martedì 18 settembre 2012

Il secolo del jazz. Arte, cinema, musica e fotografia da Picasso a Basquiat

Il volume pubblicato in occasione dell'omonimo grande evento espositivo al MART di Rovereto nel 2009, vuole aprire un approfondito dibattito critico su uno degli intrecci epocali più curiosi e interessanti del XX secolo: il jazz non fu infatti solo uno straordinario genere musicale, che rivoluzionò i canoni tradizionali della musica, ma rappresentò anche un nuovo modo d'essere della società del '900 e un fenomeno che influenzò profondamente la storia artistica del secolo scorso. 


Il jazz rappresenta, insieme al cinema e al rock, uno dei principali fenomeni artistici del XX secolo. Nata nei primi anni del Novecento, questa musica ibrida lo ha attraversato accompagnando ogni aspetto della cultura mondiale con i suoi ritmi e i suoi suoni.
"Il Secolo del jazz" vuole proporre una lettura pluridisciplinare suddivisa in ordine cronologico di questa complessa vicenda, illustrando al pubblico come la colonna sonora del jazz abbia improntato tutte le altre arti, dalla pittura alla fotografia, dal cinema alla letteratura, senza dimenticare, naturalmente, la grafica o il fumetto.
Ecco some Stefano Zenni ha presentato questo evento sul sito de Il Giornale della Musica:
C'è un gran fermento in Italia intorno al jazz e alle arti visive. Il Mart di Rovereto ha presentato quella che sembra l'occasione definitiva per fare il punto sui rapporti tra jazz e arte: "Il secolo del jazz. Arte, cinema, musica e fotografia da Picasso a Basquiat" 
Il curatore Daniel Soutif - noto critico di jazz ed esperto di arti visive, dunque l'uomo giusto per un'impresa di queste dimensioni - ha immaginato un percorso espositivo che, seguendo una linea cronologica, attraversa tutto il Novecento nell'intreccio tra le diverse arti.
Non solo opere ispirate dalla musica, ma in generale tutto ciò che è legato al jazz quale fenomeno artistico chiave del secolo, in un fecondo scambio reciproco, in America come in Europa: pittura, fotografia, cinema, grafica, fumetto... 
La mostra esplora le opere di artisti noti come Pablo Picasso, Piet Mondrian, Otto Dix, Stuart Davis, ma per la prima volta in Italia fa anche luce sulla stagione dell'Harlem Renaissance e arriva fino alle avanguardie degli anni Sessanta con Larry Rivers e alla contemporaneità con il più jazzista dei pittori, Jean-Michel Basquiat. 
Non mancano la grafica di libri, spartiti e copertine di dischi (tra cui un paio di Andy Warhol giovanili per Johnny Griffin e Kenny Burrell), ci sono i grandi fotografi come Lee Friedlander, e c'è spazio anche per l'animazione d'intrattenimento di Fritz Freleng e quella sperimentale di Norman McLaren. 
Insomma, dalla mostra risulta evidente che il jazz e le arti visive sono state protagoniste del Novecento in un dialogo fitto, multiforme, cangiante e dagli esiti di altissima qualità.

Ecco il servizio tratto da Rai Educational:

1 commento:

  1. il progetto, purtroppo, riflette la banalità pseudo-chic del curatore, quel Daniel Soutif, già importato in Italia per co-interessenze fra Hachette e pubblicazioni jazzistiche varie. Spiace per il MART...

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