mercoledì 2 maggio 2012

Time in Jazz 2012

Avrà un significato particolare l'appuntamento della prossima estate con Time in Jazz: dal 9 al 16 agosto, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (prov. Olbia-Tempio), per l'organizzazione dell'associazione culturale Time in Jazz, festeggia infatti la venticinquesima edizione. Un traguardo significativo per una manifestazione nata quasi per scommessa nel lontano 1988 e cresciuta, anno dopo anno, fino a diventare uno dei momenti più attesi dell'estate festivaliera. 


Cinque lustri di Time in Jazz, dunque, da salutare in una settimana di musica (e non solo) tutta da seguire tra Berchidda e gli altri centri del nord Sardegna coinvolti in questa edizione: Budoni, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Telti, Tempio Pausania, Tula. Una settimana carica di musica, dal mattino alla notte, in luoghi e spazi sempre diversi: la piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche boschi e chiesette, siti di particolare significato storico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto socio-culturale locale. 
Ancora un volta il festival salpa le ancore (giovedì 9 agosto) con la "concertazione navale" a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio dal "continente" alla Sardegna: un evento reso possibile per il settimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle. Ad accompagnare in musica la traversata del Tirreno, da Livorno (partenza ore 13) al porto sardo di Golfo Aranci (arrivo ore 19.45), stavolta è la Funky Jazz Orchestra, nuovissima formazione berchiddese diretta dal trombettista Antonio Meloni, con un repertorio che varia dallo swing al blues, al funky, passando attraverso originali arrangiamenti di colonne sonore e di brani di musica leggera. 
Il primo appuntamento del festival in terra ferma, invece, è alle 21:30 a Ozieri: protagonista solitaria, in piazza San Francesco, Anja Lechner, l'eclettica violoncellista tedesca capace di spaziare dai campi della musica classica a quelli dell'improvvisazione, come dimostra il suo bagaglio di collaborazioni con musicisti di diversi ambiti operativi come Vassilis Tasbropoulos, Dino Saluzzi, François Cuturier e Maria Pia De Vito. 
La seconda giornata - venerdì 10 agosto - si apre con un evento che mancava da un paio d'anni dal cartellone di Time in Jazz: il concerto all'alba sul Monte Limbara. Il compito di salutare il sole che sorge (ore 5:45, località S'Eritti) spetterà a un altro musicista dalle solide basi classiche ma votato al jazz: il giovanissimo (appena ventunenne) pianista Enrico Zanisi.
Dai graniti del Limbara a quelli di San Pantaleo, "new entry" nel circuito del festival: a mezzogiorno Time in Jazz fa tappa nel paese a una ventina di chilometri da Olbia per dar fuoco ai fornelli del Food Sound System, spettacolo multimediale del "gastrofilosofo" Donpasta (al secolo Daniele di Michele), con Raffaele Casarano (sax, elettronica) e Marco Bardoscia (basso, effetti), in cui si mescolano cucina, musica, racconto popolare e immagini. 
Il pomeriggio del 10 agosto è tutto all'insegna di un autentico "must" di Time in Jazz: il concerto col quale il festival, – da otto edizioni a questa parte - rende omaggio a Fabrizio De André all'Agnata, la residenza del grande cantautore genovese nei pressi di Tempio Pausania (oggi è un rinomato albergo rurale). Di scena stavolta una formazione che schiera accanto a due jazzisti come Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) e Raffaele Casarano (sax soprano e contralto), una coppia di musicisti provenienti da altri generi ed esperienze: Gaetano Curreri e Fabrizio Foschini, rispettivamente voce storica e tastierista degli Stadio. 
Lo stesso organico che il 26 giugno debutta a Berchidda con il progetto "Laber per Lucio e Faber", tributo a Dalla e De André coprodotto da Time in Jazz e dal Locomotive Jazz Festival di Sogliano (in provincia di Lecce), di cui l'evento all'Agnata rappresenta una diretta derivazione. Mescolando jazz e canzone d'autore, "De André: se fosse foco" - questo il titolo del concerto proposto in collaborazione con la Fondazione De André - promette ancora una volta grandi emozioni nel ricordo di Faber. 
In serata, alle 21, la bellissima basilica romanica di Saccargia, nei pressi di Codrongianos, fa invece da cornice a "Lingue di fuoco", concerto/spettacolo della vocalist-performer Monica Demuru e del percussionista Cristiano Calcagnile, ovvero il Blastula – Scarno duo, qui ampliato dalla presenza del chitarrista Gabrio Baldacci: un percorso attraverso le canzoni di grandi interpreti femminili dalle voci straordinarie, da Bessie Smith a Elis Regina, da Skin a Joni Mitchell, da Bjork a Maria Carta, da Cassandra Wilson a Patty Smith. 
