giovedì 19 luglio 2012

The Bad Plus with Joshua Redman at the Twin Cities Jazz Festival (video)

Questo video riprende integralmente il bel concerto di The Bad Plus con ospite Joshua Redman, registrato lo scorso 30 giugno, al Twin Cities Jazz Festival di Saint Paul in Minnesota.


Ethan Iverson al piano, Reid Anderson al contrabbasso e David King alla batteria sono i componenti di The Bad Plus, da diversi anni uno dei gruppi più originali della scena jazzistica mondiale.  Dopo aver debuttato discograficamente nel 2001 con la spagnola Fresh Sound, i The Bad Plus in seguito al interesse suscitato dalle sue esibizioni in USA e Gran Bretagna hanno ottenuto un contratto con una major, la Columbia Records, pubblicando dei lavori che hanno suscitato vasto entusiasmo nella critica internazionale. La proposta musicale del gruppo si contraddistingue per un approccio molto diretto alla materia sonora, affrontata con energia e sviluppata con grande senso di avventurosa narratività, con improvvisi cambi di tempo o istantanee esplosioni sonore che si tramutano improvvisamente nel loro opposto. Per far questo si avvalgono di un impeccabile aplomb, attraverso un repertorio che abbina loro composizioni originali, caratterizzate da elementi di poliritmia, uso di ostinati e arrangiamenti spettacolari accanto a echi di Thelonius Monk, musica seriale e destrutturazione di successi pop, come la loro particolare versione di “Smells like teen spirit” dei Nirvana.
Definiti “iconoclasti musicali” e “geni e attori in egual misura”, The Bad Plus con la loro musica sono riusciti a raffigurare nella cornice di una delle più classiche formazioni del jazz (il trio piano – contrabbasso – batteria) lo spirito della post modernità.
Con loro in questo concerto, Joshua Redman, protagonista di una carriera di grande successo, nonché sassofonista di grandissima caratura e improvvisatore trascinante, che risulta perfettamente a proprio agio in qualsiasi contesto jazzistico, riuscendo a coniugare rigore e integrità artistica con una brillante e naturale forza comunicativa dagli esiti spettacolari.
Figlio del famoso sassofonista Dewey Redman, Joshua Redman ebbe pochi contatti col padre se non attraverso l’ascolto dei suoi dischi e durante le rare visite che gli faceva accompagnato da Ornette, Keith Jarrett e altri musicisti. Viene introdotto allo studio della musica all’età di soli 5 anni quando la madre lo iscrive al Center for World Music in una classe di musica indonesiana e indiana. Questo particolare genere musicale insieme con le registrazioni di Sonny Rollins, John Coltrane, Dexter Gordon e Dewey Redman furono le sue prime influenze. Si laurea nel 1991 e poi 1991 si trasferisce a New York nel quartiere di Brooklyn dove vive in una casa con altri musicisti. Qui per la prima volta inizia a fare pratica regolarmente suonando ogni giorno in jam sessions e facendo esperienza sulla scena musicale newyorkese. A fine novembre 1991 partecipa e suona al Thelonius Monk international jazz saxophone competition e vince. Nel 1992 viene votato come miglior artista emergente dal Jazz times reader’s poll. Da questo momento in poi inizia la sua carriera di musicista.
Penso che il significato della parola «jazz» è in costante cambiamento: in ogni caso riguarda cuore e anima, ovviamente, e poi c’è una questione pratica che tecnicamente è basata sul ritmo, su qualcosa definibile swing e sul blues. In più di cent’anni, la parola jazz ha inteso un intero vocabolario sviluppatosi in un linguaggio sempre differente. È questa la cosa veramente affascinante della musica jazz”.

Ecco il video del concerto.

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