mercoledì 25 luglio 2012

The Girl from Ipanema compie 50 anni

"Alta e abbronzata, giovane e bella ..." Avete sentito parlare di lei. The Girl From Ipanema.
Potreste aver incontrato questo classico della bossa nova, mentre eravate in attesa al telefono, o durante una lunga corsa in ascensore, o in un caffè di Beirut o di Bangkok - ma sicuramente l'avrete sentito. E' stato registrato da tutti, da Frank Sinatra a Amy Winehouse, ed è sopravvissuto a pessimi cantanti da salotto o a incarnazioni di Muzak per diventare, secondo la rivista Performing Songwriter, il secondo brano registrato in tutto il mondo.
Questa quintessenziale bossa nova, ispirata da una giovane donna che passò davanti agli autori in un bar sulla spiaggia, ha introdotto Rio de Janeiro al mondo. Ora, mentre raggiunge i 50 anni, alle sue legioni di fan, con i decenni che ne hanno solo accresciuto il suo fascino, si aggiunge un goccio di nostalgia per questo inno alla gioventù che passa e alla bellezza.


"Amo questa musica, ed ero alla ricerca di questo luogo", ha detto il turista venezuelano Xiomara Castillo, che con suo marito scattava delle foto, all'interno del bar dove gli autori della canzone videro passeggiare la loro musa, nel quartiere omonimo della canzone. "Per me, Rio de Janeiro è questa canzone, è bossa nova, la città ha questo ritmo, questo fascino, questa sensualità."
Infatti, la canzone porta dentro i suoi testi ed i suoi accordi, un'immagine di una città che è leggera e facile, palme e cielo blu, una vita senza preoccupazioni baciata dal sole.
Rio è "nella leggerezza della canzone, nella sua assoluta eleganza, nel modo in cui non si prende sul serio", ha detto Ruy Castro, uno scrittore e giornalista che ha raccontato la città, la sua musica e la sua vita notturna.
Questa ragazza che "oscilla in modo fresco e ondeggia così dolcemente" uscì in pubblico per la prima volta nell'agosto del 1962, in un angusto nightclub di Copacabana.
Sul palco insieme, per la prima e unica volta, c'erano gli architetti della bossa nova: Tom Jobim al piano e Joao Gilberto alla chitarra, con l'aiuto del poeta Vinicius de Moraes, che scrisse i testi di "The Girl". Nell'esecuzione originaria c'era anche il gruppo vocale Os Cariocas.
La bossa nova era ancora giovane, una novità anche per Rio. Il nome significa "nuovo trend" o "moda via", ed è ciò che era: una versione fresca, jazzata della più sacra tradizione del Brasile, la samba.
Il ritmo era lo stesso. Ma mentre la samba era catartica, collettiva, costruita sulla batteria e su voci potenti, la bossa era intima, contemplativa, solo un cantante ed una canzone. La melodia, alla chitarra o al pianoforte, diventò protagonista, le percussioni recedettero, suonate a volte con le spazzole per una consistenza più morbida, che ricorda un surf che si distende sulla sabbia.
Quello show del 1962 al club Au Bon Gourmet, introdusse la bossa nova, ha scritto Castro nel suo libro sul genere. E non si limitò a introdurre "The Girl" scritta da Jobim; altri classici della bossa, come "So Danco Samba" e "Samba da Bencao", furono suonate pubblicamente per la prima volta.
Il piccolo club fece il tutto esaurito ogni sera, quando i proprietari realizzarono che qualcosa di straordinario stava accadendo su quel piccolo palco.
Severino Filho era lì quando tutto accadde. Come membro originale dei Os Cariocas, fu uno dei primi ad ascoltare la canzone.
"Tom e Vinicius l'avevano appena composta; era ancora su un pezzo di carta. Solo successivamente venne copiata su un foglio pulito," ha detto. "In un primo momento, la gente tra il pubblico appena l'ascoltò. Ma poi tornò e cominciò a cantarla tutti insieme. Dopo di quello, la bossa nova esplose."
