domenica 6 maggio 2012

Youn Sun Nah a Imola

Arriva a Imola per la prima volta, non conosce ancora la città, ma si dice «“euforica» all’idea di poter tornare finalmente in Italia, «uno dei posti più belli al mondo”. Youn Sun Nah si esibirà questa sera al Teatro dell’Osservanza di Imola (inizio alle 21.15) per la prima delle due tappe cittadine di ‘Crossroads’, rassegna regionale tutta dedicata al jazz. Ad accompagnare la musicista coreana, che vive in Francia da oltre quindici anni, ci sarà alla chitarra Ulf Wakenius, per un concerto che promette di stregare il pubblico imolese. 


Youn Sun Nah infatti non è una classica vocalist di estrazione swing, tutta Ella Fitzgerald e Billie Holiday. Le sue origini e una formazione aperta a molti stimoli hanno infatti contribuito a far confluire elementi eterogenei nel suo stile: world music, elettronica, canzone sperimentale, folk. Oltre a un repertorio quanto mai variopinto che va dagli standard jazz alla tradizione coreana, dal Brasile ai Metallica.
Quando è stata la sua ultima volta nel nostro Paese?
«Ho suonato a Roma lo scorso autunno, un’esperienza semplicemente meravigliosa. Mi piace tanto esibirmi in Italia, ogni volta è una grande emozione».
Cosa proporrà al pubblico di Imola?
«Molti brani presenti nel mio ultimo album. Da My Favorite Things a Uncertain Weather, da Kangwondo Arirang a Same Girl e poi Pancake e La Chanson d’Hélène».
E gli arrangiamenti dei pezzi di Sergio Mendes e dei Metallica.
«Ah, il primo è un artista che amo da sempre e provare un suo pezzo è stata una mia idea. Sui Metallica invece devo dire che è stata una scelta del mio chitarrista, Ulf. Pensavo fosse un progetto folle e che i fan del gruppo mi avrebbero ucciso. Alla fine però ho pensato di registrarlo lo stesso e di vedere come veniva. E devo dire che la cosa mi è subito piaciuta».
Come si è innamorata del jazz?
«L’ho scoperto tardi, a 26 anni, quando mi sono trasferita in Francia. Prima nemmeno lo ascoltavo. A Parigi ho potuto sperimentare diversi approcci con musicisti provenienti da ogni parte del mondo e conoscere quella che sarebbe diventata la passione della mia vita».
Cosa le piace di più di questa musica?
«La libertà. L’assoluta libertà che il jazz ti dà di essere te stessa».
Dopo il concerto di Imola ne ha altri in programma in Italia?
«Non ci sono già date fissate nel vostro Paese, almeno per il momento. Ma spero proprio di tornarci presto. Mi farebbe davvero piacere esibirmi ancora qui».

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