mercoledì 6 giugno 2012

Sensazionale edizione di Fano Jazz By The Sea 2012 con Mehldau

Fano Jazz by The Sea, da tempo riconosciuto come uno dei principali appuntamenti jazzistici estivi nazionali, taglia quest’anno il considerevole traguardo della XX edizione: una ricorrenza che, nonostante le difficoltà finanziarie del momento, verrà celebrata con un programma di elevata qualità artistica. 


L’edizione 2012 di Fano Jazz By The Sea è organizzata da “Fano Jazz Network”, con la direzione artistica di Adriano Pedini, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano, con la partecipazione dell’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Marche e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Valorizzazione dei Beni Storici e Artistici della Provincia di Pesaro e Urbino e il Porto di Fano – Marina dei Cesari. Sponsor della manifestazione: Fondazione Carifano, Banca Marche, Computer Office. Media partner: Radio Fano. 
L’ormai tradizionale anteprima di Fano Jazz By The Sea si svolgerà per la prima volta fuori regione, in Umbria: ospite della speciale serata, in programma al Teatro Romano di Gubbio sabato 14 luglio, sarà la cantante israeliana Noa, che proporrà il suo fortunato progetto Noapolis, sentito omaggio alla canzone napoletana che vede coinvolti il chitarrista Gil Dor e il Solis String Quartet. Il concerto di Noa è organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Gubbio e la Cooperativa M.M. Mondo Musica. 
Dopo l’inedita trasferta, Fano Jazz By The Sea 2012 si articolerà in sei serate ospitate dal 22 al 27 luglio nella rinascimentale Corte Malatestiana (nella centralissima Piazza XX Settembre), accompagnate dalle Surprise! jam session al Jazz Village allestito al “Pala J” del Porto di Fano - Marina dei Cesari e dal concerto conclusivo, altro appuntamento diventato consueto, nella suggestiva cornice naturale della Golena del Furlo, previsto per il 29 luglio. 
Il festival sarà inaugurato domenica 22 luglio da uno dei nomi di spicco dell’attuale panorama jazzistico internazionale: Brad Mehldau
Il pianista originario della Florida, per la prima volta ospite di Fano Jazz By The Sea, sarà coadiuvato dai suoi due abituali partner, il bassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard, che insieme al leader costituiscono uno dei più significativi esempi attuali di piano jazz trio.
Dalle raffinate invenzioni di Mehldau si passerà la sera seguente allo scoppiettante mix di Swing, rhythm’n blues, Jive e canzoni degli anni Quaranta e Cinquanta (anche italiane) di cui è artefice Ray Gelato, già protagonista del festival fanese alla sua prima edizione e poi nel 2007. E anche questa volta il sassofonista e vocalist inglese e la sua spettacolare orchestra sapranno sicuramente come coinvolgere e divertire il pubblico. 
Altri graditi ritorni si preannunciano quelli di Mike Stern (martedì 24) e di Dee Dee Bridgewater (mercoledì 25). Il chitarrista, strumentista amatissimo dai cultori della fusion e della sei corde, si presenterà con la sua band, forte tra l’altro del batterista Dave Weckl, per proporre i brani del nuovissimo album All Over The Place
Grazie alla preziosa collaborazione e al contributo della Cassa di Risparmio di Fano, il festival sarà arricchito dalla presenza di Dee Dee Bridgewater che renderà omaggio a Billie Holiday: un atto d’amore da parte della più carismatica voce contemporanea nei confronti dell’icona per antonomasia del canto jazz. 
Protagonista del concerto di giovedì 26 sarà quindi l’illustre coppia formata dal trombettista Paolo Fresu e dal pianista cubano Omar Sosa, nel cui recente album Alma si colgono un palpabile senso di poesia e una armoniosa fusione fra profumi mediterranei e caraibici. 
Venerdì 27 luglio, ultimo a salire sul palcoscenico della Corte Malatestiana, il gruppo “Fellowship” del batterista Brian Blade, attuale componente del quartetto di Wayne Shorter e autore e interprete in proprio di una brillante sintesi fra tradizione e contemporaneità del jazz. Di questa pregevole formazione fanno parte altri notevoli talenti: i sassofonisti Myron Walden e Melvin Butler, il pianista Jon Cowherd e il contrabbassista Chris Thomas.
Domenica 29 luglio (ingresso gratuito), alla Golena del Furlo, i riflettori saranno invece puntati su un autentico virtuoso del basso elettrico, Victor Bailey, già membro negli anni Ottanta dell’ultima edizione dei mitici Weather Report e ora autorevole leader dei V- Funk, inarrestabile macchina da groove. Il concerto è organizzato in collaborazione con la Riserva Naturale Statale Gola del Furlo e il Comune di Acqualagna. 
Infine, il “Jazz Village” allestito al “Pala J” della Marina dei Cesari, dove da due anni si svolge la programmazione invernale del Jazz Club. In questo spazio ideale a favorire un ascolto raccolto e ancora più partecipativo si svolgeranno dal 22 al 27 luglio (dalle ore 23) le jam session che coinvolgeranno musicisti marchigiani e ospiti a sorpresa. 

