lunedì 24 settembre 2012

Brad Mehldau - Where Do You Start

E' stato appena pubblicato l'attesissimo nuovo album del fenomenale trio di Brad Mehldau, con Larry Grenadier al basso e Jeff Ballard alla batteria, per l'etichetta Nonesuch, dal titolo Where Do You Start.


L'album, a differenza del precedente Ode pubblicato agli inizi di quest'anno che era composto da tutti pezzi originali di Mehldau, è costituito quasi esclusivamente da cover di pezzi jazz, pop, rock, folk e musica brasiliana, con l'eccezione di un unico originale.
Il risultato è a mio parere assolutamente strepitoso, Mehldau dopo aver dimostrato di essere un artista maturo a livello compositivo, qui conferma e migliora la sua abilità nel far rivivere dei classici di vari generi in modo veramente superbo.
La straordinarietà di Mehldau e del suo trio è indubbiamente quella di riuscire nel non facile compito di dare un andamento coerente all'album, pur attingendo da fonti così variegate. 
In questo modo riescono a convivere pezzi di Jimi Hendrix, Nick Drake ed Elvis Costello, con standard di Sonny Rollins e Clifford Brown o a classici brasiliani di Chico Buarque e Toninho Horta.
Mehldau si avvicina a questi pezzi con umiltà, senza quindi stravolgerne il senso, ma aggiungendo il suo tocco assolutamente personale ed originale, per renderle cose nuove e decisamente proprie, aiutato in questo da una ritmica naturalmente di altissimo livello, nel quale spicca Jeff Ballard, forse il batterista numero uno in circolazione in questo momento.
Tra le cover vorrei segnalare lo strepitoso e trascinante pezzo d'apertura Got Me Wrong di Jerry Cantrell, reso famoso perchè inserito nella colonna sonora del film Clerks, in cui viene messo in mostra il prefetto interplay tra i tre musicisti; la magnifica versione di Hey Joe!, il celebre pezzo interpretato da Jimi Hendrix negli anni '60, che perde la rabbia tipica della musica di quegli anni, per diventare una dolente ballata, nella quale diventa protagonista il basso di Granadier che in qualche modo supplisce alla chitarra di Hendrix, come notevole è anche Time Has Told Me di Nick Drake, che Mehldau reinterpreta cercando di conservare le atmosfere tipiche del celebre cantautore inglese.
Notevolissime sono anche le interpretazioni di due classici standard bop come Brownie Speaks e Airegin nei quali il pianista mostra anche di essere a suo agio nel genere, con evidenti rimandi a Bud Powell e soprattutto a Monk.
Merita anche una citazione la versione della bellissima ballad Where Do You Start? di Johnny Mandel, che chiude l'album in maniera delicata e nostalgica.
"Brad Mehldau non permette mai che la sua impareggiabile tecnica e il suo meticoloso timing interrompano il flusso narrativo di una storia ben raccontata", scrive il Financial Times nella recensione a cinque stelle del nuovo album. "Qui, il pianista e il suo trio scavano in profondità nella tana del pop e del songbook americano, e danno una avventurosa lucentezza al jazz moderno." 
Mehldau è forse l'unico artista moderno che per qualità e carisma è destinato ad ereditare il ruolo di Keith Jarrett nel panorama jazzistico ed il suo trio sembra uno dei pochi in grado di pareggiare la grandezza dello Standard Trio.

3 commenti:

  1. Pienamente d'accordo!! Grande Brad! Occasione anche di ristimare il grandisssimo Nick Drake!
    Confesso che la prima volta che ho ascoltato la traccia 9 "Time Has Told Me" avevo i globi oculari madidi di lacrime.

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  2. Disco eccezionale non si discute . Tuttavia quanto a funzionalita' del gruppo consiglio ascolto dell' ultimo TRIO live di Fred Hersch (con uno strepitoso Mc Pherson alla batteria ) che misurandosi con un materiale simile a quello di Where do you start non e' meno interessante per esiti e originalita'

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  3. Mi sembra che con questo disco la musica di Mehldau sia libera da certe tronfiaggini e pesantezze di alcuni dischi del passato. Devo dire però che le cose più belle in trio in questo periodo le ho sentite da Fred Hersh e Bill Carrothers

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