 1980.
Ha inoltre inciso su album diretti dal batterista Don Moye dell'Art Ensemble of Chicago, con il bluesman Fenton Robinson, con il sassofonista Ed Petersen (The Haint, 1994), e in una delle sue ultime registrazioni, con il pianista-compositore Bradley Parker-Sparrow, nel concept album We Are Not Machines del 2002.
Su A Power Stronger Than Itself, la sua monumentale storia della AACM, George Lewis discute una breve biografia inedita di Brimfield in cui il trombettista dichiarò: "Avevo visto [il film] Young Man With A Horn con Kirk Douglas, quattro volte e seppi che dovevo diventare un trombettista."
Ad Evanston, lui e Anderson utilizzavano le sale prove presso la School of Music at Northwestern University per delle lezioni informali. Come Anderson ha ricordato, "stavo imparando tutti i brani, ed ho insegnato a Brimfield il suo primo pezzo di Charlie Parker. Entrò poi nella band della high school, diventando un grande appassionato di Louis Armstrong ".
Brimfield superò la sua passione per il jazz delle origini abbastanza presto, e nell'estate del 1965, con Anderson partecipò al primo concerto ufficiale della AACM, come parte di un quintetto guidato da Joseph Jarman.
L'anno successivo, Brimfield e Anderson registrarono i pezzi per Song For (Delmark), primo album di Jarman, e solo il secondo a rivelare la nuova musica della AACM.
Al culmine della sua forza, Brimfield soffriva di alcolismo e relativi problemi comportamentali. Nonostante varie disgrazie causate dai suoi peccatucci - almeno due volte gli rubarono la tromba quando si addormentò nelle pause di un concerto - è rimasto un coraggioso sopravvissuto della vita del jazz.
La sua schiamazzante risata ed il malizioso senso dell'umorismo, insieme alla sua prodigiosa musicalità, lo resero molto ammirato e ricordato con affetto come un contributore della fertile scena jazz di Chicago degli anni '70 e '80.
Anche dopo il suo ictus, Brimfield riuscì a mantenere il suo basso profilo nella musica, suonando in jam session improvvisate e lavorando con il suo amico James Bottoms in un paio di gruppi locali. "Abbiamo suonato insieme per circa tre anni, mi ha davvero preso sotto la sua ala protettrice," ha detto Bottoms.
"Ho iniziato come cantante, ma è stato davvero un mentore, e mi ha fatto cominciare a suonare il pianoforte."
Bottoms successivamente lanciò il suo trio, suonando regolarmente presso l'Ethiopian Diamond Restaurant, dove di tanto in tanto anche Brimfield si sarebbe seduto.
(Fonte The Examiner)

1 commento:

  1. Ciao
    due giorni fa il 18 è morto David S Ware 62 anni
    Fiorenzo

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