sabato 25 agosto 2012

Narni Black Festival 2012

Il Narni Black Festival, che si svolgerà dal 28 agosto al 1 settembre, a Narni in provincia di Terni, è ormai una manifestazione consolidata che raccoglie interesse e partecipazione, ed è diventato un evento che ha raggiunto una dimensione e un grado di conoscenza che permette di annoverarlo tra i grandi festival nazionali, punto di riferimento per gli artisti internazionali che vi partecipano e per tutti gli amanti della black music.
Sul palco del Narni Black Festival si sono esibiti nel corso degli anni: Ike Turner, purtroppo scomparso, Kool and the Gang, Gloria Gaynor, Blues Brothers, Dionne Warwick, Salomon Burke e tanti altri.


Ad aprire Narni Black Festival, martedi 28 agosto, all'Auditorium S. Domenico di Narni, il concerto di Rita Marcotulli & Luciano Biondini. Jazzista raffinata e sensibile (facendosi apprezzare con prestigiose collaborazioni e protagonista di progetti diversi e interessanti, fra gli ultimi l'omaggio al cinema di Truffaut e quello alla musica dei Pink Floyd) la pianista Rita Marcotulli, pluripremiata con prestigiosi premi come il Nastro d'Argento, il Ciak d'Oro e del David di Donatello per la colonna sonora del film Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo, e recente vincitrice del Top Jazz 2011 come musicista dell'anno si presenta in duo con un musicista elegante come il fisarmonicista umbro Luciano Biondini.
Mercoledi 29 agosto, sempre all'Auditorium S. Domenico di Narni, il trio di Enrico Pieranunzi
Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 Cd a suo nome e collaborato, in concerto o in studio d'incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron. Tre volte premiato come miglior musicista italiano nel "Top Jazz", ha ricevuto nel 1997 anche il Django d'Or come miglior musicista europeo. Ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino. Nell'ultimo decennio ha notevolmente intensificato la sua presenza negli Stati Uniti, suonando a Boston, San Francisco e più volte a New York.
Nel luglio 2009 ha suonato e registrato con Marc Johnson e Paul Motian nello storico "Village Vanguard" di New York. La prestigiosa rivista statunitense "Down Beat" ha incluso il suo cd "Live in Paris", tra i migliori cd del decennio 2000/2010. Da poco pubblicato è 1685 in cui Pieranunzi estende a Bach e Handel quel- l'idea di interpretazione/improvvisazione già presente con notevole successo in "Plays Scarlatti". Ha formato di recente un nuovo trio americano comprendente Scott Colley al contrabbasso e Antonio Sanchez alla batteria coi quali ha recentemente pubblicato per Cam, il cd "Permutation". Nat Hentoff, ha scritto di lui: "Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta". Con Enrico Pierununzi sul palco, Mauro Beggio alla batteria e Luca Bulgarelli al contrabbasso.
Giovedi 30 agosto, Maurizio Giammarco con i 3Cycles. Caratteristica dei concerti dei 3Cycles sono ora gli ampi spazi destinati all'invenzione e alla pianificazione estemporanea:aspetto che che risulta decisivo nell'economia di un gruppo così ristretto dove alla fine è soprattutto il livello di interazione creativa tra i musicisti a far la differenza. Al momento musiche originali e di repertorio si alternano a situazioni più sperimentali in un fluido continuum narrativo, in un palleggio di citazioni e contaminazioni in sintonia con le tendenze più attuali: specialmente da quando John Arnold, batterista di rara sensibilità ed energia utilizza loops ed elettronica (suo recente campo d'indagine) e Dario Deidda si è nuovamente concentrato al basso elettrico, il suo strumento primario, di cui egli è uno dei massimi specialisti europei. L'attuale musica di questo trio è dunque il frutto di una assidua frequentazione umana ed artistica e di un lavoro di gruppo dove ruoli e proposte estemporanee viaggiano su un piano sempre più paritetico.
