giovedì 20 settembre 2012

Avezzano Jazz Festival

Istituzionalizzato già dalla seconda edizione e riconfermato proprio come evento di apertura della stagione ufficiale del Teatro dei Marsi 2012/2013 l’Avezzano Jazz Festival arriva al 2012 con un programma raddoppiato e pieno di sorprese: 6 concerti presentati con il format dei “grandi festival”  in tre giorni consecutivi, 5, 6 e 7 ottobre.


E dunque sarà un “weekend in jazz” nel capoluogo marsicano ad accogliere l’abruzzese Simona Molinari la sua band, la divertente marching band P-Funking che aprirà il concerto del maestro Lino Patruno con gli His Blue Four, ed ancora i giovani Five Coast Quintet (vincitori del Premio nazionale delle arti promosso dal Ministero dell’Università e della ricerca) che arrivano ad Avezzano grazie all’intesa tra il MIUR e l’Ass. Concert/azione Eventi promotrice del Festival, ed ancora in chiusura domenica 7 ottobre ci saranno Paolo Damiani e Rita Marcotulli.
Da quest’anno s’inaugura una nuova sezione che da spazio ad iniziative artistiche parallele: Ajf Beyond The Music, che apre all'insegna della didattica con la Masterclass dal titolo “Concertazioni improvvise, l’arte dell’improvvisazione tra il dire e il fare” tenuta dal maestro Paolo Damiani, che darà la possibilità ai partecipanti oltre l’esperienza formativa, di esibirsi in prima serata durante il Festival. 
Inoltre nel foyer si assisterà all’esposizione di opere dello scultore, scenografo e titolare della cattedra di Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Macerata, di origini avezzanesi, Enrico Pulsoni; e le “Visioni di sabbia”  del sand artist Licio Esposito.
Si sofferma a lungo, durante un’intervista, l’organizzatrice del Festival Alessia Di Matteo, sull’importanza dell’arte e della cultura proprio in questo momento storico, che attraversa  la crisi più dura e imprevedibile dall’ultimo dopoguerra.
«L’emergenza di sopravvivere sta determinando un impoverimento ed una depressione culturale, morale e sociale e di conseguenza un grave smarrimento ideale e intellettuale. La creazione di spazi dedicati alla cultura come il nostro Festival vuole rappresentare un contributo e il nostro apporto affinchè tutto ciò finisca a diventi solo un antico ricordo. Conoscere se stessi attraverso la cultura può diventare uno strumento per recuperare consapevolezza e affrontare con coraggio le sfide del nostro tempo. »
Definirlo un Festival di jazz è riduttivo le combinazioni musicali, la progettualità , la sinergia e compresenza delle arti, l’attenzione che da ai giovani talenti musicali e la valorizzazione del territorio, cui si assiste è inusuale e stimolante per il pubblico e per gli artisti.

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