Dall'incontro-scontro fra tradizione popolare e avanguardia extra-colta nasce la "chitarra sarda preparata", lo strumento-simbolo di Paolo Angeli, protagonista del solo che apre il palinsesto dell'11 agosto (ore 11) nel suggestivo contesto del santuario di Madonna di Castro, nella campagna di Oschiri: uno strumento orchestra a 18 corde - un ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria - dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile, con cui il musicista sardo di Palau rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise e pop minimale. 
Il pomeriggio dell'11 (ore 18) ritorna in scena la Funky Jazz Orchestra, attesa a Pattada nella chiesa di San Giovanni. Poi, in serata, Time in Jazz approda finalmente a Berchidda per un doppio appuntamento al Laber, ovvero l'ex-caseificio in fase di riconversione in centro di produzione per lo spettacolo, gestito dall'associazione culturale Time in Jazz. Alle 21:30 riflettori puntati sul quartetto di Ettore Fioravanti (Marcello Allulli al sax, Marco Bonini alle chitarre e Francesco Ponticelli al contrabbasso) alle prese con il repertorio di "Le vie del pane e del fuoco", il nono disco firmato dal batterista romano. Fioravanti è anche uno dei docenti storici del Seminario Nuoro Jazz, una delle iniziative più accreditate nel panorama della didattica jazzistica. E proprio dai corsi che si tengono ogni estate dal 1989 nel capoluogo barbaricino nasce Six in the city, il sestetto composto dai migliori allievi della scorsa edizione (Elena Urru: voce; Elias Lapia: sax; Giovanni Scotta: piano; Simone Albanese: chitarra; Sabrina Damiani: contrabbasso; Edoardo Luparello: batteria), cui spetta il compito di chiudere la serata. 
La quarta giornata del festival - domenica 12 agosto – porta per la prima volta Time in Jazz a Budoni, centro costiero a 35 chilometri da Olbia, per il piano solo (alle 11 nella pineta di Sant'Anna) di uno dei protagonisti della scena jazz polacca, Marcin Wasilewski
Nel pomeriggio (ore 18), il vulcano spento vicino a Ittireddu è l'inconsueto scenario del concerto di Maria Pia De Vito e Patrice Heral: un felice e duraturo incontro artistico quello fra la cantante napoletana e il percussionista francese, ben testimoniato, già una decina d'anni fa, dalle tracce dell'album "Tumulti". 
In serata, alle 21:30 si accendono per la prima volta i riflettori sul grande palco in piazza del Popolo, a Berchidda, per illuminare uno dei nomi di punta di questa edizione di Time in Jazz: Bill Frisell. Alla testa di un quartetto con Greg Leisz alla steel guitar e al mandolino, Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria, il chitarrista di Baltimora presenta il materiale del suo ultimo album, "All We Are Saying", un riuscito tributo a John Lennon attraverso una personale rilettura di brani come "Across the Universe", "In My Life" "Revolution", "Come Together, "Give Peace a Chance" e, naturalmente, "Imagine". 
A mezzanotte, altri suoni e atmosfere in piazza Funtana Inzas con la banda del paese, la "Bernardo De Muro", diretta da Luciano Demuru. Al Laber partono invece i dopo-concerto a base di dj set e musica dal vivo: un programma che sotto il titolo "Time Out" presenterà le proposte selezionate attraverso l'omonimo concorso bandito a gennaio. 
Epicentro del festival, piazza del Popolo ospiterà ogni sera un doppio set. Lunedì 13 apre (ore 21:30) il trio del giovane pianista armeno (classe 1987) Tigran Hamasyan, con Sylvain Romano al basso e Jeff Ballard alla batteria. A seguire (ore 23 circa), il quartetto di Arild Andersen: figura di primo piano sulla scena jazzistica europea fin dai primi anni Settanta, quando suonava (dal 1967 al 1973) nel quartetto di Jan Garbarek, il contrabbassista norvegese si propone a Berchidda con un quintetto internazionale composto dal sassofonista scozzese Tommy Smith, dal pianista polacco Marcin Wasilewski, dal francese Patrice Heral alla batteria e da Paolo Fresu alla tromba. 
