sabato 7 luglio 2012

Perché Miles Davis è dipinto come uno stronzo?

Sul blog La Fanfara Frenetica, l'autore Massimo Nunzi ha voluto dare una risposta a quest'articolo di Valerio Mattioli (di cui si è discusso anche su questo blog) nel quale si definiva (secondo me in maniera piuttosto semplicistica) Miles Davis "uno stronzo" per via del suo comportamento a livello umano.


Ecco un estratto di questo bel post, che condivido in gran parte:
Da anni ormai mi capita di leggere una marea di scempiaggini su Miles Davis e sul suo carattere che, nel migliore dei casi, era descritto come di "merda".
Anche l'acutissimo Arrigo Polillo, storico fondatore di Musica Jazz, uomo colto, sofisticato e colmo di senso dell'umorismo, in "Stasera Jazz", ne dava un quadretto terrificante....
"Gli occhi, piccoli, lucidi, «puntuti», hanno una fissità innaturale. Sembrano quelli di un ipnotizzatore. Meglio: di un rettile. la voce pare venire dall'oltretomba: ha la consistenza di un soffio. Si dice che l'abbia perduta per aver urlato al telefono contro qualcuno, mentre era ancora convalescente per un'operazione alla gola."
A Polillo siamo tutti grati per l'enorme contributo che ha  dato allo sviluppo del Jazz in Italia dal dopoguerra fino agli anni 80, ma credo che abbia, forse suo malgrado, contribuito a rendere Miles Davis antipatico all'universo mondo del jazz italiano.
Polillo ha scritto migliaia di cose meravigliose su Miles, che stimava immensamente ma non ha saputo comprenderne l'essenza al momento, perché  il salto epocale e trasgessivo di "ruolo", compiuto dal trombettista negli anni 60, fu troppo traumatico.
Nessuno afferma che fosse Padre Pio, ma non vanno neanche dimenticate le sofferenze che Miles, come tutti gli afroamericani, ha patito sin da piccolo.
Come quelle ampiamente documentate su un pestaggio di cui fu vittima perchè dei poliziotti, non avevano creduto al fatto che la bella macchina  su cui si stava fumando una sigaretta, per rilassarsi fra un set e l'altro della sua band, fosse sua...
Questo odio per il "Divino" Miles, emerse in particolar modo quando vi fu la "svolta elettrica" da Silent Way a Bitches Brew ("Brodo di zoccole", titolo di un suo disco rivoluzionario e seminale, che ora non è pronunciabile in radio e in tv ).
Molti appassionati, affezzionati al suono diafano del primo Miles, si sentirono traditi dal passo verso il Rock e lo condannarono senza appello....
Voltare le spalle al pubblico, non salutare, non annunciare i pezzi... Inaccettabile per un pubblico borghese, abituato ai salamelecchi rituali e un pò forzati e ai luoghi comuni dei vecchi jazzman alla "buona", che potevano anche andare tranquillamente a duettare con Billi e Riva al "Musichiere".
Questo atteggiamento che Miles detestava, i sorrisi, le pacche sulle spalle, sono il vero senso profondo della ribellione di Davis che aveva desiderio di essere riconosciuto come artista e non come entertainer.
Keith Jarrett, con i suoi atteggiamenti, in un certo senso prosegue in questa direzione....
(leggi il post integrale sul blog originario)

3 commenti:

  1. Parlo da fan di Miles, essendo per me il jazzista preferito. E da fan di Miles dico che non me ne frega niente della sua eventuale, possibile, probabile stronzaggine. Un po' era un atteggiamento che lo divertiva (basta leggere la sua autobiografia) un po' forse lo era (come quando disse in un intervista che Freddy Hubbard faceva musica di merda, rompendo la convenzione che prevede che un musicista eviti di parlare male di un collega e mettendo Freddy in grave crisi). Detto questo, mi giro ad ascoltare la sua musica e mi dimentico che a Parigi andava a letto con la moglie di Pierre Michelot cha al tempo suonava con lui...
    Quanto alle sofferenze dovute al colore della sua pelle, mi sembra una giustificazione generica, applicabile a tutti da Martin Luther King a Malcom X, Da Billie Holiday ai Black Panthers: ognuno ha reagito in modi diversi...
    Tra l'altro lui faceva parte della piccola borghesia nera, benestante e perbenista, figlio di un dentista di successo. Diciamo che l'inferno l'ha conosciuto solo frequentando Parker ed assorbendo le sue brutte abitudini.

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    1. Freddie....please
      Fiorenzo

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  2. Il problema è quell'insopportabile minestrone tra musica e moralismo di cui in troppi faticano a liberarsi e di cui certa letteratura intorno ai musicisti ha campato. Che un musicista sia simpatico o antipatico all'apparenza o che sia più o meno uno stronzo dovrebbe essere musicalmente pressoché irrilevante, invece non è così. Io conosco musicisti che curano benisisimo la propria immagine verso il pubblico ed invece sono umanamente degli stronzi autentici. Comincio ad avere il sospetto che si faccia la morale ai musicisti quando non si è in grado di valutare la musica nel merito.

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