giovedì 26 luglio 2012

Grey Cat Festival in Maremma

E’ ancora graffiante il gatto grigio maremmano. Ha le unghie affilate, i denti bene in mostra, ma può fare anche le fusa se ben accordato. Le notti di note sono gioco forza intonate grazie al direttore artistico Stefano “Cocco” Cantini che, attorno alla sua persona ed al suo festival, il “Grey Cat” alla trentaduesima edizione, ha raccolto i migliori jazzisti italiani, i suoi amici, i migliori anni della nostra vita.


Molti i comuni dell’area grossetana coinvolti nei quindici concerti agostani, dal 2 al 24: Follonica, lo stesso Grosseto, Scarlino, Massa Marittima, Roccastrada, Monterotondo marittimo, Gavorrano, Orbetello, Castiglione della Pescaia, Castelnuovo Val di Cecina.
Pensate ai più grandi musicisti contemporanei, ai jazzisti che avreste sempre voluto sentire, vedere. Ecco il Grey Cat è la summa, il concentrato delle presenze che in questi ultimi decenni hanno lasciato traccia, segni e marchio: Paolo Fresu, Stefano Bollani, Danilo Rea, Barbara Casini, Enrico Rava, Antonello Salis, Fabrizio Bosso, i Gatti Mezzi, e la star internazionale Noa.
Il gatto si lecca il pelo, si liscia la coda, si struscia ai muri, contento e sornione. Il Grey Cat rientra nel contenitore de “La Maremmadei Festival”.
Apre il festival Paolo Fresu che ha da poco festeggiato i suoi cinquant’anni con una serie di cd allegati ad un quotidiano nazionale. Stefano Bollani stavolta duetta con il chitarrista Hamilton de Hollanda, su uno sfondo di musica carioca. 
Un jazz impegnato, che attraversa figure gigantesche ed universali del pensiero pacifista, da Gandhi a Madre Teresa di Calcutta, da Martin Luther King a Nelson Mandela, è quello di Daniele Malvisi con la partecipazione e l’incontro con Danilo Rea.
La cantante israeliana Noa, nota per il suo impegno a favore della causa palestinese, canta stavolta un altro sud del mondo, più vicino a noi, Napoli con il progetto “Noapolis” a metà strada tra il proprio nome e quello latino della città del Vesuvio. Fantomatik Orchestra, Gatti Mezzi e Matti delle Giuncaie sono sinonimi di elettricità, effervescenza, entusiasmo, caos e sorrisi.
Altra importante presenza internazionale è quella della cantante brasiliana Tania Maria, maestra nel fondere i suoni del jazz a quelli della musica latina. 
Ed ancora Fabrizio Bosso sarà qui con il progetto “Spiritual” con tanto di organo hammond, ed il giovane chitarrista svizzero Sandro Schneebeli.
Il direttore Cantini ritorna insieme all’attrice Daniela Morozzi, con la quale ha già collaborato nella piece “Articolo femminile”, nel nuovo “Living Coltrane” con la super guest star Enrico Rava.
L’eclettico fisarmonicista Antonello Salis e Barbara Casini chiudono la rassegna che è un inno alla musica, all’arte, alla gioia, all’improvvisazione, all’estro del momento, all’intuito, alla combinazione, alle idee, alla contaminazione. 
Il gatto grigio sonnecchia prima di andare in scena.

1 commento:

  1. Sempre gli stessi musicisti..... vogliamo vedere qualcosa di Nuovo!
    non se ne può più dei Bosso, Bollani, Fresu e Rea

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