martedì 11 settembre 2012

Estival Nights a Lugano

Non si è ancora spenta l’eco della sua edizione estiva, andata in archivio forte di grandi ed entusiastici riscontri di pubblico e di critica, che per Estival Jazz è già tempo di rimettersi in gioco con il segmento autunnale del suo programma; le Estival Nights che, sull’onda del successo ottenuto lo scorso anno, si svolgeranno da martedì 6 a sabato 10 novembre 2012, con un ricco programma che nulla ha da invidiare alle grandi rassegne musicali all’aperto e in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.


Promosse nell’ambito del cartellone di Estival Eventi – la struttura creata da Estival Jazz, dalla Città di Lugano e dalla Radiotelevisione svizzera (RSI) con il sostegno del media partner Corriere del Ticino – le Estival Nights intendono ricreare, in versione “indoor”, l’atmosfera che permea Estival Jazz durante le sue serate in Piazza Riforma, caratterizzate da concerti di grande livello presentati in un contesto ideale dal profilo della fruizione e, soprattutto, a condizioni estremamente favorevoli.
Elementi che si ritrovano in toto nel programma allestito da Andreas Wyden e Jacky Marti (le due “anime” di Estival Jazz) che quest’anno per la rassegna hanno scelto una nuova e più accogliente “location”: il Teatro Cittadella di Lugano, sicuramente più “intimo” del Palazzo dei Congressi e maggiormente in grado di valorizzare la ricchezza di un cartellone che regala un’interessante prospettiva di quel settore della musica contemporanea al quale da oltre trent’anni Estival Jazz fa riferimento. 
Un programma che si aprirà martedì 6 novembre con un gradito e atteso ritorno sulla scena ticinese, quello di Hiromi Uehara, talentuosa pianista e compositrice giapponese che, secondo la critica, “fa parte di quel ristretto novero di musicisti che non assomiglia a nessun altro”, la cui musica “è catalogata come jazzistica, ma in realtà è lontana da limitazioni di genere” e il cui stile pianistico “passa da Beethoven ad Ahmad Jamal a Frank Zappa”. Un personaggio poliedrico e affascinante nel suo quasi furioso modo di affrontare la scena e che, dopo aver incantato la platea di Piazza Riforma nel 2011, si ripresenta nuovamente alla testa del suo trio delle meraviglie completato da due autentiche leggende quali Anthony Jackson, l’inventore del basso a sei corde, un poeta e innovatore dello strumento conteso da tutti i grandi, senza distinzioni di genere musicale e Simon Philips, batterista che ha condiviso il palco con The Who, Joe Satriani, Jeff Beck, solo per citare alcuni nomi del suo ricchissimo curriculum musicale. 
Dai toni epici anche la proposta di mercoledì 7 novembre, ovvero Miles Smiles, progetto che prende il nome da uno storico disco di Miles Davis del 1966, e realizzato da un pool di musicisti che hanno fatto parte della band di Davis dalla quale hanno tratto linfa per poi imporsi, quali solisti su scala planetaria. Un ensemble stellare di cui fanno parte il chitarrista Larry Coryell, il bassista dei Rolling Stones Darryl Jones, il batterista Omar Hakim, il trombettista e pupillo dello stesso Miles Davis Wallace Roney, il talentuoso hammondista Joey Di Francesco e il sassofonista Rick Margitza, che a Lugano saprà ricreare quel sound d’avanguardia che ha fatto di Miles Davis una delle pietre angolari della musica moderna. 
Giovedì 8 novembre le Estival Nights proseguiranno poi con una delle grandi stelle del jazz-soul contemporaneo: Esperanza Spalding, affascinante contrabbassista e cantante di Portland “dotata di una tecnica straordinaria, di una voce da sirena che naviga fra le acque di tre diverse lingue e di una abilità di composizione che unisce alla perfezione il meglio della vecchia scuola alle nuove tendenze”. 
Vincitrice lo scorso anno del Grammy Award nella categoria Best New Artist (una “prima” per un’artista di area jazz) con la sua musica spazia dal repertorio classico del jazz alle tendenze più attuali del pop americano, come conferma il suo ultimo album Radio Music Society, realizzato assieme a grandi nomi della scena jazz (Joe Lovano, Jack DeJohnette e Billy Heart) e hip-hop (Q-Tip, Algebra Blesset, Lalah Hathaway). Il concerto di Esperanza Spalding – che arriverà a Lugano affiancata da una band di 12 elementi! – viene proposto al pubblico in collaborazione con la Rete Due della RSI nell’ambito del cartellone della rassegna Tra jazz e nuove musiche.
Venerdì 9 novembre sul palcoscenico del Teatro Cittadella arriva una band che non ha bisogno di presentazioni, visto che da quasi trent’anni è l’assoluto emblema, a livello mondiale, della vocalità gospel-soul: i Take 6
10 Grammy Awards (su 21 nomination), 3 dischi d’oro e uno di platino, 10 Gospel Music Awards, innumerevoli riconoscimenti quali Best Jazz Vocal Group assegnati dalle principali riviste e un Soul Train Music Award, sono solo una parte delle attestazioni che ribadiscono il valore del sestetto vocale dell’Alabama che oltre ad aver fatto scuola nell’elaborazione dei nuovi canoni della vocalità “black” è in grado di trasformare ogni sua performance in uno straordinario happening dai toni a tratti quasi mis tici.
La conclusione delle Estival Night 2012, infine, è affidata sabato 10 novembre, ad uno dei più innovativi progetti degli ultimi anni, il Touré-Raichel Collective che mette in dialogo uno dei maggiori esponenti della nuova scena musicale israeliana, il tastierista Idan Raichel, con lo straordinario chitarrista del Mali Vieux Farka Touré?, in una sorta di raffronto tra due grandi culture musicali, quella del bacino orientale del Mediterraneo e quella del principale paese dell’Africa occidentale.
Un progetto nato per caso in una sala d’attesa di un aeroporto tedesco nel 2008 e che si è progressivamente ampliato tanto da trasformarsi in una delle più innovative e attraenti proposte della scena “world”. 
Tutti i concerti delle Estival Nights si iniziano alle 20.45 e saranno registrati e trasmessi dalla Rete Due della RSI.

