mercoledì 24 ottobre 2012

Bill Laswell questa sera su Radio 3 Rai

Questa sera la Radio 3 della Rai trasmetterà il concerto di Bill Laswell & Material featuring Bernie Worrell in “One World Music”, registrato lo scorso 11 marzo al Teatro Manzoni di Milano nell'ambito della rassegna "Aperitivo in Concerto".


Domenica 11 febbraio 2012 “Aperitivo in Concerto” ha presentato uno straordinario evento, l’unica data italiana di Material (con la presenza di strumentisti di eccezionale rilievo come Steven Bernstein, Peter Apfelbaum, Hamid Drake), gruppo ideato e guidato da uno fra i protagonisti, da decenni, di ogni nuova musica a New York e oltre, il celebrato e virtuoso bassista, compositore, produttore Bill Laswell.
L’esibizione è stata arricchita dalla partecipazione di uno fra i più grandi e creativi pianisti e tastieristi sulla scena musicale mondiale, un vero mago delle sonorità più innovative, Bernie Worrell.
Dall’improvvisazione al dub, dall’ambient al jazz, dalle sonorità acustiche a quelle elettroniche, Laswell e i suoi musicisti hanno condotto il pubblico milanese in un fascinoso viaggio attraverso le arcane tradizioni musicali del mondo, dalla contemporaneità al futuro.
Bill Laswell è un fenomenale alchimista dei suoni, nonché bassista, produttore, compositore e produttore. Si ricordano le sue collaborazioni, dai Golden Palominos a Fela Kuti, da John Zorn a Iggy Pop, da Wayne Shorter a Herbie Hancock, da William S. Burroughs a Sly & Robbie, da Pharoah Sanders a Ginger Baker, da Elvin Jones a George Clinton e Bootsy Collins, da James Blood Ulmer a Nils Petter Molvaer, da Bernie Worrell a Jeff Bova, dai Ramones a Manu Dibango o Zakir Hussain.
Nato a Salem il 12 febbraio 1955, inizia dapprima a suonare la chitarra per poi passare al basso. Trasferitosi a New York nel 1978 forma i Material, una sorta di “outlet” in cui convergono vari esperimenti sonori che vedono mescolati il jazz con l’hip hop e il worldbeat. Con questo progetto Laswell pubblica il suo EP di debutto, Temporary Music nel 1979.
Accanto ai Material, Laswell si dedica anche a una carriera solista, uscendo con Baselines nel 1982, disco che vede la partecipazione di David Byrne, John Zorn e Fred Frith. L’anno successivo è quello della svolta: riesce infatti a entrare nella produzione di Herbie Hancock prima con il brano “Rockit” e poi con l’album Sound-System che vince un Grammy. Laswell diventa così uno dei musicisti più richiesti suonando con artisti come Mick Jagger, Peter Gabriel e Laurie Anderson.
Nel 1986, Laswell fonda con il chitarrista Sonny Sharrock il gruppo Last Exit (di cui fanno parte il sassofonista Peter Brötzmann e il batterista Ronald Shannon Jackson) pubblica un altro LP solista, Hear No Evil del 1988; l’anno successivo – dopo un periodo di silenzio – viene ripreso il progetto Material, che nel 1989 realizza Seven Souls.
Nel 1990, forma una propria etichetta, la Axiom, per esplorare i suoi interessi verso sonorità nuove della techno e dell’ambient. In questi stessi anni continua ad affiancare l’attività del musicista con quella del produttore, curando collaborazioni con Dub Syndicate, Pete Namlook e DJ Spooky.
Nel 2004, Laswell firma con la Sanctuary Records e nel 2004 esce Dub Massive: Chapter One, seguito l’anno successivo da Chapter 2. The Only Way To Go Is Down viene invece pubblicato nel 2005.
Nell’aprile 2008 viene pubblicato Lodge. Nel 2010 crea l’etichetta Method of Defiance Technologies, con cui estende la sua sterminata discografia, sempre vibrantemente creativa. Nulla è vero, tutto è concesso, è il motto prediletto dal musicista. Come scrive Luca Gricinella su Drome (Maggio 2005): A prescindere dai gusti personali e dalla riuscita delle sue produzioni, chi segue la musica non può ignorare Bill Laswell, uno di quei personaggi per cui molto difficilmente non si nutre rispetto. Laswell innanzi tutto è un bassista, ma capace di manipolare i suoni con grande abilità e la cui dote principale è un eclettismo giramondo che ha come prima conseguenza il riconoscimento di un unico genere musicale: la Musica. Entrato nella mischia sonora nella seconda metà degli anni Settanta, Laswell non può che essere figlio della New York più viva, attenta, curiosa e sempre pronta a dare il passo al tempo, quanto meno per poi tenerlo in quei brevi periodi (istanti?) in cui non si creano le condizioni per reinventare.
Attivo anche come produttore e remixer, il Nostro ha rivisitato, fatto svoltare, conoscere e contribuito a far tornare alla ribalta molti artisti e altrettanti stili ma, rischio di chi si mette continuamente in gioco, il suo lavoro ha suscitato anche critiche e controversie non isolate. La sua prolificità spesso associata al prefisso iper è parente della stessa ostinazione presente in molte delle sue ritmiche, come quelle di Equations of Eternity, progetto messo su insieme a Mick Harris e all’italiano Eraldo Bernocchi.
E tra le definizioni già coniate per circoscrivere la personalità di questo vero e proprio attivista artistico, si possono trovare “sciamano hi-tech” (vedi il fu World Music Magazine), “nomade telematico” (The Wire), o ancora il “Dio Trickster della scena musicale sperimentale di New York” (Pitchfork); quando invece è toccato a lui definirsi, si è sbilanciato giusto con “una persona che cerca di essere creativa”. Se parla così non c’entra solo la modestia, ma anche una dichiarata avversione alle parole che vogliono classificare: avversione che, dopo aver ascoltato parte della sua musica (difficile fare l’en plein), viene automatico accostare all’attributo naturale.
Tra le altre, Laswell ha inciso per etichette che viaggiano in alto con la ricerca, su tutte vedi la zorniana Tzadik o la belga Sub Rosa. (…) L’opera di Laswell si è sempre protesa in nuovi territori da esplorare, viaggiando nel tempo e annullando le distanze, riconoscendo paradossalmente il concetto di confine solo in quanto non esperibile. In campo musicale insomma le terre di nessuno sono periodicamente occupate (anche) da Laswell. Un artista che si è mosso, per forza di cose, senza perdere il contatto con la realtà, con la cultura di base delle varie masse, la stessa di cui è sempre più difficile avere coscienza; tutto sempre suggerendo nuove vie praticabili che solo un artista visionario può scovare. Un artista mutante che è certo più facile celebrare: a denigrarlo del tutto sembrerebbe quasi di mancare di rispetto alla musica, di compiere un atto di infedeltà musicale.

Clicca qui per ascoltare questo concerto, questa sera a partire dalle ore 20,30.

Ed ecco un video tratto dal concerto:

1 commento:

  1. Per chi fosse interessato, ecco la mia cronaca della "mattinata"

    http://milano.mentelocale.it/35691-bill-laswell-in-concerto-a-milano-la-recensione/

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