venerdì 3 agosto 2012

Jan Garbarek – Dansere (cofanetto)

Non c'è nessun altro musicista che rappresenta meglio del sassofonista norvegese Jan Garbarek il tipico artista della ECM Records. Oltre ad aver registrato in esclusiva per l'etichetta fin dal suo secondo album Afric Pepperbird del 1970, Garbarek ha anche partecipato a innumerevoli altri progetti ECM, in particolare, fu uno dei protagonisti dell'European Quartet di Keith Jarrett negli anni '70. 
La ECM in questi giorni celebrerà questo artista con un cofanetto di 3 CD che unisce un trio di album fondamentali, registrati agli inizi ed alla metà degli anni '70, intitolato Dansere, come il nome dell'ultimo dei tre.


Gli album che fanno parte del cofanetto sono: Sart (1971), Witchi-Tai-To (1974) e Dansere (1976). La scelta di questo materiale non segue l'ordine temporale del catalogo di Garbarek: infatti l'album Triptykon (1972) fu pubblicato tra Sart e Witchi-Tai-To, mentre l'album di debutto Afric Pepperbird (1970) apparve poco prima di Sart con in gran parte gli stessi musicisti.
L'elemento unificante dei tre album è certamente il pianista svedese Bobo Stenson con il quale Garbarek ha avuto sempre fruttuose collaborazioni.
La sequenza di questi album racconta in larga misura l'evoluzione della stessa ECM, dal free jazz e la fusion dei primi anni '70, a quella miscela di musica da camera e folk che ha dominato la musica dell'etichetta a partire da metà degli anni '70, al quale fu anche dato il nome di "estetica" o "suono" ECM.
Sart fu il terzo album di Garbarek, registrato da un quartetto con il quale aveva già registrato sia Esoteric Circle for Flying Dutchman nel 1969 che Afric Pepperbird per la ECM nel 1970. Per l'occasione Garbarek era accompagnato oltre che da Stenson anche da Terje Rypdal alla chitarra, Arild Andersen al contrabbasso e Jon Christensen alle percussioni.
Witchi-Tai-To e Dansere furono entrambi registrati dal quartetto di Garbarek, con Stenson, Christiansen e Palle Danielsson al contrabbasso. 
L'estetica del gruppo di Sart è molto simile a quella delle inquiete sperimentazioni pan-culturali di Doc Cherry (allora residente in Scandinavia) e delle oblique strategie di Miles Davis della metà degli anni '70, delle registrazioni successive a Bitches Brew.
Questa è una musica spaziosa, variegata, piena di sperimentazione strutturale. Stenson, al piano elettrico ed acustico, che in quel periodo conosceva solo una acustica musica jazz da camera, testimonia il lieve intreccio di flauto, pianoforte elettrico e contrabbasso in Fountain of Tears, part 2.
Witchi-Tai-To (1973), il risultato di una improvvisata apparizione al festival dedicato a Don Cherry, riflette pienamente lo spirito di inclusività di Cherry. Il titolo, tratto dal canto visionario del nativo americano Jim Pepper, suggerisce un crescente interesse nelle musiche popolari, ma la musica qui è molto più robustamente melodica e saldamente radicata nella tradizione jazzistica americana post-Coltrane.
Garbarek (nelle note di copertina) descrive questa come una session di Stenson, e la sua propulsiva joie de vivre è sicuramente una caratteristica di Stenson. Da citare nell'album una rivisitazione di Song for Che di Carlos Puebla, mentre Hasta Siempre, è appassionata allo stesso modo come AIR (All India Radio) di Carla Bley è sensuale.
Mentre sia Sart che Witchi-Tai-To furono registrazioni collettive che presentavano Garbarek solo come leader nominale, pezzi come Svevende e Bris tratti da Dansere (1975), stabilirono il modello per quello che sarebbe diventato il suo tratto caratteristico, una sinuosa musica d'atmosfera, caratterizzata dal suo tagliente e declamatorio sound al sax soprano.
Skrik & Hyl e Lokk (quest'ultima basata su un canto popolare nordico), sono, invece, distillate meditazioni per contrabbasso e sax tenore e quartetto rispettivamente. Essi prefigurano la desolazione emotiva di album successivi come Dis e It’s OK to Listen to the Grey Voice.
La title track, che apparentemente proviene dalle scale Balinesi, è un eccezionale, espansivo quarto d'ora di sinuose evoluzioni in cui lo scorrere del piano di Stenson sembra come acqua fresca che attraversa i rivoli interstiziali delle percussioni.

1 commento:

  1. Amo molto la musica di Jan Garbarek. E dunque... il cofanetto "Dansere"? Grazie mille!

    RispondiElimina