lunedì 10 settembre 2012

Rimini Jazz 2012

Il jazz tradizionale, quello che ha preso vita nei locali della vecchia New Orleans e da lì è poi emigrato nelle altre grandi città statunitensi creando uno dei più rappresentativi fenomeni musicali del XX secolo, torna a Rimini per il dodicesimo anno consecutivo. Tante sono infatti le edizioni raggiunte dal festival Rimini Jazz, che quest’anno si terrà dal 28 al 30 settembre al Teatro Novelli. 


Consolidato dunque il periodo autunnale, lontano dai clamori turistici e balneari, il festival rinnova la sua formula per quanto riguarda le modalità di accesso ai concerti: non più gratuiti come in passato bensì a pagamento (modico). Decisione resa inevitabile dal progressivo diminuire delle risorse economiche a disposizione per la realizzazione della manifestazione musicale.
Il programma, in sintonia con l’indirizzo da sempre seguito dal festival, esplorerà il jazz delle origini, dal dixieland allo swing, attingendo principalmente dai grandi maestri degli anni Venti e Trenta, fonte ancora oggi di larga parte del repertorio del jazz moderno. 
Nel corso delle sue tre serate, Rimini Jazz 2012 ospiterà prevalentemente formazioni di piccole dimensioni dalla strumentazione assai caratteristica, oltre che impreziosite dalla presenza di solisti di caratura internazionale come Paolo Alderighi, Alfredo Ferrario ed Engelbert Wrobel.
Rimini Jazz è organizzato dall’Associazione Culturale Riminese Amici del Jazz in collaborazione l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e la Camera di Commercio di Rimini, con il patrocinio della Provincia di Rimini e del Comune di Rimini, oltre che con il sostegno di diversi sponsor privati.
Sarà la Ambassador Band a fare gli onori di casa per l’inaugurazione del festival (venerdì 28 settembre). La formazione romagnola, già ospite di Rimini Jazz nel 2010, tornerà per dimostrare con quale dinamismo si interpreta il jazz tradizionale sulla… east coast italiana. 
A cavallo tra dixieland e melodie italiane dell’anteguerra, l’Ambassador Band promette un’esibizione perfettamente calata nello stile dell’epoca sia a livello strumentale che iconografico.
Ma la prima serata del festival prevede anche una breve esibizione della Mondaino Young Orchestra, probabilmente la più giovane orchestra di jazz tradizionale di tutto il continente, coi suoi tredici musicisti tutti di età compresa tra i nove e i diciassette anni: un altro forte segnale del legame tra la Romagna e la musica dixieland.
La serata di punta di questa edizione di Rimini Jazz sarà quella di sabato 29 settembre, quando al Teatro Novelli arriverà il trio di uno dei pianisti più entusiasmanti della scena mondiale: Paolo Alderighi. Per rendere omaggio a Teddy Wilson, in occasione del centenario della sua nascita, Alderighi ha convocato tre eccellenti solisti a dar man forte al suo trio: il clarinettista Alfredo Ferrario, il vibrafonista Marco Bianchi e il tedesco Engelbert Wrobel, che si destreggia sia al clarinetto che a diversi tipi di sassofono.
Per chiudere il festival senza cedimenti alla nostalgia è stata invitata la Milano Jazz Gang, che sabato 30 settembre ripercorrerà i fasti ritmici e melodici degli anni Venti e Trenta, rileggendoli anche alla luce dello spettacolare revival californiano del jazz tradizionale. 
La Milano Jazz Gang, oltre a essere una delle più longeve formazioni italiane dedite al jazz tradizionale (festeggia proprio quest’anno il quarantesimo anniversario), è anche uno dei gruppi più vigorosi e noti a livello internazionale.
Da ben dodici anni Rimini Jazz contribuisce a fare della costa romagnola un luogo di incontro per le migliori formazioni che continuano a issare la bandiera del jazz tradizionale, proponendolo in arrangiamenti e con strumentazioni filologicamente attendibili, oltre che con il contagioso entusiasmo e l’esuberanza che contraddistinguono i ritmi e le melodie del jazz delle origini.

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