venerdì 20 luglio 2012

Jerry Gonzalez & the Fort Apache Band

Il latin jazz al suo meglio mette in scena una specie di diplomazia, un dialogo tra due parti distinte ma correlate. Il trombettista e conguero Jerry Gonzalez è stato a lungo un emissario nel settore, altrettanto fluente in hard bop e nella musica della diaspora afro-caraibica, ed ha cercato di conciliare le due cose.
Il primo impegno di alto profilo professionale di Jerry Gonzalez arrivò all'età di 19 anni, nel 1971, con Dizzy Gillespie. Da allora ha lavorato con maestri provenienti sia dalla musica jazz che da quella latina come: Kenny Dorham, Tony Williams, McCoy Tyner, Jaco Pastorius, Tito Puente, Eddie Palmieri e Manny Oquendo Y Libre.
Negli ultimi anni ha lavorato a lungo con i musicisti di flamenco, come risultato della sua quasi decennale residenza a Madrid. Ma il gruppo con cui sta lasciando un segno significativo nella storia della musica è la Fort Apache Band, che ha formato nel Bronx con il fratello, il bassista Andy Gonzalez, più di 30 anni fa.


Fort Apache Band è uno dei più duraturi gruppi jazz in circolazione nel mondo. Con la loro fusione unica di musica jazz e latina, hanno raggiunto una maggiore profondità, hanno più intelligenza di strada e semplicemente cercano di suonare meglio di chiunque altro.
Jerry Gonzalez e Fort Apache Band si dedica a suonare l'Afro-Caribbean Jazz senza compromessi. La raffinatezza del suono dei Fort Apache è evidenziata dalla capacità del gruppo di aggiungere la tipica flessibilità jazz ad una sezione ritmica latina.
Ha scritto musicologo Renè Lopez. "Questo è l'unico gruppo che suona come un gruppo jazz, ma al stesso tempo, non smette mai di suonare latino"
Il successo e la rilevanza storica della band può essere in gran parte attribuito al suo costante line-up. Forse nel campo della musica Jazz solo l'Art Ensemble of Chicago può superare questa longevità.
La visione della Fort Apache Band si è organicamente evoluta dal background dei suoi membri fondatori. Nato dal patrimonio portoricano di New York City, Jerry Gonzalez, Andy Gonzalez e Steve Berrios crebbero con le orecchie ed i cuori aperti al jazz e musica latina. "Ogni volta che ascoltavo il jazz - Trane, Miles, Monk - sentivo i ritmi cubani contenuti in esso"  ha detto Jerry Gonzalez a Down Beat nel 1990.
La Fort Apache Band fu costituita agli inizi degli anni '80, e originariamente comprendeva artisti come Kenny Kirkland, Sonny Fortune, Nicky Marrero, Papo Vazquez, il compianto Jorge Dalto, e Milton Cardona. I primi due album furono registrati dal vivo in festival jazz europei, The River is Deep del 1982 a Berlino e Obatala del 1988 a Zurigo.
Nel 1989, Fort Apache registrò l'innovativo e straordinario Rumba Para Monk con un quintetto che comprendeva Jerry Gonzalez (tromba, flicorno, congas), Andy Gonzalez (basso), Steve Berrios (batteria), Larry Willis (pianoforte), Carter Jefferson (sax tenore).
Rumba Para Monk è una brillantissima rivisitazione dei capolavori di Thelonious Monk, arrangiati da Jerry Gonzalez con tutta la band, che mise a fuoco il concetto musicale della Fort Apache. L'album fu nominato album dell'anno dal French Academe du Jazz, e  fu votato come The Word Best Group dell'anno nel Readers Poll di Downbeat. Questa registrazione viene citata come l'artefice principale nella rinascita dell'Afro-Caribbean Jazz negli ultimi dieci anni.
Il gruppo divenne un sestetto con l'aggiunta di Joe Ford (sax contralto e soprano) per l'album del 1991 Earthdance (Sunnyside) e per quello del 1992 Moliendo Cafe (Sunnyside). Dopo la morte di Carter Jefferson, John Stubblefield prese il suo posto al sax tenore per registrare l'album Crossroads (Milestone) che ottenne una nomination ai Grammy. Anche l'album Pensativo del 1995 (Milestone) ricevette una nomination ai Grammy. Grazie a queste registrazioni il gruppo fu nominato Beyond Group of the Year nei reader's and critic's polls della rivista Downbeat nel 1995 e 1996.
La successiva registrazione, Firedance (Milestone), fu registrata nel febbraio 1996 al Blues Alley di Washington DC e fu la prima registrazione dal vivo del gruppo come sestetto. A seguito di questa infuocata registrazione, l'ensemble ottenne il premio come Miglior Gruppo Jazz nel Playboy Magazine Readers Poll del 1997. Nel 1998 l'ensemble vinse il New York Jazz Awards nella categoria Latin Jazz vincendo sia l'Industry che il Journalist Polls. Nel 1999 il gruppo rivinse i sondaggi del rivista Downbeat.
Nel 2001 Jerry Gonzalez e The Fort Apache Band ebbero un ruolo importante nel film di Fernando Trueba sul jazz latino "Calle 54" (Miramax). Questo film ottenne un grande successo di critica in tutto il mondo e venne seguito da una serie di concerti di promozione del film compreso un ingaggio al Beacon Theatre di New York City. La colonna sonora del film fu pubblicata dalla Blue Note Records.
Nel 2005 la formazione registrò un bel tributo a Art Blakey e i Jazz Messengers nell'album Rumba Buhaina. Quest'album rappresentò il ritorno alla formazione quintetto, visto che in quello stesso anno morì John Stubblefield.
La band però è ancora viva e funzionante. Solo qualche mese fa un ingaggio di alcuni giorni al Blue Note di New York, riscosse un enorme successo di critica e pubblico. 
Nella suo formato attuale, la band è costituita da tre musicisti di Puerto Rico e da tre neri americani. Gli americani sono il pianista Larry Willis, l'alto sassofonista Joe Ford (che hanno fatto parte della band per decenni) e il grande batterista Jeff "Tain" Watts, noto per le sue collaborazioni con i fratelli Marsalis, Wynton e Branford, che conobbe Jerry Gonzalez dal 1980, quando Jerry gli insegnò a suonare alcuni ritmi tipicamente latini.
La componente portoricana è costituita, oltre che dai fratelli Gonzales, anche dal sassofonista Miguel Zenon, una new-entry del gruppo ma che secondo Gonzales "suona con noi naturalmente, comè se fosse stato con noi da tanto tempo".
Fort Apache realizza così la duratura visione del Afro-Carribean Jazz, che i membri della band hanno perseguito per la maggior parte della loro carriera - come racconta lo stesso Jerry Gonzalez : "Non voglio compromessi per il ritmo, e non voglio compromessi nel suonare jazz. I ragazzi che suonano nella mia band devono sapere come suonare sia il blues che le claves".
Con questi ideali, e con l'integrazione del miglior bebop con la musica afro-caraibica, Fort Apache Band è diventata una delle ensemble più apprezzate ed emozionanti della musica moderna.
Come il San Francisco Examiner proclama "la musica dei Fort Apache è grande ascolto, grande jazz e grande divertimento. Non se ne fa più musica come questa"

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