5 commenti:

  1. Domanda davvero innocente: cosa c'è di "sensazionale" nel programma?
    Il trio di Mehldau (pur ottimo) è stato sentito anche recentemente e nel giro di nemmeno due settimane sarà in dieci città italiane, da Milano a Barletta, da Reggio Emilia a Stresa.
    Mike Stern fa quattro date italiane a luglio e ne ha appena fatte altrettante se non più in marzo.
    Dee Dee Bridgewater ne fa altre tre (secondo il suo sito), Noa altre sei, Fresu nemmeno dirlo, Ray Gelato è certamente piacevole per una serata estiva disimpegnata, ma di certo non è qualcosa di sensazionale, idem per Victor Bailey.
    L'unica proposta un po' meno scontata potrebbe essere il gruppo di Brian Blade, di qui però a definire l'occasione come sensazionale forse ce ne passa.
    O no?

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  2. Risposta altrettanto innocente: a me sembra che una rassegna che in pochi giorni presenta tutti insieme Mehldau, Stern, Bridgewater, Fresu e Sosa e soprattutto i Fellowship di Blade, possa essere considerata sensazionale.
    Che poi abbiano suonato in altre parti di Italia mi sembra piuttosto relativo per gli abitanti di Fano.
    Se poi il termine sensazionale dobbiamo usarlo solo per rassegne con musicisti in esclusiva, allora attendiamone una con Davis, Monk e Charlie Parker...

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  3. Grazie della risposta, davvero non c'è alcun intento polemico.
    Con il massimo rispetto (per il parere e per il cartellone) rimango però della mia opinione che l'aggettivo solitamente si riservi a accadimenti caratterizzati da maggiore unicità, sia temporale che artistica.
    Il che non significa necessariamente esclusiva a tutti i costi, ma magari una progettualità più articolata e coraggiosa.
    Così, mentre gli abitanti di Fano (ma perchè poi solo loro?) potranno godere dei Mike Stern di turno, i più sfigati valligiani di Saalfelden (Austria) - tanto per fare un esempio - quest'estate in tre giorni si godranno cose molto differenti e a volte in esclsuiva come l'Experimental Band di Muhal Richard Abrams (con Threadgill, Roscoe Mitchell, Wadada Leo Smith...), Pharoah Sanders con Rob Mazurek, Henry Texier e Mary Halvorson, Giovanni Guidi e Aki Takase, Gerry Hemingway e Jenny Scheinman, Tim Berne e Les Rhinocéros...
    Probabilmente per loro non è "sensazionale", forse è semplicemente "normale" se si smette per un attimo di pensare (erroneamente) che il pubblico del jazz voglia sempre e comunque essere blandito solo con omaggi a Billie Holiday, bassisti fusion bolliti e tributi alla canzone napoletana.
    Grazie del dialogo e buona giornata

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  4. Quando pubblico dei comunicati stampa, cerco di tener fuori i miei gusti personali, ma solo di dare delle informazioni e, nel mio piccolo, di dare una mano agli organizzatori che pur nelle difficoltà del momento cercano comunque di proporre qualcosa di valido.
    Il sensazionale si riferiva ai nomi presenti all'interno di una rassegna "minore", non certo alla qualità delle proposte. Se fossi a Fano, andrei a vedere solo il concerto di Brian Blade (come d'altronde non andrei mai a vedere i concerti di Saalfelden), ma questi sono solo gusti personali.
    Sicuramente nel mondo ci saranno rassegne più "sensazionali" di quella di Fano, ma non vedo perchè bisogna sempre disprezzare quello che c'è.

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  5. Non credo di avere manifestato alcun intento dispregiativo nei confronti di un Festival di livello come Fano (e delle persone che ci lavorano, immagino non senza difficoltà) e ho grande stima per il lavoro svolto dal blog.
    Mi consenta però, e poi non tedio più lei e i lettori del blog, di non sottoscrivere l'idea che "quel che c'è" vada apprezzato acriticamente, per il solo fatto che "qualcuno meritoriamente organizza qualcosa" che altrimenti non sarebbe stato fatto.
    E, al di là dei gusti personali, credo sia giusto riflettere anche con qualche annotazione eventualmente scomoda sui cartelloni dei Festival, dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi sono pagati con soldi pubblici.
    Nel caso specifico, non conoscendo il programma di Fano e essendomi imbattuto nell'aggettivo "sensazionale", mi ero ingolosito pensando a qualcosa di unico, stimolante, progettualmente nuovo o originale. E siccome così non è, mi è venuto spontaneo commentare. Tutto qui.
    Grazie ancora della pazienza e dello spazio.

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