Suoni e suggestioni visive in apertura di serata, martedì 14, con il "Roden Crater Project" di Maria Pia De Vito, un concerto ispirato all'omonimo "land-formed work" di James Turrell, una grandiosa opera allestita all'interno del cono di un vulcano estinto nel Painted Desert dell'Arizona, alla quale l'artista americano sta lavorando da più di trent'anni. Con la cantante napoletana, un organico che accanto a Huw Warren (piano), Maurizio Giri (digital design, laptop), Anja Lechner (violoncello), Michele Rabbia (percussion, digital design) e Eivind Aarset (chitarre, elettronica) vede in azione il video-artista Carmine Masiello aka Vj Klein. 
Tre voci musicali uniche e differenti insieme per un trio speciale che combina elementi musicali tradizionali e moderni, provenienti da India, Italia e Cuba: si presenta così il set che chiude la serata del 14. Protagonista un trio di musicisti accomunati dalla stessa predilezione a espandere i confini musicali e esplorare nuove culture: Paolo Fresu (tromba e flicorno), il pianista cubano Omar Sosa e il percussionista indiano Trilok Gurtu, ognuno impegnato a portare in dote al concerto un proprio brano scritto ad hoc sul tema del fuoco. 
La sera di ferragosto, l'ultima in piazza del Popolo, per consuetudine è a due facce. Si comincia (sempre alle 21:30) con il "Giornale di bordo", frutto dell'incontro fra tre musicisti sardi, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il chitarrista Paolo Angeli e il sassofonista Gavino Murgia, con il batterista americano Hamid Drake: un progetto nato in occasione dell'European Jazz Expo di Cagliari nel 2008 e poi fissato sulle tracce dell'omonimo disco pubblicato dalla S'Ardmusic. 
Liberata la piazza da sedie e transenne, e aperta al pubblico non pagante, la seconda parte della serata, invece, è tradizionalmente dedicata alla festa finale: sul palco quest'anno sale Daniele Sepe con la sua Vesuvian Magmatic Orchestra, un nome che evoca il calderone di suoni e culture da sempre proprio della musica partenopea. Insieme al sassofonista napoletano, la cantante Floriana Cangiano, Flori N Barbu alla chitarra acustica, Marzouk Mejiri alle percussioni, Franco Giacoia alla chitarra elettrica, Tommy De Paola alle tastiere, Salvatore Brancaccio al basso e Daniele Chiantese alla batteria. 
Come sempre molti dei protagonisti delle serate in piazza del Popolo saranno al centro anche dei concerti del mattino e pomeridiani in programma nei dintorni di Berchidda e delle altre località toccate dal festival. 
Reduce dall'esibizione della sera prima a Berchidda, Bill Frisell è atteso la mattina del 13 agosto (ore 11) a Telti, nello spazio dell'Ex-arsenale militare, stavolta in duo con il batterista Kenny Wollesen. 
Curraggia è la collina alle porte di Tempio Pausania dove, nel luglio del 1983, un terribile incendio doloso uccise nove persone fra quanti tentavano di domarlo. Qui alle 18, nel ricordo di quella tragica vicenda, Time in Jazz ambienta quella che si candida a essere una delle pagine più intense del festival: "Il salto, la lingua, la mano", musiche di Paolo Fresu e Trilok Gurtu con letture scelte affidate all'attore Alessandro Haber Per non dimenticare un passato che non deve ritornare. 
Due piano solo caratterizzano la giornata di martedì 14: a Mores, alle 11, è di scena Tigran Hamasyan nella Chiesa di Santa Lucia; a Tula, nel pomeriggio (ore 18), è la volta invece di Antonello Salis nel Parco eolico "Sa Turrina manna". 
La mattina di Ferragosto il festival fa base come ogni anno nei pressi della chiesetta di San Michele, nella campagna fuori Berchidda. A precedere l'immancabile pranzo a base di piatti tipici della cucina locale, Paolo Fresu e Omar Sosa proporranno il repertorio di "Alma", il cd pubblicato a metà febbraio dalla Tuk Music, la casa discografica fondata dallo stesso Fresu: un disco lirico e denso di emozioni con la sua riuscita miscela di jazz, musica cubana, Africa e world 
Poi, nel pomeriggio (ore 18), nella vicina chiesa di Santa Caterina, immancabile appuntamento con la Gara di poesia improvvisata, quest'anno da giocarsi, ovviamente, sul tema del Fuoco. 
Infine, il pomeriggio del 16, doppio appuntamento a Olbia. Il primo è alle 18 all' Aeroporto Costa Smeraldacon la Funky Jazz Orchestra; il secondo, quello che di fatto chiude il festival, è invece alle 21 al Castello di Perdes con Paolo Fresu e Antonello Salis. 

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