martedì 9 ottobre 2012

E' morto il sassofonista John Tchicai

Il sassofonista danese John Tchicai è morto dopo una lunga degenza in un ospedale di Perpignan, città dove risiedeva dove era stato ricoverato lo scorso per un'emorragia cerebrale. 


Il clarinettista e sassofonista John Tchicai, nato nel 1936 a Copenaghen da madre danese e padre congolese, è tra le figure di spicco della “new thing” jazzistica esplosa a New York negli anni ‘60, ma in realtà ha trascorso la maggior parte della sua carriera nel promuovere la causa del jazz d’avanguardia nel Nord Europa.
Ha iniziato a suonare il violino all’età di dieci anni e a sedici anni è passato al clarinetto e al sax alto, focalizzandosi su quest’ultimo presso il Conservatorio di Musica della Danimarca.
Verso la fine degli anni ‘50 ha iniziato a girare sulla scena jazz del nord Europa e nel 1963 si è trasferito a New York per immergersi nell’epicentro del free jazz. Qui è diventato presto partner musicale di artisti quali Don Cherry, Archie Shepp, Albert Ayler.
Ha fondato il “New York Art Quartet”, con Roswell Rudd, Lewis Worrell e Milford Graves ed è stato saxofonista nel “New York Contemporary Five”. Ha inciso con Albert Ayler, John Coltrane (nella leggendaria pietra miliare del jazz “Ascension”), Carla Bley e persino con John Lennon.
Nel 1966 Tchicai è tornato in Danimarca e ha fondato il grande ensemble “Cadentia Nova Danica”, che ha diretto fino al 1971. Poco dopo, ha ridotto le esecuzioni per concentrarsi sulla didattica a tempo pieno.
Nel 1977 è tornato in studio e negli anni '80 si è unito alla “Pierre Dorge's New Jungle Orchestra”. Nel 1990, Tchicai ha ricevuto una sovvenzione a vita per le prestazioni jazz del Ministero danese della cultura e l’anno successivo si è trasferito in California, dove lui e la moglie tastierista hanno fondato i gruppi “John Tchicai & the Archetypes” e “John Tchicai Unit”.
Ecco un bel ritratto di Tchicai pubblicato nel blog di Ettore Garzia, Percorsi Musicali:
Tra i pochi sopravvissuti dell’era free-jazz storica americana (un altro è il mentore Ornette Coleman) John Tchicai (1936) è stato il collante fra il nascente free di oltre Oceano e il free più radicale europeo cominciato intorno al 1970: sassofonista dotato (alto e tenore), in possesso di un personale stile fatto spesso di fraseggi ripetuti oppure di combinazioni di note “spezzate”, Tchicai ha sempre cercato punti di evoluzione del suo sound, approfondendo sia le tematiche del jazz (in questo senso importanti sono le sue partecipazioni ai gruppi storici di Albert Ayler nel New York Art Quartet e di Don Cherry e Archie Shepp nei New York Contemporary Fivee a quelli europei con l’Instant Pool Composers in cui partecipavano Hank Bennink e Misha Mengelberg), sia i punti di intersezione con altri generi; difatti dopo le esperienze di “amplificazione” di massa, Tchicai ha intrapreso una personale carriera che non era solo basata su “orgie” strumentali, ma anche convogliata in sonorità primordiali: il blues, le sonorità africane, sonorità indiane, talvolta anche il jazz degli anni quaranta; il tutto nel rispetto di una formula che privilegiasse sempre la “libertà” dei suoni, la possibilità di “sperimentare” facendo spesso uso di tecniche di estensione dello strumento anche in rapporto alle istanze d’avanguardie che mescolavano elementi che provenivano dalla musica classica.
Nel corso degli anni diverse sono state le formazioni con cui ha suonato ed i progetti che ha posto in essere, tra i quali vanno menzionati quelli con la Cadentia Nova Danica, che costituiva un primo esempio di articolazione musicale allargata del free-jazz, poi vi sono i numerosi trio o quartetti con personaggi spesso misconosciuti, tra i quali certamente un posto di rilievo rivestono quelli con il chitarrista Pierre Dorge e il contrabbassista Niels H. Orsted Pedersen in “Real Tchicai” e il quartetto con due contrabbassisti Thomas Durst e Christian Kuntner assieme al batterista Timo Flaig in “Timo’s message”, dove il musicista danese-congolese esprime il massimo della sua personalità in dischi che oggi ritengo siano nettamente sottovalutati.....
(continua a leggere sul blog originario)

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