lunedì 9 luglio 2012

Gli imperdibili: Gerry Mulligan Meets Ben Webster

Sebbene questa non sia l'unica registrazione che vede insieme Gerry Mulligan e Ben Webster, è probabilmente la migliore o quantomeno quella che meglio permette di apprezzare la maestria di questi due musicisti. Il loro primo incontro di cui rimane testimonianza registrata, seppur ancora inedita, risale al 1957 in occasione di un concerto all'Hollywood Bowl, con un'ampia formazione in stile Jazz at the Philharmonic; subito dopo sono seguite le registrazioni per il celebre show televisivo The Sound of Jazz, e altri album in cui i due musicisti erano affiancati da altri fiati. 
Gerry Mulligan meets Ben Webster rappresenta l'apice della loro collaborazione e dopo questa registrazione i due si sarebbe rincontrati solo per un concerto dal vivo alla Renaissance Room di Los Angeles.


Successivamente la Verve ha pubblicato The Complete Gerry Mulligan Meets Ben Webster Sessions, che presentava i pezzi originali più diverse alternate takes. 
Ecco una recensione di Mauro Ronconi pubblicata sul sito Musica dal Pianeta Terra:
L’incontro tra due grandi sassofonisti. Per molti Mulligan è l’incarnazione del jazz bianco e il più grande baritono di tutti tempi, qui affiancato da Ben Webster , il “gentle side“ del sax tenore che ebbe l’unica sfortuna di agire contemporaneamente a due giganti dello strumento, lo strapotente Coleman Hawkins e il levigato Lester Young, Mulligan incide queste leggendarie sessions , pietra miliare dello swing e del bop. 
Il “ rosso“ pur appartenendo ad una generazione più giovane di Webster, dimostra di sapere essere un generoso interprete della tradizione. Il suo sound, oltre alle delicatezze delle ballad sa usare un sound “ dirty “, incalzante che proviene direttamente dalla tradizione di Kansas City. 
Tracce che si sviluppano in piena armonia, tra contrappunto e incursioni solistiche particolarmente affascinanti su tematiche famose come “ In A Mellow Tone “ di Ellington, “ What Is This Thing Called Love ? “ di Cole Porter, “Chelsea Bridge“ di Billy Staryhorn e originals di Mulligan e Webster. 
Brani seducenti, piacevoli , morbidi, ma mai banali che vedevano all’opera musicisti discreti e decisivi per il risultato finale come il pianista Jimmy Rowles, il batterista Mel Lewis e Leroy Vinnegar al basso. 
Mulligan non era favorevole alla pubblicazione del materiale omesso dall’album originale, ma è invece interessante scoprire con questo storico documento sonoro che assembla i nastri completi delle session più dodici “ alternative takes “ inedite di come le composizioni si siano evolute in studio e l’affiatamento tra i due sassofonisti. 
Due anime del jazz in piena comunicazione.

Ecco in streaming l'intero album originale più alcune alternate takes:

Gerry Mulligan Meets Ben Webster by bruce spring on Grooveshark

1 commento:

  1. grande incontro tra due musicisti che sanno prendersela coi tempi giusti. ottima atmosfera che non scade mai nella leziosaggine o nella routine.
    penso che la presenza di jimmy Rowles invece del troppo presente (nelle incisioni Verve come sideman) Oscar Peterson abbia contribuito ad una cifra stilista più intimista.
    i due hanno anche inciso un bellissimo live di Jimmy Witherspoon.

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