Venerdi 31 agosto, in piazza dei Priori, un ospite internazionale di grande prestigio, come George Benson. Nel corso degli anni George Benson è diventato una leggenda del jazz-pop, vincitore di numerosi Grammy Award, universalmente riconosciuto come uno dei più "grandi" della musica internazionale, con un modo inconfondibile di suonare la chitarra. Quello di Benson è un "sound" misto di jazz classico e moderno, blues, soul, funk & fusion, con oltre 20 album di inediti e un'infinità di raccolte, di progetti e di collaborazioni prestigiose (Miles Davis, Herbie Hancock, Al Jarreau e Quincy Jones, su tutti). Considerato uno dei più raffinati ed eleganti chitarristi della scena mondiale e dotato di uno straordinario talento vocale, Benson ha spaziato dal jazz ad hits internazionali come Give Me The Night, Turn your love around, On Broadway, This Masquerade. Inizia la carriera a 21 anni come chitarrista jazz, facendosi anche notare come cantante di musica pop e R&B. George Benson è apprezzato dai jazzofili anche come abile utilizzatore dello "scat", una tecnica che permette di creare vocalizzi che imitano gli assoli jazz suonati con la chitarra. Inspirandosi ai due leggendari chitarristi Wes Montgomery e Charlie Christian, iniziò lavorando con l'organista Jack McDuff. Dopo il primo album, The New Boss Guitar, Benson collaborò con vari artisti come Miles Davis (Miles in the Sky), Herbie Hancock e Jimmy Smith. Nel '76 l'album Breezin' e il singolo This Masquerade gli valsero il primo Grammy Award. Nel '79 compose la famosa On Broadway per il film All That Jazz di Bob Fosse. Nell'80, con l'album Give Me the Night, iniziò a collaborare con Quincy Jones, guadagnandosi altri Grammy Awards. Duetta con Aretha Franklin e Chaka Khan e la sua carriera prosegue con un successo dietro l'altro, e album come Colaboration e, nel 90, con Basie's bag. Mentre continua a partecipare ai più importanti festival, incide Irreplaceable e, nel 2006, Givin' It Up con Al Jarreau uno degli album più belli di questi anni. Nel 2009 rende omaggio a Nat King Cole in un tour mondiale e registra Songs and Stories con la produzione di Marcus Miller.
Grande chiusura sabato 1 settembre con un doppio appuntamento: in piazza dei Priori a Narni, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana e quindi nella tenuta Marchesi-Fezia il djset di Angel Linde. Ambasciatore nel mondo della musica napoletana, Arbore, lo showman italiano più conosciuto nel mondo, da vent'anni gira ininterrottamente il mondo con la sua Orchestra; dagli Stati Uniti alla Cina, dal Messico al Canada con innumerevoli concerti acclamatissimi ovunque. Al Black Festival, Arbore presenterà un grande show (dalle canzoni napoletane ai grandi successi televisivi a quelle sonorità che lui chiama le canzoni della memoria) con escursioni verso le musiche del sud del mondo, sperimentando anche contaminazioni rock, blues e country, per riportare all' attenzione del grande pubblico, la melodia classica napoletana come musica di oggi, ancora viva e capace di esprimere le emozioni più intense e travolgenti.
Nelle mani di Arbore e dei suoi 15 talentuosi musicisti (tutti grandi solisti) sono tornate così a risplendere di nuova luce alcune preziose gemme di questo patrimonio con la loro "bellezza" e "contemporaneità".
Angel Linde, nato a Barcellona, trasferitosi ad ibiza in tenera età con la famiglia, entra in contatto con la realtà balearica e ne viene conquistato. Intraprende la carriera da dj inizialmente in alcuni locali di san antonio, ed in seguito a numerosi eventi di successo il suo talento lo fa approdare al Pacha Ibiza dove da 8 anni è resident dj ufficiale. Il suo djset ruota intorno in modo poliedrico alla house music, ricco di contaminazioni tech, vocal e soul. La costante collaborazione con artisti del calibro di Erick Morillo, Dave Morales, Louie Vega, Satoshi Tomie, Pete Tong, Luciano, Roger Sanchez e moltissimi altri amplifica la sua visibilità e lo porta in tour nei migliori Pacha del mondo. Nell'isola si dice sia il dj dalla tecnica migliore.

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