lunedì 4 giugno 2012

The Robert Glasper Experiment in concert su BBC3

Questa sera la BBC3, nell'ambito del programma Jazz On 3, trasmetterà il concerto del Robert Glasper Experiment, registrato lo scorso 14 maggio al Barbican di Londra. La formazione era composta da Robert Glasper (piano), Casey Benjamin (sassofono/vocoder), Derrick Hodge (basso), Mark Colenburg (batteria).


"Numerosi sono stati i tentativi di fondere jazz e hip hop. Nella maggior parte dei casi è il nastro adesivo che tiene unite insieme le due cose. Nel caso di Robert Glasper, invece, il risultato è un blend perfetto, perché la sua musica è semplicemente ciò che lui è". Le parole che meglio definiscono il sound del trentaquattrenne pianista di Houston sono di Don Was, storico produttore, recentemente salito alla carica di presidente della leggendaria Blue Note Records.
Per molti il nome di Glasper rappresenta ancora una promessa, ravvisando nel suo sound le radici del jazz del futuro e nelle sue cifra stilistica il talento di uno dei più promettenti pianisti jazz della nuova generazione; pochi comprendono che, come lo stesso artista ha dichiarato in occasione della presentazione di Black Radio, il suo quarto album per la Blue Note, la sua visione artistica e musicale, poliedrico e open-minded è figlia di questo presente ed è straordinariamente calata nella dimensione della musica nera, specie di quella attuale.
Pianista dalla solida preparazione classica, Robert Glasper è un fine musicista di difficile catalogazione che si ispira dichiaratamente al jazz e alla tradizione della musica nera (anche grazie all’influsso della madre, pianista e cantante gospel), dotato di uno stile e di una sensibilità bluesy che si è perfezionata negli anni ’90 grazie alla vicinanza con il sempre vivace ambiente musicale newyorkese dove viene in contatto con il bassista Christian McBride, il sassofonista Kenny Garrett, i trombettisti Roy Hargrove e Terence Blanchard, il pianista coetaneo Jason Moran ed il chitarrista Russell Malone, artisti dei quali diviene ben presto stimato collaboratore (nelle registrazioni e anche in tour).
Le dita di Robert Glasper corrono sulle corde del pianoforte e del fender rhodes disegnando un flusso sonoro denso di melodia, stilizzato, elegante e straordinariamente fluido per capacità esecutiva e versatilità nell’interplay, tanto nelle performance soliste quanto nelle formazioni in trio (o allargate).
Dotato di un innato talento e di una sensibilità musicale fuori dal comune, Glasper riesce a coniugare con originalità e con affabile naturalità la lezione del jazz (Duke Ellington, Herbie Hancock e Thelonius Monk su tutti), le evoluzioni del soul (da Stevie Wonder a Marvin Gaye) con le suggestioni della black music, assorbendo nel suo pentagramma i beat, i pattern e le ritmiche sporcate di elettronica ispirate dalla lezione del produttore J Dilla (celebrato e ricordato in più occasioni), dalla poesia del rap e dell’hip hop (forte dell’eredità lasciata del maestro Gil Scott-Heron che Glasper ha avuto l’onore di accompagnare dal vivo), e dalle influenze soul e r’n’b testimoniate anche dalle stabili collaborazioni con artisti del calibro di Bilal, Erykah Badu, Mos Def, Q-Tip, Common, Talib Kweli, Questlove con il collettivo The Roots e più di recente Jay-Z e Maxwell.
Il suo ultimo album Black Radio è il risultato di una jam session nel suo studio di Los Angeles durata soli 4 giorni, durante i quali Glasper ha riunito intorno alla sua tastiera il meglio del panorama black statunitense: Erykah Badu e Bilal, oltre al rapper Lupe Fiasco e ai performer Lalah Hathaway, Shafiq Husayn (Sa-Ra), KING, Ledisi, Chrisette Michele, all’immancabile Mos Def (ora con lo pseudonimo Yasiin Bey), Musiq Soulchild, l’istrionica Meshell Ndegeocello e il geniale Stokley Williams.
Nomi di prima fascia che hanno accettato la sfida, dal gusto squisitamente jazz, di confrontarsi in libera improvvisazione e quasi senza preparazione sulle note composte ed arrangiate da Robert Glasper, rappando e cantando in rima sulle melodie funky- groove, soul e r’n’b realizzate e orchestrate con The Experiment, formazione elettrica (già sperimentata nell’album Double Booked, 2009) che vede l’inseparabile sezione ritmica formata da Vicente Archer al basso e Damion Reid alla batteria, affiancata da Darrick Hodge al basso elettrico, e Casey Benjamin al sax alto e vocoder. (Fonte Soupmag)

Clicca qui per ascoltare il concerto questa sera a partire da mezzanotte

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