venerdì 14 settembre 2012

Kenny Barron & Dave Holland - Jazz à la Villette (video)

Ecco un altro eccezionale video webcast, offerto dal sito della Cité della Musique di Parigi, che ha trasmesso il recente concerto di un duo di musicisti meravigliosi: Kenny Barron e Dave Holland. Il concerto è stato registrato lo scorso 8 settembre al festival Jazz à la Villette.


Un concerto che riunisce due tra i più grandi musicisti in circolazione è certamente un evento da non perdere. E questo magnifico concerto a mio parere non deluderà di certo le aspettative. 
Un concerto intimo ed emozionante, ricco di lirismo ma allo stesso tempo stimolante, per una serata di jazz semplicemente perfetta. 
Due artisti in stato in grazia, il cui interplay mostra in ogni nota il profondo rispetto che intercorre tra i due ed il loro grande amore per la nostra musica. 
Pianista, compositore e arrangiatore, Kenny Barron iniziò a suonare a livello professionale quando era ancora ragazzo, nell'orchestra di Mel Melvin.
A soli sedici anni si trovò ad accompagnare John Coltrane, prima di collaborare con i fratelli Percy e Jimmy Heath, Lee Morgan e Philly Joe Jones.
Nel 1960 entrò nel gruppo di Yuseef Lateef e l'anno successivo accompagnò il veterano sassofonista James Moody a New York, dove nel frattempo si era trasferito. Moody lo raccomandò a Dizzy Gillespie (in cerca di un nuovo pianista per sostituire Lalo Schifrin), che lo assunse senza nemmeno averlo ascoltato suonare.
Nella band di Dizzy Gillespie, in cui rimase cinque anni, Barron sviluppò un particolare interesse per i ritmi latini e caraibici.
Fra gli anni '60 e '70, Kenny Barron fu il pianista delle formazioni di Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, Jimmy Owens e Milt Jackson. Alla fine degli anni '70, dopo essere tornato a suonare con James Moody, entrò nei gruppi di Buddy Rich e di Ron Carter, quindi formò il gruppo degli Sphere, nati come tributo a Thelonious Monk. Intanto, spinto da Yuseef Lateef, terminò la laurea in musica all'Empire State College.
Gli anni '80 per Barron sono stati segnati dalla felice collaborazione con il sassofonista Stan Getz, dai tour con il suo quartetto e le numerose incisioni.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate ulteriormente le collaborazioni, come quelle con Roy Haynes, Charlie Haden, Regina Carter.
A partire dal 1992, è stato nominato ripetute volte ai Grammy Awards e per l'American Jazz Hall of Fame. Inoltre, Barron vince costantemente i sondaggi indetti da riviste specializzate come Downbeat, Jazz Times e Jazziz.Kenny Barron ha all'attivo anche una lunga carriera di insegnante (presso la Rutgers University nel New Jersey e la Manhattan School of Music).
Tratti distintivi del suo linguaggio pianistico, di derivazione boppistica eppure estremamente personale, sono un fraseggio incisivo e brillante, ma anche una cura quasi maniacale della sonorità. Il suo stile è una sintesi particolarmente felice tra gli insegnamenti di Tommy Flanagan, da sempre riconosciuto maestro, e dell'approccio modale di McCoy Tyner fatto di voicing percussivamente ripetuti.
Il percorso di Dave Holland è esemplare nel jazz moderno: chiamato giovanissimo da Miles Davis, che lo aveva ascoltato al famoso club Ronnie's Scott di Londra, lo incontriamo in documenti storici formidabili, legati alla svolta elettrica del trombettista.
La coraggiosa decisione di allontanarsi dalla corte di Davis per intraprendere strade proprie lo vede impegnato in numerosi contesti, anche con i musicisti che dall'esperienza di Miles avevano ricevuto una spinta per successive, audaci avventure.
All'inizio degli anni Settanta, fu importante l'episodio del quartetto Circle, con Chick Corea, Anthony Braxton e Barry Altschul, che attuò un' interessante commistione di sperimentalismo e forza comunicativa. Nel 1972 venne la prima registrazione come titolare, “Conference of the Birds”, con Braxton e Sam Rivers ai sassofoni: un album che ancora oggi mantiene una formidabile freschezza.
Pur continuando le sue collaborazioni ad alto profilo, che lo hanno visto spesso al fianco di Herbie Hancock, Pat Metheny, Betty Carter, Roy Haynes e Jack DeJohnette, Holland disegna da almeno trent'anni una propria coerente mappa artistica, coniugando un elegante classicismo a soluzioni avanzate, fino ad assumere le forme di un quintetto che ha raggiunto vertici esemplari per coesione, originalità e potenza espressiva.

Ecco il video di questo imperdibile concerto:

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