5 commenti:

  1. In realtà il comunicato è cosi' carico di enfasi che tradisce da solo l'amara realtà: il festival oramai è un evento di scarso interesse, infarcito di pop e di world per pubblico di bocca buona e senza nessuna competenza. Il jazz è praticamente assente, nella edizione estiva confinato al solo trio di Michel Camilo. A Lugano comandano gli sponsor che vogliono sempre più pubblico e se ne impippano della musica. Oppure Wyden e Marti hanno gettato la maschera e dopo due decenni di grande jazz ora finalmente propongono quello che piace a loro: shit ....
    Il programma di novembre è solo apparentemente di livello, in realtà è fusion già masticata o world di imprevedibile efficacia

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  2. Dimentichi i Take 6, una band che non ha bisogno di presentazioni (ma chi c.... sono?)

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    1. E' una battuta o davvero non conosci i Take 6?
      Gruppo afroamericano che canta a cappella parecchio famoso.
      Io li ho persi di vista, ma i primi dischi, specie il primo sono buoni. Poi la presentazione in generale della manifestazione sfiora il ridicolo, stendendo un velo pietoso sulla voce da sirena della Spalding, la cui produzione da leader, almeno per quel che ho potuto sentire è talmente leggera al di là delle classificazioni stilistiche, da sfiorare l'inconsistenza, caratteristica che peraltro oggi pare musicalmente apprezzata a livello di promozione marketing, in quanto evidentemente ha un consistente bacino d'utenza e bisogna prenderne atto.
      Per il resto tutta la discussione sui cartelloni dei maggiori festival mi pare un po'ripetitiva e occorre rasseganrsi al fatto che proporre, per dire, Anthony Braxton sperando di riempire le piazze e far fare profitto agli organizzatori è solo una pia illusione.

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    2. Era una battuta (anche se non troppo). Volevo solo porre l'accento sull'enfasi del comunicato!

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  3. Bravi son bravi, già un po' logori... GMG

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