mercoledì 9 maggio 2012

Notti di Stelle a Molfetta

La Camerata Musicale Barese ha deciso: la 24ª edizione di “Notti di Stelle”, il Festival jazz che anima l’estate pugliese, si terrà in luglio a Molfetta, la città che ospitò nel 1981 la prima rassegna jazz della Camerata (che vide la presenza di veri mostri sacri come: Mulligan, Gillespie e Getz).
Il Festival, che comprenderà 4 serate, si svolgerà nell’Anfiteatro di Ponente. Il 19 luglio l’anteprima del Festival con il trombettista Fabrizio Bosso e il un sassofonista, compositore e arrangiatore argentino jazz Javier Girotto (“Latin Mood” Vamos), cui seguirà il 21 luglio Roy Hargrove, trombettista statunitense di musica jazz e funk, accompagnato dal suo quintetto. Successivo il concerto del compositore e pianista italiano di musica jazz Stefano Bollani con Hamilton De Holanda, mandolinista brasiliano. A concludere il Musigalà d’Estate con Al Jarreau in eslusiva al Sud Italia.


19 luglio - Fabrizio Bosso & Javier GirottoLatin Mood” Vamos
Gli astronomi hanno scoperto un quintetto di stelle estremamente raro, nascosto dietro un apparentemente minuscolo punto di luce. Messo in piedi in occasione dell’edizione 2006 del Brianza Open Jazz Festival, si avvale di due figure leader: da un lato il torinese Fabrizio Bosso, dall’altro l’argentino Javier Girotto, italiano d’adozione. Si incontrano così, nel terreno fertile dell’improvvisazione e del jazz, estetiche apparentemente lontane, l’hard bop di cui Bosso è alfiere indiscusso e gli influssi latini e le ritmiche argentine, dal tango in giù, di Girotto. Ma in realtà ognuno di loro ha da sempre dimostrato affinità ed interessi nell’ambito espressivo dell’altro, riuscendo ad esprimere, all’interno di questa formazione, una sintesi sonora completa, che rimbalza su linguaggi sonori misti i quali sono tutti contenuti nel grande esordio discografico sottoscritto dalla Blue Note Italia, “Sol” (addirittura impreziosito dalla presenza di Raul Midón). 
Musica coinvolgente, ballabile o meno, ce se ne innamora subito, si viene presto contagiati.
21 luglio - Roy Hargrove Quintet
Roy Hargrove è uno dei trombettisti appartenenti alla generazione che si rivelò al grande pubblico durante gli anni novanta. Di impostazione hard Bop, è dotato di un suono chiaro e brillante che non ha riferimenti a trombettisti del passato. Scoperto nel 1987 dal celebre trombettista Wynton Marsalis, in occasione del 4º Festival "Acireale Estate Jazz" (CT) organizzato dal Brass Group locale di Nicola Consoli, viene subito inserito nella sua band che gli apre le porte del jazz che conta, con collaborazioni prestigiose. A vent'anni incide il primo album con l'etichetta Novus e forma un suo gruppo. Realizzerà altri quattro album con la stessa etichetta e avrà la possibilità di dimostrare il suo valore, infatti parteciperà ad incisioni assieme a protagonisti quali Sonny Rollins, Frank Morgan e Jackie McLean. Nel 1995 raggiungerà il primo posto come trombettista dell'anno nella classifica dei lettori della prestigiosa rivista jazz Down Beat. Nello stesso anno incide un disco importante insieme al pianista Stephen Scott e al bassista Christian McBride, dedicato al sassofonista Charlie Parker, che gli darà notevole prestigio; seguiranno altri dischi di successo con la prestigiosa casa discografica Verve.
23 luglio - Stefano Bollani - Hamilton De Holanda
Tra Stefano Bollani ed Hamilton De Holanda c’è un’affinità profonda, nata dal comune amore verso le partiture dei grandi compositori brasiliani. Il carisma, la forza comunicativa, un tocco impeccabile e pieno di sofisticata creatività fanno di Hamilton de Holanda uno dei musicisti di maggior rilievo nella nuova generazione di interpreti e compositori della musica contemporanea brasiliana. Hamilton si ispira tanto al repertorio classico quanto a quello del jazz o della musica popolare brasiliana, sviluppando una polifonia completa e un’espressività sonora e percussiva ricca di sfumature. La sua carica inventiva è inesauribile e il suo suono potente e preciso.
24 luglio - Al Jarreau
Al Jarreau è l'unico cantante ad aver vinto tre Grammy Award in tre diverse categorie: jazz, pop, and R&B. Cantante moderno, cantante capace di esplorare con la voce tutte le timbriche, su ritmi swing, pop, jazz e R&B.
Jarreau il primo vero grande “Vocalist” moderno ad apparire nella scena del canto Jazz. Se per vocalist Jazz si può definire un cantante che esplora tutte le capacità della voce, giocando sulle mille sfaccettature dei timbri vocali, volando con l’improvvisazione più spericolata sugli accordi, salterellando leggero sulle ritmiche, e soprattutto giocando continuamente, insomma se questa i critici ci concedono sia la definizione esatta del Vocalist, beh, questo è lui nel senso più completo Prima di lui l’improvvisazione era lo “Scat”, cioè le variazioni improvvisate sul tema della canzone, sul ritmo Swing, articolazioni libere degli arpeggi sugli accordi. Passeranno gli anni e Al Jarreau sarà attratto anche da sollecitazioni commerciali e sfornerà diversi dischi Pop più facili, che gli daranno successi anche in ambiti di pubblico più ampio. Dischi godibilissimi. Continuerà a portare la sua voce in giro per il mondo in mille concerti regalandoci un divertimento e un piacere profondo.E aprirà la strada a tutti gli altri vocalist fantastici che oggi tutti conosciamo: Bobby Mc Ferrin, i Take six ecc.

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