giovedì 26 luglio 2012

La coppia Fresu-Sosa questa sera a Fano Jazz by the Sea

Questa sera la XX edizione di Fano Jazz by The Sea ospita alla Corte Malatestiana la coppia artistica del momento, Paolo Fresu e Omar Sosa: nella speciale occasione il trombettista sardo e il pianista cubano proporranno i brani del loro recente album Alma
Prima di salire in palcoscenico, lo stesso Fresu presenterà alla Libreria Zazie (ore 19) In Sardegna: un viaggio musicale, diario dei 50 concerti tenuti lo scorso anno nella sua isola natale. 


Un incontro fra sensibilità musicali solo apparentemente differenti tra loro ma in realtà complementari, un ponte fra profumi mediterranei e caraibici, fra jazz e world music: la collaborazione fra Paolo Fresu e Omar Sosa si è consolidata negli anni sino ad arrivare alla recente realizzazione di Alma, album in cui si coglie una perfetta intesa, maturata in diversi concerti (anche in trio con l’aggiunta del percussionista indiano Trilok Gurtu). I due musicisti si sono esclusivamente cimentati con brani originali, ad eccezione della bella rilettura della canzone di Paul Simon “Under African Skies”, tratta dal celebre Graceland (in quattro tracce del CD si ascolta anche il violoncello del brasiliano Jaques Morelenbaum, assiduo partner di Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso e Gilberto Gil). 
La loro è musica intrisa di quella libertà di spirito e di azione che contrassegna entrambi: Fresu non manca infatti mai occasione di combinare il sound vellutato del suo strumento, dove echi di Miles Davis e Chet Baker si sposano con un fraseggio personale, con “altri suoni” di varia provenienza, dal folklore alla musica classica. 
Le radici di Omar Sosa stanno invece nel ricco patrimonio ritmico di una delle isole più musicali al mondo: da lì il musicista di Camanguey è partito per compiere un viaggio che strada facendo ha assorbito il jazz, l’Africa, l’elettronica e altro ancora. 
“Energia”, “poesia” e “spiritualità” sembrano i termini grammaticali più adatti per identificare a prima vista il lavoro di questa avventura musicale di Paolo Fresu e Omar Sosa.
In un tempo in cui tangenzialità, trasversalismo, crossing e altri vocabili simili sembrano farla da padrone nel mondo che predilige identificare la musica con un’etichetta, ciò che effettivamente viene posto prepotentemente all’attenzione di questo lavoro discografico è l’ideale quanto improbabile fil rouge che riesce a collegare Cuba e Mediterraneo.
Fresu e Sosa “danzano”.
Danzano in modo sicuramente latino attorno al vincente mix di jazz, musica cubana, Africa e world music che sono riusciti a creare.
E se Fresu è ormai quell’importante icona della musica contemporanea che tutti riconoscono è sorprendente un Sosa sempre più stimolante e con orizzonti talmente allargati da riuscire – in alcuni momenti – a far tornare alla mente filosofie di pensiero compositivo care ad un vero maestro del suono quale Joe Zawinul.
Gli stilemi declinati nelle undici tracce equamente divise nelle firme dei due protagonisti di questo bellissimo Alma sono molteplici.
Un disco ricco di chiaroscuri importanti ma dove i colori spirituali restano in evidente intelligente equilibrio con la tecnica e questo è reso specialmente evidente dalla eccellente cover di quella sorta di piccola masterpiece che risponde al nome di Under African Skies scritta da Paul Simon e omaggiata dal duo con una delicatezza e leggerezza davvero rara. E se – ad impreziosire alcuni tratti dell’opera – viene poi chiamato un vero maestro dell’arte sonora quale Jaques Morelenbaum, allora il cerchio è presto fatto. Un altro piccolo tassello di bellezza che va ad impreziosire la piccola ma sempre più importante Tuk Music, ancora una volta attenta anche ai dettagli grafici, come la bella copertina tratta dall’opera di Alessandro Adelio Rossi.

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