lunedì 9 luglio 2012

Greg Lewis - Organ Monk: Uwo In the Black

La seconda uscita da Greg Lewis, Organ Monk: Uwo In the Black, segue il successo del precedente Organ Monk, dell'acclamato tastierista newyorkese. Volume Two rappresenta il seguito di una trilogia di dischi (Uwo indica il numero due in dialetto Nubian del Nord Africa), che mira ad esplorare la musica di Thelonious Monk. 


Lewis amplia il suo concetto originale aggiungendo il sassofono tenore di Reginald Woods al poderoso mix fornito dal suo organo Hammond C3, dalla chitarra del suo regolare compagno di gruppo Ron Jackson e la batteria di Nasheet Waits, in un programma di dieci pezzi di Monk e quattro sue composizioni originali.
Pianista dotato di una ottima formazione, avendo studiato con artisti del calibro del ex pianista di Mingus Jaki Byard e Gil Coggins, sideman di Miles Davis, (il primo gli ha dato il soprannome di "Thelonious Hunk" per la sua conoscenza enciclopedica del songbook dell'iconico compositore, il secondo responsabile del primo concerto professionale del giovane tastierista all'organo), Lewis è però un autodidatta all'Hammond, avendo studiato il suo espansivo potenziale con devozione monocale. 
Ispirato inizialmente dai modernisti Larry Young e Jimmy Smith, le sue influenze includono anche Sly Stone e Roger Smith dei Tower of Power, così come i suoni pionieristici di Fats Waller e gli organisti di chiesa che ascoltava da ragazzo nel quartiere di Queens, nei gospel di cui era intrisa la comunità afroamericana, fondendo questa miriade di modelli in uno stile distintamente diversificato adatto a interpretare le composizioni di Monk.
Uwo In The Black si apre con lo lo swingante arrangiamento di Little Rootie Tootie, che Monk dedicò al figlio, il futuro batterista Toot aka TS Monk. Utilizzando l'intera forza del quartetto, l'organista toglie tutte le pause per iniziare una unica versione di questo classico pezzo con una poderosa lunga introduzione all'organo solista.
Le notevoli capacità compositive di Lewis si rivelano di grande effetto sul suo In The Black, aka My Nephew. Presentando ancora una volta l'intera gamma dinamica del quartetto, questa nenia, ricorda vagamente il commovente memoriale di Mingus, Goodbye Porkpie Hat, evolvendo "gradualmente da un silenzio a un ruggito" nelle parole di commento dello stimato commentatore Howard Mandel. L'esperienza del compositore come organista alla Brooklyn's Calvary A.M.E. Church può essere ascoltata  in questo pezzo assolutamente commovente, che esprime variamente dolore, gioia, angoscia e finalmente la pace, con il muscoloso tenore di Wood che condivide i riflettori con l'organo di Lewis.
Tornando al repertorio di Monk, Lewis fa rivivere due pezzi raramente ascoltati come Humph e Skippy, entrambi registrati una volta sola dal compositore (il primo nel 1947 nel suo album di debutto con la Blue Note, il secondo nel 1952 per la Prestige) e raramente sentiti da allora.
Ugly Beauty, unico valzer di Monk, il commento del compositore sulla disparità tra il fascino interiore ed esteriore di una particolare donna, si apre con l'organo di Lewis in un contesto quasi teatrale, che ricorda il contesto espressivo della colonna sonora di una soap opera.
L'influenza di Monk sul compositore Lewis può essere chiaramente sentita in Zion's Walk, il pezzo più recente dell'album, scritto dall'organista per il figlio più giovane. Il duetto con Waits testimonia il rapporto tra i due che dura da oltre due decenni.
Jackson si unisce al duo su un altro originale di Lewis, GCP, che prende il nome dalla Grand Central Parkway del Queens di New York. Una melodia memorabile, che costringerà anche l'ascoltatore casuale a canticchiare le sue linee accattivanti.
Woods sostituisce Jackson su Stuffy Turkey, uno dei pezzi più espressivi di Monk. Tenore e organo affrontano insieme la melodia raddoppiando e alternando fraseggi in un tempo rilassato che permette all'ascoltatore di assaporare ciascuno dei loro suoni.
Thelonious è un altro pezzo in duo tra Lewis e Waits, una facile escursione che vede il batterista alternativamente ancorare e lanciare le improvvisazioni creative del suo partner con una varietà di accenti di tamburi e piatti.
Il duo continua insieme su Why Not, l'ultimo originale di Lewis, che parte con una drammatica introduzione dell'organo solista. La formazione organista-batterista conclude la sua fatica in tandem con Crepuscule With Nellie, la dedica più commovente di Monk alla sua devota moglie.
Due pezzi in trio completano l'album. Wood si riunisce a Lewis e Waits su Teo, il pezzo di Monk scritto per la Columbia Records del produttore Teo Macero, meglio conosciuto per il suo lavoro con Miles Davis. Quindi Jackson sostituisce Wood sul conclusivo 52nd Street Theme (scritto da Monk, ma mai inciso da lui) che termina il disco, presente in migliaia di set live da quando fu sentita per la prima volta nei primi giorni del bebop.
Molta della musica di Thelonious Monk è rimasta inesplorata durante la vita del pianista. Dopo la sua morte molti memoriali sono stati registrati, alcuni innovativi, altri generici rigurgiti, ma quasi nessuno da organisti. Greg Lewis ha avuto per lungo tempo una ossessiva devozione alla musica del pianista, da quando l'ha sentita per la prima volta da giovane. Ha esibito una dedizione simile all'organo Hammond fin da quando ha potuto sperimentare i suoi tasti e pedali molti anni fa.
I risultati del suo impegno costante si sentono in questo approccio straordinariamente originale alla musica ed allo strumento su questo album, Organ Monk: Uwo In The Black.
(Fonte JazzCorner)

Nessun commento:

Posta un commento