martedì 18 settembre 2012

Festival Jazz Tradizionale Città di Lanciano

Dopo l’estate musicale italiana ricchissima di eventi, torna a settembre il Festival del Jazz di Lanciano, manifestazione arrivata alla terza edizione e in continua crescita.


Quest’anno il programma è quantomai ricco e variegato, a partire dalla partecipazione del bravissimo trombettista italiano Fabrizio Bosso che per la prima volta si avvicina allo stile tradizionale del festival. 
Oltre a Bosso, sarà protagonista del festival anche l’orchestra swing di Emanuele Urso, che avrà un ruolo nel prossimo film per il cinema di Marco Risi.
Mercoledì 19 settembre Piazza Plebiscito sarà il palcoscenico naturale per gli Italian Hot Five, il quintetto formato dal citato Fabrizio Bosso (tromba), Gianluca Galvani (cornetta), Luca Mannutza (pianoforte), Renato Gattone (contrabbasso) e Gianluca Perasole (batteria). 
Questo quintetto è stato assemblato e creato, si può dire, appositamente per questo evento, ad opera del direttore artistico del Festival Jazz Tradizionale – Città di Lanciano, Renato Gattone, a sua volta contrabbassista jazz nato in Abruzzo, ma romano d’adozione.
A lui si devono molteplici iniziative legate a questo genere musicale che sta raccogliendo sempre più affezionati, come la rassegna dedicata al Manouche del Villa Celimontana Jazz Festival di Roma, tra i festival jazz più interessanti e lunghi di tutta Europa. 
Gattone ha messo quindi insieme musicisti professionisti già saldamente affermati sulla scena nazionale e internazionale del Jazz, realizzando incontri musicalmente interessanti.
Fabrizio Bosso e Gianluca Galvani appartengono a due correnti musicali distanti e diverse tra loro (orientato verso gli stili Be bop il primo, verso gli stili New Orleans l’altro), ma accompagnati da una ritmica solida daranno luogo sicuramente ad un grande spettacolo.
Venerdì 21 settembre, sempre alle 21, toccherà invece a Emanuele Urso, detto anche “Re dello Swing”, con la sua orchestra. 
La larga band (clarinetto, voce, vibrafono, sassofono tenore, chitarra, pianoforte, contrabbasso e batteria) sciorinerà lo swing dell’era delle grandi orchestre bianche in voga negli anni Quaranta negli Stati Uniti, con qualche riferimento al dixieland jazz anni Trenta e al boogie woogie anni Cinquanta.

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