lunedì 3 settembre 2012

Restaurato un vecchio documentario su Ornette Coleman

Ornette: Made in America, un film documentario su Ornette Coleman, diretto dalla regista Shirley Clarke, è stato restaurato e stato presentato lo scorso 31 agosto presso l'IFC Center di New York.


Coleman e Shirley si incontrarono a Fort Worth agli inizi degli anni 80. Il produttore Kathelin Hoffman si stava preparando ad inaugurare Caravan of Dreams, un innovativo nuovo centro culturale, ed invitò il nativo Coleman a scrivere un pezzo jazz e ad esibirsi con la sua band del periodo, Prime Time, per l'apertura.
Hoffman quindi apprese che la Clarke aveva iniziato un film su Coleman nel 1960. I tre quindi intrapresero il progetto che dopo tre anni portò a Ornette: Made in America.
Il documentario usa la partitura della sinfonia di Coleman, Skies of America, come suo script di base e, come il suo jazz d'avanguardia, sfrutta mezzi non lineari di narrazione per riunire il tutto.
Esso comprende scatti d'archivio da 16mm e video, sequenze oniriche e flashback, animazioni, le teorie di Buckminster Fuller; influenze del Nord Africa degli anni '60, luminari (tra cui William Burroughs, Tennessee Williams, Paul Bowles e Allen Ginsberg), un video musicale, e le riflessioni di Coleman sulla base intellettuale ed esperienziale del jazz e blues del sud.
Coleman ha continuato ad evolversi nel corso di tutta la sua carriera, negli anni '70 fu attratto dal misticismo del Nord Africa e dalla fusione del movimento Third Stream. Anche se questa non fu probabilmente la sua fase più feconda, fu certamente la meglio documentata, come dimostra il film del 1986, Ornette: Made in America.
Il montaggio di Shirley Clarke scorre avanti e indietro in quel decennio con una sorprendente ricchezza di materiale d'archivio, aggiungendo del nuovo  materiale di Coleman come il suo pezzo sinfonico Skies of America con la Fort Worth Symphony Orchestra. (Questi segmenti sono di valore inestimabile per gli appassionati di Coleman, in quanto catturano una autorevole esecuzione del lavoro che, benchè scritto come una "conversazione" tra un'orchestra e un quartetto jazz, subirono delle complicazioni legali che costrinsero Coleman a modificare la sua visione per LP.).
Presumibilmente tentando qualcosa lungo le linee della "disorganizzazione organizzata" di Coleman, un termine che la regista avrebbe potuto facilmente usare a proposito dei suoi primi film di teatro urbano, il ritratto di Clarke evita la biografia coerente e spesso si trasforma in dissonanza lirica; la colonna sonora di Coleman, nel frattempo, diventa un sentiero di briciole sonore attraverso le quali i suoi passi possono essere rintracciati.
Durante le performances particolarmente accese, lo schermo esplode in un turbinio spasmodico di scene sovrapposte, questa tecnica è probabilmente intesa come omaggio agli ululati del sax di Coleman, ma la sua aggressiva ripetitività sembra prendere in giro la sua destrezza.
In altri, onirici episodi, un bambino che rappresenta il "Giovane Ornette" vaga attraverso i binari della ferrovia per sfuggire alla povertà del Texas centrale; questi anacronismi ci distanziano dai musicisti centrali e dalla loro storia.
Coleman si rivela enigmatico qui, quasi impenetrabile. Anche se vorticosamente emotivo quando parla attraverso il suo strumento, il suo affabile comportamento fuori scena vacilla raramente, anche quando racconta di essere stato attaccato con un martello nel seminterrato del suo appartamento di New York.
Il film debuttò sulle scene nel 1986, mentre la Clark morì nel 1997.

Ecco un estratto di questo documentario:

2 commenti:

  1. Nel 1989 andai in vacanza negli States e tra le varie cose acquistai la videocassetta (che ancora posseggo) del film. Ai tempi infatti possedevo un videoregistratore compatibile con il sistema NTsc americano. You tube era di là dall'essere anche solo immaginato, e l'occasione era ghiotta...

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  2. Potrebbe essere un bellissimo regalo di Natale !! Si troverà su amazon ? Mi sa di no. Immagino si possa vedere solo in qualche festival del cine documentario. A meno che pierrde non ne converta il sistema!

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