sabato 26 maggio 2012

Una statua di Ellington per la riapertura del celebre Howard Theatre di Washington

Washington celebra la riapertura del leggendario Howard Theatre, con una grande statua metallica raffigurante uno dei suoi più grandi concittadini: Duke Ellington.


Le menti che studiano il nostro passato più da vicino, sono spesso quelle con una maggiore visione per il futuro. Ecco perché abbiamo bisogno di storici, e perché i migliori innovatori hanno i loro propri mentori. E' davvero la migliore ragione per rileggere la storia. 
Per andare avanti, abbiamo bisogno di trazione, il che significa scavare nel terreno su cui camminiamo.
Quando alcuni giorni fa l'Howard Theatre ha iniziato il suo processo di riapertura, la stampa locale ha riconosciuto l'audacia e la precarietà dell'impresa. 
Ma gli eventi degli ultimi giorni confermano che il nuovo team dell'Howard ha scelto di premiare la sua storia. Prima di qualunque concerto, il teatro apre le sue porte alla comunità per una giornata, abbracciando la comunità nera del quartiere Shaw, che è sempre stata la sua base.
E quando si attraversa il maestono teatro, si possono ammirare le fotografie dei grandi artisti neri che hanno calpestato il palco nel corso degli anni, da Dizzy Gillespie ad Aretha Franklin
Poi quando si alza lo sguardo ai grandi schermi ai lati del palco, si notano gli annunci dei prossimi spettacoli,  Robert Glasper, Erykah Badu, Yasiin Bey (ex Mos Def). 
E' un lineup incoraggiante, perché riconosce la progressione costante, non certo la grandezza raggiunta, che trasformò quegli artisti nelle nero foto in bianco e nero in eroi. 
L'Howard è stato riaperto per cercare di riaffermarsi come principale terreno di prova della città per le nuove stelle nazionali della musica nera americana.
Appare quindi appropriato che una maestosa scultura di Duke Ellington, il grande nativo di Washington, innovatore e promotore della cultura nera, è stata inaugurata fuori dal teatro. 
L'opera è una massa turbinante di metallo, creata dallo scultore Zachary Oxman, nel quale la tastiera di Ellington sfreccia verso il cielo in un vortice di suono visuali. Essa implica la fluidità e l'infinitezza del progresso musicale.
Secondo le parole dello stesso Oxman: "E' importante onorare il passato, celebrare il presente ed abbracciare il futuro .... Non occorre che le cose debbano essere cancellate e quindi ricominciare da capo, ci sono tante cose che possono essere di nuovo recuperate."
(Fonte Capital Bop)


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