Quello fu anche l'anno che la maggior parte degli americani sentì la bossa nova. Nel 1962 l'album "Jazz Samba", di Stan Getz e Charlie Byrd, prese il suono del Brasile e lo filtrò attraverso la sensibilità dei musicisti americani, rendendolo appetibile agli ascoltatori del paese. Benchè fosse un album di jazz strumentale, rimase nelle classifiche di Billboard per 70 settimane.
Dopo, tutti ricercarono un po' di Brasile. Grandi del jazz come Miles Davis, Dizzy Gillespie e Ella Fitzgerald fecero delle registrazioni ispirate alla bossa.
Il magazine Performing Songwriter dice che solo "Yesterday" dei Beatles è stata registrata più spesso.
Eppure, non fu così fino al 1964 quando "The Girl" giunse negli Stati Uniti, con i suoi testi in inglese scritti da Norman Gimbel. Le parole erano diverse da quelle originali portoghesi, pur rimanendo fedeli al loro spirito.
Avrebbe potuto essere un vero disastro.
Astrud Gilberto, allora moglie di Joao Gilberto, cantò i testi inglesi nell'album "Getz/Gilberto". Fu il suo primo concerto da professionista. La sua voce era giovane, sospirata, c'era un po' di esitazione, inciampava leggermente nel suo inglese.
Invece, come si è visto, lei fu perfetta: esotica, ma accessibile, sensuale e innocente allo stesso tempo. Come la ragazza della canzone, la voce di Astrud suggeriva una bellezza seducente, ma fuori portata: "Ogni giorno, quando passeggia verso il mare, lei guarda dritto davanti a sè, non a lui."
L'album "Getz/Gilberto" vinse il Grammy nel 1965 come miglior album dell'anno, ed improvvisamente, tutti iniziarono a parlare di "The Girl".
Tranne la ragazza stessa. Perché c'era una ragazza: Heloisa Eneida Menezes Paes Pinto, allora 17enne, conosciuta tra i suoi amici come Helo.
I suoi giorni di adolescente erano stati spesi tra casa, scuola e la spiaggia, una strada che spesso la portò al bar dove De Moraes e Jobim trascorrrevano ore prendendo i loro drinks. I loro occhi seguivano Helo quando passava, incantati dalla sua pelle luminosa e dai lunghi capelli scuri.
Helo non ne aveva idea. Quando sentì quel successo alla radio, le piacque. Lo fischiava a volte. Ma non  sospettò mai di aver ispirato il testo.
Ci furono delle voci provenienti dai ragazzi al bar, ma lei non ci credette. Infine, nel 1965, Moraes offrì la prova definitiva, scrivendo in una rivista che Helo era la bellezza dietro la canzone, "la ragazza d'oro, un mix di fiori e sirena, piena di luce e di grazia, ma la cui vista è anche triste perché porta al suo interno, sulla strada per il mare, il senso della giovinezza che passa, di una bellezza che non appartiene solo a noi. "
Malgrado il clamore che aveva creato, Helo ebbe un'educazione tradizionale, e la canzone cambiò ben poco la situazione. A cause dei suoi severi genitori e del suo fidanzato, poi diventato suo marito, dovette rinunciare agli inviti per fare dei film e degli spettacoli in TV.
"Sono stata lusingata, ovviamente. Ma mi è rimasta una domanda, ho veramente meritano tutto questo?" ha detto. "E' stato un peso, cercare di accontentare tutti, mostrare quelle caratteristiche che la canzone richiedeva."
Il suo fidanzato, con cui stava insieme sin dai tempi del liceo, ha spinto per un matrimonio veloce, ed Helo ha trascorso il decennio successivo come casalinga. Ora, a 68 anni, lei è molto più a suo agio con la notorietà, facendo due show televisivi e pianificando il lancio di un libro in inglese sul suo passato.
"Tornando indietro, non ho mai pensato che sarei diventata vecchia", ha detto. "Ma la gioventù passa. Dobbiamo vivere ogni momento".
(Fonte Associated Press)

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