lunedì 18 febbraio 2013

REPLAY: La difficile vita di Art Pepper (seconda parte)

(Pubblicato originariamente il 1 maggio 2012)
Dopo il suo rilascio nel maggio del 1954, Pepper riprese le sue solite abitudini, che portarono ad un nuovo arresto in dicembre e ad ulteriori periodi di reclusione al Los Angeles County Jail e al Terminal Island, totalizzando qualcosa come oltre un anno di carcere. Alla metà del 1960, trascorse altri 90 giorni in carcere, poi in ottobre fu condannato a San Quentin e Tehachapi dove rimase detenuto per altri quattro anni e mezzo. Tre mesi dopo essere stato rilasciato, Pepper fallì un test di droga, per il quale scontò altri sei mesi presso il Chino Institute per gli uomini, ricevendo consulenza e "riabilitazione". Ancora una volta violò il rilascio sulla parola per cui fu nuovamente assegnato a San Quentin, che abbandonò per l'ultima volta nel 1966.



Durante questo periodo turbolento, nel 1957, Pepper sposò Diane Suriago, che divenne anch'essa una tossicodipendente, ed anche successive storie con altre donne anch'esse dipendenti gli furono di poco aiuto. In quel periodo fece vari lavoretti, tra i quali anche in una panetteria. 
Dopo il suo rilascio da San Quentin nel 1966, Pepper rimase senza strumento e con fondi limitati. Come scrisse nelle note di copertina per l'album Living Legend, "Ero passato al tenore per due motivi. Il rock era in voga, e solo i tenoristi sembravano funzionare. Ma la ragione principale era che, dopo tutti i miei anni di playing, ero stato influenzato al punto da imitare un altro musicista, John Coltrane. Ho capito che ciò che volevo dire, l'avrei potuto dire solo con il tenore."
Essendosi allontanato dal suo stile naturale, il suo suono divenne più intenso, e il suo playing divenne più libero, introducendo una tonalità più ruvida, lancinante, incandescente. Ben presto ritornò al suo alto ed alla sua identificabile voce su quello strumento, ma con l'aggiunta di una componente molto più emotiva. Nonostante l'estremo comportamento patologico nella sua vita personale, il playing di Pepper, almeno su disco, riflette raramente queste difficoltà.
Essendo un musicista originariamente estremamente melodico, a volte paragonato a Lee Konitz e Paul Desmond, Pepper era l'incarnazione dello stile "cool" della West Coast.
Come disse Shelly Manne, "Lui ha uno stile molto individuale. Lo si può sentire. Art era un musicista molto lirico. Soprattutto in un momento in cui la maggior parte degli altoisti erano imitatori di Charlie Parker, Art aveva uno stile tutto suo."
Un altro collega nella band di Kenton, il tenorista Bob Cooper aggiunse: "Ho sempre pensato che la più grande influenza di Art fosse Lester Young, questa venne fuori più chiaramente quando l'ho sentì suonare il tenore un paio di volte .... riusciva a trasferire quel bel suono all'alto! ... penso che in quel periodo il suo fosse di gran lunga il miglior suono dell'alto."
Oltre al suo unico sound, Pepper stupiva gli ascoltatori di jazz con la sua tecnica che apparentemente  sembrava venir fuori senza alcuno sforzo.
Anche se talvolta negava di studiare e di fare pratica, Pepper dettaglia nelle sue memorie due periodi di intensa concentrazione. Il primo fu in Inghilterra quando era nell'esercito. Un amico e musicista, Alan Dean, ricordò come Pepper, quando andava fuori servizio, si chiudeva in una sala prove per "fare pratica con il suo strumento per ore e ore e dormendo molto poco."
Pepper ha ricordato su Straight Life un momento durante il suo soggiorno a Fort Worth in cui:  "Andavo in sala prove al mattino, spazzavo il pavimento, ripulivo il posto, mi assicuravo che fosse tutto chiuso, e poi prendevo il mio strumento. Chiudevo la porta di questa piccola stanza e mi sedevo a fare pratica. L'ho fatto tutti i giorni ... e mi sono davvero avvicinato alla musica."
Nel 1968 Pepper ricevette un invito a suonare il primo alto nella band di Buddy Rich. C'era solo un piccolo problema: l'alto di Pepper era stato impegnato da tempo. Don Menza, il grande sassofonista della band di Rich, prestò il suo alto a Pepper, con il quale fece le sue prime registrazioni dopo più di sette anni.
Pepper si adattò immediatamente e, tranne che per la sue condizioni di salute, questa sarebbe potuta essere un piacevole associazione di lunga durata. Tuttavia subì la rottura della milza ed a questa seguirono altre complicazioni. Dopo tre mesi di ricovero in ospedale, tornò brevemente nella band di Rich, suonando il meno esigente terzo alto.
Con il deterioramento del suo stato di salute, Pepper dovette ricoverarsi a Synanon, un centro di riabilitazione per drogati in California, nel 1969. Lì incontrò Laurie Miller che ebbe un'inflenza molto positiva su Pepper, e, che nel 1974, divenne la sua terza moglie. La Miller lo aiutò a riprendere una carriera musicale di successo e introdusse una certa stabilità nella sua vita personale.
Dal 1968 al 1975 Pepper registrò un solo album. Nel 1975, però, tornato negli studi della Contemporary per iniziare una serie di album che ne segnarono la rinascita.
Dal 1972 Ken Yohe, rappresentante dell'azienda di strumenti Buffet, cominciò a sostenere l'attività musicale di Pepper e durante i suoi anni di pausa, gli fornì una serie di strumenti ed organizzò in modo che Art potesse condurre dei clinics di insegnamento nelle scuole superiori di tutto il paese.
Dopo aver ripreso la sua carriera discografica, l'altoista fece diverse apparizioni in concerti e club, per lo più con il suo quartetto, con l'importante eccezione di un lavoro del 1975 con la big band sperimentale del trombettista Don Ellis. Ci furono diversi tour degli Stati Uniti, Europa e Giappone, dove l'accoglienza entusiastica del pubblico fu d'incoraggiamento per Pepper e il suo gruppo. Spesso i suoi gruppi suonavano le sue più belle composizioni come Straight Life, Diane, Patricia, Zenobia e Las Cuevas de Mario.
Alla fine Pepper cedette ad anni di abusi e morì nel 1982 per le complicazioni di un ictus.
Sarà ricordato soprattutto per le sue incisioni come leader, con Kenton, e in una varietà di formazioni con Marty Paich, il leader, compositore ed arrangiatore che spesso utilizzò Pepper in accompagnamento a Mel Torme e ad altri cantanti e le cui registrazioni con Pepper includono l'acclamato, Art Pepper + Eleven.
Paich loda Pepper in questo modo, "Aveva le note, e swingava per tutto il tempo. Questo è molto importante .... Art ha sempre avuto grande swing. E ha suonato tutti gli strumenti ... esattamente alla stessa maniera. Egli li metteva tra le sua labbra ed era Art Pepper".

Ecco un bel documentario su Art Pepper dal titolo Notes From A Jazz Survivor:

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