martedì 17 luglio 2012

Ambrose Akinmusire, è nata una stella

Sul sito de Il Manifesto è stata pubblicata la recensione del concerto che il trombettista Ambrose Akinmusire ha tenuto lo scorso 13 luglio al Teatro Morlacchi di Perugia per Umbria Jazz 2012.


Ambrose Akinmusire quintet, teatro Morlacchi: l'inizio del concerto è bruciante, sola tromba che dopo aver pianto e gioito scatena un rabbioso unisono con il sax tenore mentre la ritmica scandisce un tempo serrato (Marie Christie ). La fine sarà cameristica, quasi senza tempo, giocata sui timbri e sul mood dall'ottone e dal piano (Asiam). 
Quando il jazzista afroamericano Ambrose Akinmusire è nato (1 maggio 1982, ad Oakland) Sonny Rollins aveva alle spalle trentacinque anni di brillante carriera con Art Blakey, Bud Powell, Tadd Dameron, Miles Davis, Fats Navarro, Max Roach, Thelonious Monk. 
Nella stessa serata a Umbria Jazz mentre Rollins all'arena S.Giuliana si mostrava nel suo lucido crepuscolo, il trombettista e il suo multiculturale quintetto al Morlacchi hanno indicato una possibile via per il jazz d'oggi. 
Con Walter Smith III (sax tenore), Sam Harris (piano), Harish Raghavan (contrabbasso) e Justin Brown (batteria), Akinmusire è in un tour europeo: Perugia, Varsavia, Bruxelles, Molde, Parigi, Vitoria. 
La sua biografia è quella di un musicista precoce che, iscrittosi alla Berkeley High School, si fa strada poco più che adolescente e suona con maestri navigati, Billy Higgins e Joe Henderson, e con i più giovani ma affermati Steve Coleman e Joshua Redman. Coleman lo assume e Akinmusire lascia Oakland per New York dove frequenta, diplomandosi, la Manhattan School of Music. Davvero un primo della classe che si forma imparando da Terence Blanchard, Herbie Hancock e Wayne Shorter non attraverso ingaggi e sedute di registrazione - come accadeva alla generazione di Rollins - ma in titolati istituti, l'University of Southern California e il Thelonious Monk Institute of Jazz, vincendo un paio di prestigiose Competition. 
Insomma, sulla carta il trombettista e compositore trentenne sembrerebbe una sorta di nuovo neoconservatore Wynton Marsalis ma la realtà è diversa. 
Tecnica ineccepibile, alla Freddie Hubbard, suono che serpeggia tra i registri e sa essere tagliente come vellutato, Akinmusire cerca la sua identità attraverso la composizione, l'improvvisazione e la dialettica con un gruppo di coetanei. 
La musica, erede dei Davis e dei Clifford Brown, si struttura e destruttura con tensione espressionista, allude a tematiche sociali (The Fire Next Time), è inquieta, collettiva, debordante, tensiva come il percussionismo del batterista Justin Brown. 
Dopo il disco d'esordio ( Prelude: to Cora, 2007) e un primo album per la Bue Note (When the Heart Emerges Glistening, 2011) ne è in arrivo un secondo per agosto prossimo. 
Varrà la pena di ascoltarlo.

2 commenti:

  1. Nuovo album questo agosto? Sarebbe bellissimo, però non ne trovo notizia da nessuna parte... :(

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  2. Si, ho cercato anch'io, ma non l'ho trovato da nessuna parte. Bisognerebbe chiedere a quelli del Manifesto...

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