martedì 3 luglio 2012

La vita e la musica di Frank Morgan

L'incredibile vita e la meravigliosa musica di Frank Morgan ha toccato profondamente il noto scrittore Michael Connelly che, dopo aver utilizzato la sua musica come leitmotiv per il personaggio più famoso della sua serie di romanzi gialli, il detective Harry Bosch, ha deciso di produrre un film documentario, intitolato Sound of Redemption: The Frank Morgan Project, che punta ad illuminare la difficile vita e la grandezza di questo straordinario sassofonista. 


Il documentario, diretto da N.C. Heikin, racconta la storia della sua vita e della sua incredibile rinascita, attraverso interviste con i musicisti e con le persone che gli erano vicine. Queste sono intercalate con le immagini di Frank, e con tracce della sua musica molto emotiva. La storia è tenuta insieme da filmati tratti dalla preparazione e dallo svolgimento di un concerto tributo organizzato per una prigione. 
Gli anni trascorsi nel carcere di San Quentin furono estremamente significativi, perché c'erano tanti grandi musicisti "in residence", tanto che il lungimirante guardiano del periodo, permise loro di formare una big band, conosciuta come la San Quentin All Stars, che solitamente presentava anche Art Pepper ed il pianista Jimmy Bunn. 
La gente veniva da tutta la Bay Area per ascoltarli. Frank era molto orgoglioso di essere in quella banda, e senza dubbio raffinò le sue doti di musicista in compagnia di quei grandi musicisti detenuti per cause connesse agli stupefacenti. 
Cinque anni fa Connelly apparve con Morgan al Berklee College of Music di Boston, in un talk sul rapporto tra parole e musica. "Ho presentato circa 20 libri, e sono stato su un sacco di palchi, ma quella fu la cosa migliore che abbia mai fatto", ha detto Connelly.
La sera seguente Morgan suggerì di organizzare una serie di apparizioni simili in college con programmi jazz in tutto il paese per raggiungere ancora più aspiranti musicisti. Ma subito dopo la sua salute peggiorò precipitosamente. Morì alcuni mesi dopo di cancro al colon, e così Connelly cominciò a pensare su come raccontare la sua storia. 
Una storia che certamente merita di essere raccontata. Nato a Minneapolis nel 1933, la sua famiglia si trasferì a Milwaukee all'età di 6 anni. Suo padre, Stanley Morgan, chitarrista della band The Ink Spots, cominciò ad insegnargli la chitarra quando aveva appena 2 anni. All'età di 7 anni, recatisi a Detroit per un suo concerto, il padre portò suo figlio al Teatro Paradiso, dove c'era uno spettacolo della band di Jay McShann, della quale faceva parte Charlie Parker.
Morgan racconta che la sua vita cambiò nel momento in cui sentì Charlie Parker prendere un assolo durante Hootie's Blues
"Quando Charlie Parker si alzò per prendere il suo solo, cambiò tutta la mia vita".
A 14 anni si trasferì con la famiglia a Los Angeles, dove il padre aprì un club di jazz, il Casablanca dove ben presto Charlie Parker divenne un ospite fisso, come molti altri leggendari beboppisti ed alcune grandi star di Hollywood come Ava Gardner, Gregory Peck e Ginger Rogers che spesso frequentavano il club per ascoltare questa musica rivoluzionaria.
Un giorno il padre di Frank portò il figlio nel backstage per incontrare Parker. Bird divenne suo mentore e suggerì al ragazzo di cominciare a padroneggiare il clarinetto prima di passare al sax contralto. Inizialmente deluso - avrebbe voluto suonare il sassofono - Frank in seguito riconobbe i benefici di sviluppare la tecnica al clarinetto prima di passare al sassofono.
A Los Angeles Frank potè completare gli studi presso la Jefferson High School, una scuola per soli neri, il cui direttore musicale era il leggendario Samuel Browne. Browne aveva contribuito a lanciare le carriere di tanti grandi musicisti jazz afro-americani. L'anno di Morgan alla Jefferson coincise con quello di future stelle come la trombonista Melba Liston e il trombettista Ernie Royal. 
Spinto dal padre, Frank cominciò a sedersi nei club della Central Avenue con Dexter Gordon e Teddy Edwards, con Parker spesso presente per valutare i progressi del suo protetto. "Essere vicino a Bird era sempre un'esperienza. Sono stato stupito del suo livello di intelligenza", ha detto.
Preso per mano dal sassofonista Buddy Collette, Morgan fu affidato a Merle Johnston affinchè gli fossero insegnati i punti più delicati della tecnica, condividendo delle sessioni con Eric Dolphy, un altro avanzato giovane musicista. 
Morgan quindi divenne un appuntamento fisso alla Flennoy's Club Alabam su Central Avenue, che aveva tra gli ospiti stelle come Josephine Baker, Billie Holiday e il comico Redd Foxx, suonando in qualsiasi jam session notturna che riusciva ad ottenere. 
Morgan progredì rapidamente e fu salutato come "The New Bird" impressionando gli ascoltatori di Los Angeles per la sua padronanza del linguaggio bebop. Ma volendo imitare in tutto Parker, Frank abbracciò anche il suo stile di vita autodistruttivo, divenendo dipendente dall'eroina all'età di soli 17 anni, nonostante l'evidente disapprovazione di Parker. "Era molto deluso quando scoprì che stavo usando l'eroina", ha detto Morgan. "Io invece pensavo che sarebbe stato estremamente felice".
Nel 1955, dopo aver suonato e registrato in tutta la zona di Los Angeles, Morgan registrò, all'età di 22 anni, il suo album debutto da leader, Introducing Frank Morgan, che fu acclamato dalla critica.
Quando finalmente sembrava che la sua carriera fosse in rampa di lancio, la dipendenza dall'eroina lo portò lontano dal jazz e lo condussero ad una vita di criminalità, con una conseguente serie di pene detentive che per circa trent'anni lo portarono dentro e fuori dal carcere.
Molti di questi anni furono spesi in posti come San Quentin, dove potette suonare nella band jazz della prigione con il suo collega Art Pepper anch'esso un drogato usuale. 
Dopo circa trent'anni dal precedente, nel 1985, Morgan registrò un nuovo album, Easy Living. L'album rappresentò un nuovo capitolo nella carriera di Morgan; egli riprese a tempo pieno a suonare ed a registrare. Morgan decise di smettere in maniera definita con la droga; avviò un programma di mantenimento con il metadone, aiutato dall'artista Rosalinda Kolb, che sposò nel 1988. 
"Sapevo di non voler più andare in prigione e volevo suonare il bebop", ha detto, ed ha continuato a farlo con "eccezionali qualità artistiche", come descritto dal celebre critico jazz Leonard Feather, attirando un diffuso apprezzamento.
Fino alla sua morte, Morgan pubblicò 16 album. Benchè colpito da un ictus nel 1998, continuò a registrare ed a suonare dal vivo. 
Nel 2007, incontrò la giovane sassofonista Grace Kelly. In assenza di figli propri, vide in lei la sua eredità. La presentò al pubblico durante i suoi concerti, e le donò tutto ciò che poteva della sua saggezza e del suo amore negli ultimi mesi della sua vita.
Era appena tornato da un tour europeo quando durante un controllo in un ospedale di Minneapolis, gli fu diagnosticato un cancro al colon inoperabile. 
Frank Morgan morì il 14 dicembre 2007, all'età di 73 anni.

1 commento:

  1. Frank Morgan, musica dolcissima che riscalda il cuore!

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